La popolazione ungherese potrebbe ridursi drasticamente entro il 2100, secondo i dati dell’UE

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Si prevede che la popolazione dell’Ungheria diminuirà drasticamente nei prossimi decenni, con nuovi dati di Eurostat che prevedono un calo del 22,5% entro il 2100.

In questo modo, la popolazione del Paese scenderebbe al di sotto dei 7,5 milioni entro la fine del secolo, il che segnerebbe un cambiamento demografico significativo con implicazioni economiche e sociali di vasta portata.

La popolazione dell’UE si ridurrà di 53 milioni

La tendenza fa parte di una trasformazione demografica più ampia in tutta Europa. Secondo le ultime proiezioni di Eurostat, riportate da Euronews, si prevede che la popolazione totale dell’Unione Europea diminuirà dell’11,7%, passando dagli attuali 452 milioni circa a 399 milioni entro il 2100.

Ciò rappresenta una perdita di circa 53 milioni di persone, anche tenendo conto della migrazione.

Allo stesso tempo, l’Europa sta invecchiando rapidamente. Entro la fine del secolo, si prevede che quasi un europeo su tre avrà più di 65 anni, esercitando una pressione crescente sui sistemi sanitari, sulle pensioni e sui mercati del lavoro.

Forti contrasti in Europa

Le tendenze variano in modo significativo tra i Paesi. Su 30 Paesi europei analizzati, per 18 si prevede un calo della popolazione, mentre 12 potrebbero registrare una crescita.

I cali maggiori sono previsti in Paesi come la Lettonia, la Lituania, la Polonia e la Grecia, dove la popolazione potrebbe diminuire di oltre il 30%.

Il calo previsto per l’Ungheria la colloca tra i Paesi più colpiti, insieme a diversi Stati dell’Europa centrale e orientale.

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Budapest. Foto: depositphotos.com

La migrazione è la chiave delle differenze demografiche

Gli esperti affermano che la migrazione è il fattore principale che spiega perché alcuni Paesi crescono mentre altri si riducono.

I Paesi con un’immigrazione sostenuta, come Lussemburgo, Islanda e Malta, dovrebbero registrare aumenti superiori al 25%, nonostante i bassi tassi di natalità.

Al contrario, i Paesi con bassa fertilità e afflussi migratori più deboli, o emigrazione netta, hanno maggiori probabilità di subire un calo demografico a lungo termine.

Cambiamenti importanti tra i Paesi più grandi d’Europa

Tra le maggiori economie dell’UE, le tendenze sono contrastanti. La Spagna dovrebbe registrare una leggera crescita di circa l’1,3% entro il 2100, il che la rende l’unica delle ‘quattro grandi’ del blocco a crescere.

Nel frattempo, si prevede che la Francia subisca un modesto calo, mentre la Germania potrebbe vedere la sua popolazione diminuire di circa il 10,6%.

Il cambiamento più drammatico è previsto in Italia, dove la popolazione potrebbe ridursi fino al 24%, perdendo circa 15 milioni di persone. Di conseguenza, si prevede che la Spagna supererà l’Italia per diventare il terzo Paese più popoloso dell’UE.

Un continente che invecchia

Oltre alle dimensioni, anche la struttura della popolazione europea è destinata a cambiare profondamente.

Si prevede che la percentuale di persone di 85 anni e oltre sarà più che triplicata entro il 2100, mentre la popolazione in età lavorativa si ridurrà in modo significativo. Questo squilibrio demografico potrebbe porre serie sfide alla crescita economica e alla sostenibilità in tutta l’UE.

Cosa significa per l’Ungheria

Per l’Ungheria, il declino previsto solleva questioni sulla competitività economica a lungo termine, sulla disponibilità di forza lavoro e sulla sostenibilità dei servizi pubblici.

Anche se la migrazione, la politica familiare e le riforme del mercato del lavoro potrebbero influenzare le tendenze future, la traiettoria generale punta verso una popolazione più piccola e più anziana entro la fine del secolo.

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