Péter Magyar dice a Orbán di porre fine alla campagna di incitamento all’odio, mentre scoppia la disputa sul patto migratorio dell’UE

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È scoppiato un grande scontro politico tra il Primo Ministro Péter Magyar e l’ex Primo Ministro Viktor Orbán, dopo che Magyar ha invitato pubblicamente il leader di Fidesz a porre fine a quella che ha descritto come una campagna di disinformazione e di retorica piena di odio.
Lo scambio, che si è svolto sabato sui social media, è rapidamente degenerato in una disputa più ampia sulla posizione dell’Ungheria sul patto migratorio dell’Unione Europea, evidenziando il rapporto sempre più teso tra l’attuale governo del Paese e l’opposizione guidata da Orbán.
Manifestazione che scatena polemiche a Budapest
L’ultimo scontro ha fatto seguito ad una manifestazione tenutasi a Budapest venerdì contro il patto migratorio dell’Unione Europea. La protesta, organizzata da influencer di destra che hanno descritto l’evento come apartitico, ha attirato sostenitori di Fidesz e del Movimento La Nostra Patria (Mi Hazánk).
I partecipanti si sono riuniti al Kodály Circus prima di marciare verso il Parlamento, scandendo slogan come “Viktor! Viktor!” e “Traditori!”. Tra i partecipanti c’erano il leader del Movimento per la Nostra Patria (Mi Hazánk Mozgalom) László Toroczkai e il deputato Fidesz Balázs Németh.
Mentre i manifestanti passavano davanti all’Ufficio del Primo Ministro, situato nell’ex edificio del Monastero Carmelitano, il Primo Ministro Péter Magyar è apparso brevemente su un balcone insieme a diversi membri del suo Governo.
Come riportato da Telex, i video che circolano online mostrano Magyar che applaude i manifestanti e fa un gesto del cuore verso la folla, una mossa che i critici hanno interpretato come provocatoria, mentre i sostenitori l’hanno descritta come un gesto di buona volontà.
Péter Magyar chiede la fine della ‘campagna di disinformazione’.
In risposta alle critiche sulla protesta, sabato Magyar ha rilasciato una dichiarazione forte su Facebook. “Chiedo ancora una volta a Viktor Orbán di fermare la campagna di disinformazione di Fidesz e i discorsi di odio utilizzati dalla sua propaganda”, ha scritto il Primo Ministro.
Per illustrare il suo punto di vista, Magyar ha condiviso uno screenshot di un resoconto sulla manifestazione pubblicato dal sito web filogovernativo Vadhajtások, che conteneva un linguaggio altamente offensivo rivolto a lui e ai membri del suo governo.
“Le notizie sono sacre, l’opinione è libera”.
Il Primo Ministro Péter Magyar ha sostenuto che le critiche al Governo dovrebbero essere sempre consentite, anche se rivolte alle politiche che la sua amministrazione non ha mai adottato. Tuttavia, ha insistito sul fatto che il linguaggio volgare e offensivo non dovrebbe essere considerato accettabile nel discorso pubblico.
Il Primo Ministro ha anche esortato sia i sostenitori del Governo che gli elettori dell’opposizione a mostrare maggiore pazienza, rispetto e umanità reciproca. Secondo Magyar, migliorare il tono del dibattito pubblico e rafforzare l’unità nazionale è una responsabilità condivisa.
Ha aggiunto di aver già sollevato la questione direttamente con Orbán durante una conversazione telefonica nella notte delle elezioni, quando l’ex Primo Ministro si è congratulato con lui per la sua vittoria.
Orbán sposta l’attenzione sul patto migratorio
Orbán ha risposto diverse ore dopo, ma invece di affrontare le accuse relative alla retorica politica, ha spostato l’attenzione sul patto migratorio dell’UE, che entrerà in vigore il 12 giugno.
In una dichiarazione pubblicata su Facebook, la leadership di Fidesz ha invitato il Governo a dichiarare immediatamente che l’Ungheria non attuerà il patto migratorio sostenuto da Bruxelles.
“La Presidenza di Fidesz chiede al Governo e al Primo Ministro di annunciare immediatamente che l’Ungheria non attuerà il patto migratorio di Bruxelles che entrerà in vigore il 12 giugno”, ha scritto Orbán.
La questione è diventata un terreno di scontro chiave nelle ultime settimane, con i politici dell’opposizione che accusano il governo di Péter Magyar di ammorbidire la posizione tradizionalmente rigida dell’Ungheria in materia di migrazione, in cambio di un miglioramento delle relazioni con Bruxelles e dell’accesso ai fondi UE congelati.
Il Primo Ministro risponde
Péter Magyar ha risposto rapidamente alla sfida di Orbán con una domanda tutta sua.
“Il Primo Ministro fallito chiede del patto sull’immigrazione. Anche gli ungheresi hanno una domanda: perché Viktor Orbán non ha impedito l’adozione del patto nell’Unione Europea? Perché?”, ha scritto. Lo scambio è diventato l’ultimo capitolo di una crescente guerra di parole tra i due rivali politici.
Il Governo rifiuta le quote migratorie
Nonostante le accuse degli oppositori, i membri del governo magiaro hanno ripetutamente affermato di rifiutare sia le quote migratorie che la migrazione illegale.
Il Ministro degli Interni Gábor Pósfai ha recentemente affermato che il governo rimane contrario al patto migratorio e continuerà a mantenere la recinzione del confine meridionale dell’Ungheria, con l’intenzione di aggiornarla se necessario.
Magyar ha anche sostenuto che Fidesz ha travisato i contenuti del patto migratorio dell’UE, sostenendo che molte delle sue disposizioni in realtà rafforzano i controlli alle frontiere e inaspriscono le regole migratorie rispetto alle precedenti politiche dell’UE.
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Tensioni ancora in aumento
Il rapido scambio di sabato ha dimostrato quanto rapidamente possa degenerare il dibattito politico in Ungheria. Ciò che è iniziato come una disputa sul tono del discorso pubblico si è presto trasformato in una nuova discussione sulla migrazione, uno dei temi più divisivi della politica ungherese.
Con il patto sull’immigrazione che entrerà in vigore entro pochi giorni ed entrambe le parti che mostrano pochi segni di cedimento, il confronto tra Péter Magyar e Viktor Orbán sembra tutt’altro che concluso.
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