Ultime notizie: l’Ungheria emette un mandato di arresto internazionale nei confronti del figlio dell’ex governatore della banca centrale

Le autorità ungheresi hanno emesso mandati di arresto europei e internazionali nei confronti di Ádám Matolcsy, figlio dell’ex governatore della Banca nazionale ungherese György Matolcsy, e dell’uomo d’affari György Stofa, nell’ambito di un’indagine su presunte frodi economiche e altri presunti reati.

Si ritiene che gli indagati abbiano lasciato l’Ungheria

Il Tribunale regionale di Budapest-Capitale ha confermato martedì che i mandati erano stati emessi dal Tribunale distrettuale centrale di Buda. Il procedimento riguarda il sospetto di frode che ha causato un danno finanziario particolarmente ingente e il presunto utilizzo di documenti privati contraffatti. Secondo il tribunale, gli investigatori hanno ritenuto necessario interrogare entrambi gli uomini in qualità di indagati.

Tuttavia, le autorità non sono riuscite a stabilire dove si trovino né a procedere agli interrogatori, e le misure adottate per rintracciarli si sono finora rivelate infruttuose. Nessuno dei due si trova al proprio indirizzo di residenza in Ungheria. Gli investigatori hanno ricevuto informazioni secondo cui entrambi potrebbero aver lasciato il Paese e trovarsi al di fuori dell’Europa. Ciononostante, il tribunale ha ritenuto giustificato ricercarli sia all’interno dell’Unione europea che a livello internazionale.

I mandati saranno visibili nelle banche dati pertinenti una volta completate le necessarie procedure amministrative. Le autorità ungheresi chiedono l’estradizione o la consegna degli uomini affinché possa essere avviato un procedimento penale. Il tribunale ha dichiarato di aver valutato se l’emissione dei mandati fosse proporzionata, giungendo alla conclusione che la natura dei presunti reati e le potenziali sanzioni giustificassero tale misura.

Ádám Matolcsy international arrest warrant
Screenshot da police.hu

Presunti ruoli in una sospetta frode finanziaria

Sulla base delle prove attualmente disponibili, i pubblici ministeri ritengono che Ádám Matolcsy possa aver istigato una presunta frode economica che ha causato un danno finanziario particolarmente ingente, nonché l’uso di documenti privati contraffatti. Stofa è sospettato di aver partecipato alla presunta frode in qualità di coautore e di aver commesso direttamente il reato relativo ai documenti.

Si tratta di accuse relative all’attuale fase delle indagini e non sono state ancora accertate da una sentenza del tribunale. Secondo l’organismo di controllo ungherese K-Monitor, Stofa era precedentemente legato alla Optima Zrt., la società coinvolta nella gestione di fondi collegati a fondazioni istituite dalla Banca Nazionale d’Ungheria.

Indagine più ampia sui fondi collegati alla banca centrale

I mandati fanno parte di un’indagine più ampia su presunti illeciti finanziari connessi alle attività della banca centrale. Il 21 ottobre, i pubblici ministeri hanno posto in stato di fermo l’ex governatore della banca centrale György Matolcsy, il quale è stato interrogato dall’Ufficio del Procuratore Centrale per le Indagini ed è stato indicato come indagato per presunta frode economica e uso di documenti privati contraffatti.

Sono state arrestate anche altre due persone: un rappresentante coinvolto in un contratto di prestito con il Central European III Private Equity Fund e un avvocato che ha partecipato a un’operazione su titoli. Il sito di informazione ungherese Válasz Online ha riferito che tra le persone arrestate figuravano Mihály Valkó, amministratore delegato della Quartz Investment Fund Management, e Tamás Sándor, un avvocato che rappresentava regolarmente la famiglia Matolcsy.

Le indagini proseguono e i mandati internazionali rappresentano un ulteriore passo avanti negli sforzi volti a rintracciare e interrogare due persone che, secondo le autorità, non sono state finora in grado di rintracciare.

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