ULTIME NOTIZIE: Il partito Tisza annuncia il proprio candidato alla presidenza dell’Ungheria

Il partito Tisza, attualmente al governo in Ungheria, ha designato András Baka, ex presidente della Corte Suprema del Paese, come proprio candidato alla carica di presidente della Repubblica.

Il gruppo parlamentare del partito ha preso la decisione sabato con voto segreto, scegliendo il 73enne giurista tra tre potenziali candidati.

Poiché il Tisza detiene una maggioranza di due terzi in Parlamento, si prevede che Baka venga eletto prossimo capo di Stato dell’Ungheria in occasione della votazione dei deputati prevista per martedì.

Chi è András Baka?

Baka è un giurista specializzato in diritti umani e diritti delle minoranze e vanta una vasta esperienza sia nel diritto ungherese che in quello internazionale.

Nato a Budapest nel 1952, si è laureato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Eötvös Loránd nel 1978. Successivamente ha lavorato per oltre due decenni come ricercatore presso l’Istituto di Studi Giuridici dell’Accademia delle Scienze ungherese.

Tra il 1991 e il 2008, Baka ha ricoperto per due mandati la carica di giudice presso la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) a Strasburgo. Ha inoltre lavorato come professore ospite presso diverse università negli Stati Uniti ed è stato invitato a tenere conferenze in Francia e nella Germania Ovest.

Nel 1990–91, Baka ha ricoperto la carica di deputato indipendente per il Forum Democratico Ungherese (MDF), pur non avendo mai aderito al partito.

Nel 2009 è stato eletto dal Parlamento presidente della Corte Suprema ungherese.

Rimosso dall’incarico dopo aver criticato le riforme giudiziarie

Baka è diventato particolarmente noto in Ungheria dopo essere stato destituito dalla carica di presidente della Corte Suprema nel 2011.

La sua destituzione anticipata è avvenuta in seguito alle critiche da lui mosse pubblicamente alle riforme introdotte dal governo di Viktor Orbán, che, a suo avviso, minacciavano l’indipendenza della magistratura.

Il caso è stato infine portato dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Nel 2016, la Corte di Strasburgo ha stabilito, nella causa Baka contro Ungheria, che la sua destituzione anticipata aveva violato i suoi diritti. La Corte ha ritenuto che Baka fosse stato destituito in virtù di una normativa specificamente concepita per la sua situazione, dopo che egli aveva espresso pubblicamente critiche professionali nei confronti di misure che incidevano sull’indipendenza della magistratura.

Il caso è successivamente diventato un esempio significativo nel dibattito europeo sull’indipendenza giudiziaria e lo Stato di diritto in Ungheria.

Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha successivamente criticato l’Ungheria per la mancata piena attuazione della sentenza.

Tisza elogia l’indipendenza di Baka

Nell’annunciare la nomina, il gruppo parlamentare Tisza ha sottolineato l’indipendenza professionale di Baka e il suo impegno a favore della separazione dei poteri.

Il partito ha affermato che la sua esperienza pluridecennale in ambito legale e giudiziario è particolarmente preziosa in un momento in cui l’Ungheria si appresta a definire un nuovo quadro costituzionale.

Tisza ha descritto Baka come una figura che, nel corso della sua carriera, ha sempre difeso lo Stato di diritto e l’indipendenza giudiziaria.

Il partito ha affermato che egli è in grado di rappresentare l’unità della nazione ungherese e lo ha definito una figura indipendente e imparziale, la cui carriera professionale ha già consolidato la sua autorevolezza.

La nomina è inoltre in linea con la precedente descrizione fornita dal Primo Ministro Péter Magyar delle qualità che desidera vedere nel prossimo presidente dell’Ungheria.

Magyar ha affermato che il capo dello Stato dovrebbe salvaguardare l’unità nazionale e i principi costituzionali, valutare attentamente le opinioni contrapposte e comprendere le conseguenze delle decisioni presidenziali.

Baka era uno dei tre candidati

La decisione finale è giunta dopo settimane di speculazioni su chi Tisza avrebbe nominato.

Magyar aveva inizialmente proposto l’ex campionessa mondiale di scacchi Judit Polgár, ma la signora Polgár ha declinato l’invito.

Il primo ministro ha successivamente incontrato diversi potenziali candidati, tra cui lo storico Ignác Romsics, l’avvocato Botond Fülöp, diventato noto al grande pubblico come l’«avvocato di campagna», e Baka.

Venerdì, Magyar ha confermato che tre candidati sarebbero stati sottoposti all’esame del gruppo parlamentare Tisza. Si riteneva comunemente che i nomi fossero quelli di Baka, Romsics e Fülöp. Il gruppo parlamentare ha infine scelto Baka nella votazione a scrutinio segreto di sabato.

Il Parlamento dovrebbe approvare la sua nomina martedì

Le elezioni presidenziali sono previste per martedì 11 agosto.

Per essere eletto al primo turno, un candidato necessita del sostegno dei due terzi dei deputati. Con 141 seggi a sua disposizione, il partito Tisza dispone di voti più che sufficienti per assicurarsi da solo la maggioranza richiesta.

L’opposizione Fidesz-KDNP ha annunciato che boicotterà le elezioni, sostenendo che la destituzione dell’ex presidente Tamás Sulyok fosse incostituzionale e che la carica presidenziale non fosse legalmente vacante.

L’opposizione ha pertanto contestato la legittimità della procedura.

Il partito Mi Hazánk ha candidato l’avvocato specializzato in diritto energetico Máté Tóth, ma il suo gruppo parlamentare, composto da sei membri, non dispone di un numero sufficiente di deputati per inserire il suo nome sulla scheda elettorale senza il sostegno di altri partiti.

Baka potrebbe assumere la carica il 19 agosto

Se martedì il Parlamento eleggerà Baka, il nuovo presidente potrà assumere la carica l’ottavo giorno successivo all’annuncio dell’esito della votazione a scrutinio segreto.

Ciò significa che Baka potrebbe assumere ufficialmente la presidenza il 19 agosto, appena un giorno prima della festa nazionale ungherese del 20 agosto.

Si prevede quindi che conferisca onorificenze e riconoscimenti di Stato durante le tradizionali cerimonie del 20 agosto, quasi immediatamente dopo l’insediamento.

Ai sensi della Legge fondamentale ungherese, recentemente modificata, il mandato del nuovo presidente durerà fino all’entrata in vigore della nuova Costituzione, ma non oltre cinque anni.

La prevista elezione di Baka segnerebbe quindi un cambiamento significativo nella presidenza ungherese: un ex magistrato di alto livello, rimosso dall’incarico dopo aver contestato le riforme del governo, potrebbe presto diventare il capo di Stato del Paese, con il compito di rappresentare i principi costituzionali e l’unità della nazione.

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