Il PE discute sull’Ungheria

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Strasburgo, 2 ottobre (MTI) 2 Martedì sera il Parlamento europeo ha tenuto un dibattito in plenaria sulla situazione in Ungheria per quanto riguarda la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani.
I deputati in rappresentanza del gruppo liberale, dei socialdemocratici e dei verdi hanno sollevato questioni riguardanti l’indipendenza della magistratura, la libertà dei media e, in relazione a quest’ultima, la tassa ungherese sulla pubblicità. Anche i passi compiuti contro alcune organizzazioni civili sono stati oggetto di un acceso dibattito.
Gli eurodeputati del Partito popolare europeo e altri rappresentanti conservatori hanno accusato la sinistra di montare accuse contro il governo ungherese alla luce delle successive sconfitte alle elezioni ungheresi.
Tanjy Fajon, eurodeputata socialdemocratica slovena, si è detta dispiaciuta nel vedere che il Parlamento europeo è stato costretto ancora una volta ad affrontare la violazione delle norme europee da parte dell’Ungheria.
L’eurodeputato conservatore britannico Timothy Kirkhope ha affermato che nessuno Stato membro dell’UE dovrebbe ascoltare le conferenze tenute dal Parlamento europeo.
Il dibattito si è spesso rivolto a discussioni riguardanti il liberalismo, la democrazia liberale, l’illiberalismo e una democrazia di tipo cristiano.
Anche Istvan Ujhelyi, eurodeputato delegato dal Partito socialista ungherese, e Gyorgy Schopflin, eurodeputato di Fidesz, hanno scambiato parole accese, con Schopflin che si è opposto al fatto che il socialista si riferisse al regime “Orban” quando Fidesz, lungi dall’essere un regime, aveva vinto elezioni democraticamente. Ujhelyi ha affermato che la costruzione di una struttura di nuovi poteri giustifica l’uso della parola “regime”.

