Una nuova ricerca identifica il “re cieco” d’Ungheria e svela gli antichi legami della dinastia degli Árpád con formidabili conquistatori europei

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La ricerca sulla storia antica dell’Ungheria ha raggiunto un’altra importante pietra miliare. Le analisi archeogenetiche condotte sui resti conservati nell’ossario della basilica reale di Székesfehérvár hanno permesso ai ricercatori di identificare i resti mortali del re Béla II d’Ungheria, noto come «il Cieco». La scoperta è degna di nota non solo per aver stabilito l’identità di un sovrano medievale, ma anche per aver gettato nuova luce sulle origini della dinastia degli Árpád e sui suoi legami familiari, a prima vista sorprendenti.

In precedenza erano stati identificati quattro individui dell’epoca degli Árpád, tra cui due re

I ricercatori dell’Istituto di Ricerca Ungherese e dell’Università di Szeged hanno analizzato oltre 400 genomi umani provenienti dall’ossario di Székesfehérvár. Il loro lavoro ha permesso di identificare tre nuovi lignaggi genetici paterni appartenenti alla dinastia degli Árpád, uno dei quali può essere collegato in modo conclusivo a Béla II. Ciò porta il numero dei profili genetici paterni noti associati alla dinastia da quattro a sette.

Le identificazioni precedenti includono tre individui: San Ladislao (r. 1077–1095); Béla III (r. 1172–1196), cresciuto a Bisanzio e che per poco non fu incoronato imperatore; sua moglie, Anna d’Antiochia (1154–1184); e Andrea di Halych (1210–1234), terzo figlio di Andrea II, ricordato nelle cronache per le sue campagne militari a Halych, che alla fine si rivelarono infruttuose, prima dell’invasione mongola.

King Bela III
L’illustrazione del re Béla III nel *Chronicon Pictum*

Di questi, solo Béla III e Anna d’Antiochia sono stati finora riesumati e riposano in una tomba decorata nella Chiesa dell’Assunzione nel Castello di Buda — meglio nota come Chiesa di Mattia. I loro teschi hanno inoltre permesso una moderna ricostruzione facciale, offrendo un’idea del loro aspetto. Il padre di Anna, per inciso, era Raynald di Châtillon, l’antieroe ritratto nel film «Il regno dei cieli».

Hungarian Árpád king's tomb in the Matthias church
La tomba di Béla III. Foto: Daily News Hungary

Cosa rivela il DNA sulle origini della dinastia degli Árpád?

Una delle scoperte più sorprendenti dello studio è l’ulteriore conferma del lignaggio paterno della dinastia. I sovrani Árpád appartenevano all’aplogruppo R1a-Z93, associato ai popoli della steppa eurasiatica durante l’Età del Bronzo e dell’Età del Ferro. È possibile tracciare parallelismi genetici dall’Ural meridionale al Caucaso, in linea con ricerche precedenti che indicavano le origini orientali sia della dinastia degli Árpád che del popolo ungherese.

Gli scienziati hanno inoltre trovato prove del fatto che i membri successivi della dinastia acquisirono legami genetici settentrionali, risalenti all’epoca vichinga, attraverso matrimoni dinastici. Questi legami entrarono molto probabilmente nella linea di sangue reale ungherese tramite alleanze matrimoniali con le famiglie principesche della Rus’ di Kiev. Secondo lo studio, tali marcatori genetici settentrionali sono rilevabili in Béla II, Béla III e in altri individui identificati dell’epoca degli Árpád.

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Kálmán Könyves ordinò che il principe Álmos e il principe Béla, quest’ultimo poi diventato re, fossero accecati. Foto: Wikimedia Commons

I dati genetici suggeriscono inoltre una graduale integrazione della dinastia degli Árpád nell’élite governativa europea nel corso dei secoli. Mentre i primi sovrani conservavano un patrimonio genetico orientale più marcato, le generazioni successive riflettevano sempre più i legami con le dinastie europee consolidate.

Chi era Béla II «il Cieco»?

Béla II regnò come re d’Ungheria dal 1131 al 1141. La sua vita subì una tragica svolta durante l’infanzia. Suo padre, il principe Álmos, si ribellò ripetutamente contro suo fratello, il re Colomano. Sebbene Colomano si fosse a lungo astenuto dal ricorrere a misure severe, alla fine agì con decisione dopo l’ennesima rivolta: Álmos fu accecato, così come il suo giovane figlio Béla — all’epoca forse di soli sette anni — al fine di escluderli dalla successione e renderli inidonei a governare.

La storia, tuttavia, prese una piega inaspettata. Il figlio di Colomano, Stefano II, morì senza eredi, e Béla, precedentemente messo da parte, salì al trono. Sebbene fosse cieco, non fu la sua condizione a indurre sua moglie, la regina Elena, ad assumere la conduzione pratica del governo, bensì lo stile di vita, secondo quanto riferito, dissoluto del re.

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Un nuovo capitolo nell’identificazione reale

I ricercatori ritengono che le implicazioni di questi risultati vadano ben oltre l’identificazione di Béla II. I metodi genetici potrebbero consentire l’identificazione di ulteriori sovrani della dinastia degli Árpád e di personalità di alto rango presenti nell’ossario. A lungo termine, questo lavoro potrebbe consentire ai re identificati di essere sepolti nuovamente con la dovuta dignità nel luogo commemorativo nazionale di Székesfehérvár.

Perché le ossa a Székesfehérvár sono così disordinate?

In breve, perché la basilica reale di Székesfehérvár — luogo di sepoltura dei re ungheresi per secoli — è stata ripetutamente saccheggiata, devastata e distrutta. I successivi scavi effettuati nel XIX e all’inizio del XX secolo hanno ulteriormente aggravato il problema, poiché alcuni resti sono stati mescolati o andati perduti a causa di una gestione non scientifica. Di conseguenza, l’ossario contiene oggi i resti mescolati di diverse centinaia di individui. La ricerca genetica, coadiuvata dall’intelligenza artificiale, potrebbe ancora far luce su questo complesso enigma storico.

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