MOL firma un accordo per l’acquisizione della quota russa nella compagnia petrolifera serba NIS

Il gruppo ungherese del settore petrolifero e del gas MOL ha firmato un accordo per acquisire la quota di proprietà russa nella compagnia petrolifera serba NIS, come ha annunciato il ministro delle Finanze serbo Siniša Mali. L’accordo è ancora soggetto all’approvazione delle autorità di regolamentazione, compresa l’autorizzazione da parte delle autorità statunitensi.
Gli azionisti russi e MOL hanno raggiunto un accordo sulla vendita, mentre lo Stato serbo ha sottoscritto un accordo separato tra azionisti con la società ungherese, ha dichiarato Mali all’emittente televisiva Bloomberg Adria, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ungherese MTI.
Il ministro prevede che le richieste di approvazione normativa vengano presentate a breve alle autorità garanti della concorrenza in Serbia e, per quanto ne sa, in Bosnia-Erzegovina. Il cambio di proprietà potrebbe quindi essere completato entro un periodo relativamente breve.
La Serbia aumenterà la propria partecipazione in NIS
In base all’accordo, lo Stato serbo aumenterebbe la propria partecipazione in NIS dal 30% circa al 35%. Mali ha affermato che è già stato raggiunto un accordo scritto, poiché Belgrado desiderava che la propria quota superasse un terzo.
Tuttavia, il ministro non ha rivelato né il prezzo di acquisto né l’esatta quota azionaria che MOL acquisirà.
L’annuncio rappresenta un significativo passo avanti nelle trattative che si trascinavano ormai da mesi. All’inizio di ottobre, l’edizione serba di Forbes aveva riferito che i colloqui erano di fatto falliti poiché i proprietari russi non erano disposti a vendere. All’epoca la MOL non aveva confermato tale notizia, affermando che il processo era ancora in corso e che l’operazione avrebbe richiesto diverse approvazioni normative.

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Le sanzioni statunitensi rendono urgente l’accordo
Il 19 gennaio, MOL ha firmato una lettera di intenti vincolante con la compagnia petrolifera russa Gazprom Neft per acquisire la quota complessiva del 56,15% detenuta dagli azionisti russi in NIS.
A giugno, MOL ha inoltre raggiunto un accordo con il governo serbo in merito alla futura gestione della società e alla possibilità che lo Stato acquisisca un’ulteriore quota del 5%. L’accordo prevede inoltre che MOL mantenga in funzione la raffineria di Pančevo per almeno dieci anni, a una capacità paragonabile a quella precedente alle sanzioni.
L’operazione è in parte motivata dalle sanzioni statunitensi imposte alla NIS nell’ottobre 2025 a causa della sua partecipazione di maggioranza russa. Da allora, la società ha ottenuto diverse deroghe temporanee che le consentono di continuare a operare.
L’Ufficio per il controllo dei beni stranieri (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha recentemente autorizzato la NIS a proseguire la propria attività, comprese l’importazione e la raffinazione del petrolio greggio, fino al 30 ottobre. Anche alla MOL è stato concesso il permesso di proseguire le trattative relative all’acquisto fino a tale data.
L’approvazione da parte degli Stati Uniti rappresenta quindi un altro ostacolo fondamentale da superare prima che l’operazione possa essere portata a termine.
Perché la NIS è importante per la Serbia
NIS è una delle più importanti società energetiche della Serbia e gestisce l’unica raffineria di petrolio del Paese, situata a Pančevo. È inoltre attiva nella produzione di petrolio greggio e nella vendita al dettaglio di carburanti.
Gazprom Neft detiene attualmente una quota del 44,9% nella società, mentre la sua società madre, Gazprom, ne possiede un ulteriore 11,3%. Lo Stato serbo detiene circa il 29,87%, mentre le restanti azioni sono di proprietà di azionisti di minoranza.

