Tentativo di assassinio contro il Premier Orbán? L’intelligence estera russa lo starebbe considerando

Un recente rapporto del Washington Post ha scatenato una polemica dopo aver affermato che un’unità dei servizi segreti stranieri russi ha preso in considerazione uno scenario drastico e molto controverso che coinvolge il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán prima delle elezioni.
Le accuse di una strategia “cambia-giochi”.
Secondo il rapporto, i funzionari dell’agenzia di intelligence russa SVR hanno discusso la possibilità che un attentato – potenzialmente anche una messinscena – potesse rimodellare radicalmente la campagna politica dell’Ungheria.
L’idea è stata descritta internamente come “gamechanger”, suggerendo che potrebbe spostare il discorso pubblico dalle preoccupazioni socio-economiche a questioni emotive come la sicurezza nazionale e la stabilità politica.
Sebbene non vi sia alcuna indicazione che un simile complotto sia mai stato realizzato, il solo suggerimento evidenzia ciò che le fonti descrivono come l’elevata importanza strategica dell’Ungheria per Mosca.
Nel caso in cui le fosse sfuggito: “Spero che vinca alla grande” – Trump sostiene il premier Orbán in un messaggio video al CPAC Ungheria.
Perché l’Ungheria è così importante per la Russia?
Secondo 444, l’Ungheria è stata a lungo vista come un partner chiave per il Cremlino, sia nell’Unione Europea che nella NATO. Sotto Viktor Orbán, il Paese ha mantenuto legami relativamente stretti con la Russia, una relazione che ha attirato un crescente controllo da parte dei funzionari occidentali.
Fonti di sicurezza europee senza nome, citate nel rapporto, affermano che Mosca considera Orbán un alleato prezioso. Un funzionario lo ha descritto come “una delle risorse più importanti della Russia”, aggiungendo che sarebbe difficile immaginare che il Cremlino rimanga passivo se la sua posizione politica fosse minacciata.
Il rapporto sostiene anche che la Russia ha cercato in precedenza di influenzare l’opinione pubblica ungherese attraverso campagne coordinate sui social media che ritraggono Orbán come unico difensore della sovranità nazionale.
Ha sentito? Il Ministro della Difesa ungherese Péter Szijjártó afferma che “non c’è stata alcuna interferenza russa”, incolpando invece l’Ucraina.
Affermazioni sulle operazioni di influenza
L’articolo suggerisce inoltre che le narrazioni legate al Cremlino sono state diffuse in Ungheria con l’aiuto di intermediari, tra cui persone collegate all’ambasciata russa a Budapest. Questi sforzi avrebbero incluso tentativi di screditare le figure dell’opposizione e di plasmare la narrazione politica più ampia.
Inoltre, fonti dell’intelligence hanno affermato che gli agenti russi potrebbero essersi impegnati in attività di influenza più ampie in tutto il Paese, sebbene queste affermazioni non siano state verificate pubblicamente.
La Russia ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento in interferenze elettorali straniere. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha liquidato il rapporto come “un altro esempio di disinformazione”, mentre l’ambasciata russa a Budapest ha ribadito che Mosca non interferisce nella politica interna di altre nazioni.
Leggero disaccordo? Ministro ungherese: Valuteremmo l’invio di soldati se Trump ce lo chiedesse, Orbán: È un’assurdità!
Ci sono molti misteri irrisolti
Rimane poco chiaro quanto la presunta proposta sia progredita all’interno delle strutture governative russe, o se sia mai stata presa seriamente in considerazione al di là delle discussioni interne. I funzionari ungheresi non hanno risposto pubblicamente alle affermazioni.
Il rapporto non fa che esacerbare le crescenti preoccupazioni delle comunità di intelligence occidentali sull’influenza straniera nelle elezioni europee. Inoltre, solleva domande più ampie sulla vulnerabilità dei sistemi politici e su come le operazioni segrete e il ruolo della guerra dell’informazione stiano plasmando i risultati delle elezioni democratiche.
Immagine in evidenza: Orbán Viktor/Facebook

