Quanto è lontana l’Ungheria dall’euro? La realtà dietro l’obiettivo del 2030

L’Ungheria è ancora significativamente lontana dall’adozione dell’euro, con una nuova analisi che mostra che il Paese non ha soddisfatto nessuno dei criteri chiave di ingresso nel 2025. Mentre le ambizioni politiche puntano ad un progresso entro il 2030, gli economisti avvertono che l’effettiva adozione dell’euro arriverà probabilmente più tardi.
Secondo i calcoli di GKI Economic Research, l’Ungheria si è recentemente allontanata, anziché avvicinarsi, al soddisfacimento dei cosiddetti criteri di Maastricht, le condizioni economiche essenziali per entrare nell’Eurozona.
Quali sono i criteri di Maastricht?
Per adottare l’euro, gli Stati membri dell’UE devono soddisfare cinque condizioni rigorose:
- Stabilità dei prezzi: L’inflazione deve rimanere vicina a quella dei Paesi dell’UE con i migliori risultati.
- Deficit di bilancio: Deve rimanere al di sotto del 3% del PIL
- Debito pubblico: Deve avvicinarsi o rimanere al di sotto del 60% del PIL
- Tassi di interesse a lungo termine: Devono rimanere all’interno di un margine ristretto di Paesi a bassa inflazione.
- Stabilità del tasso di cambio: La valuta nazionale deve rimanere stabile all’interno del sistema ERM II per almeno due anni.
Attualmente l’Ungheria non riesce a raggiungere tutti e cinque gli obiettivi.
Dove si trova oggi l’Ungheria
I dati recenti dipingono un quadro impegnativo:
- Inflazione: 4,4% nel 2025, ben al di sopra del livello di riferimento del 2,6% circa.
- Deficit di bilancio: Circa il 4,7% del PIL, con un aumento previsto verso il 6% nel 2026.
- Debito pubblico: Circa il 74,6% del PIL, in aumento anziché in diminuzione.
- Tassi di interesse a lungo termine: Circa 6-7%, significativamente al di sopra del benchmark dell’UE
- Stabilità del tasso di cambio: l ‘Ungheria non fa ancora parte dell’ERM II.
In breve, l’Ungheria non sta solo mancando gli obiettivi: in diverse aree, le tendenze si stanno muovendo nella direzione sbagliata.
L’Ungheria può raggiungere l’obiettivo del 2030?
Il programma di governo del Partito Tisza, vincitore delle elezioni, mira a soddisfare i criteri dell’euro entro il 2030. Tuttavia, anche se questo obiettivo venisse raggiunto, l’ingresso nell’Eurozona non sarebbe immediato.
Un requisito aggiuntivo fondamentale è la stabilità del tasso di cambio: l’Ungheria dovrebbe trascorrere almeno due anni nel sistema ERM II, in cui il valore del fiorino viene mantenuto all’interno di una banda fissa rispetto all’euro.
Ciò significa che, anche in uno scenario ottimistico:
- Criteri soddisfatti: intorno al 2030
- Partecipazione all’ERM II: 2030-2032
- Prima adozione realistica dell’euro: intorno al 2032 o più tardi.

Il sostegno pubblico è forte, ma le aspettative sono realistiche
I sondaggi indicano che gli ungheresi sono ampiamente favorevoli alla moneta comune:
- Il 75% è favorevole all’adozione della moneta comune
- Il 72% ritiene che l’Ungheria non sia ancora pronta
Questo dimostra una chiara comprensione da parte dell’opinione pubblica che, sebbene l’euro sia auspicabile, i fondamentali economici del Paese necessitano ancora di un miglioramento significativo.
Il caso economico: benefici e rischi
Benefici potenziali
Gli esperti evidenziano diversi vantaggi dell’adozione dell’euro:
- Tassi d’interesse più bassi, che riducono i costi di finanziamento per le famiglie e le imprese.
- Eliminazione dei costi di cambio valuta
- Maggiore integrazione commerciale con i partner della zona euro
- Miglioramento della stabilità economica e della fiducia degli investitori
Anche l’impegno ad aderire potrebbe portare benefici immediati, riducendo i premi di rischio e migliorando le aspettative del mercato.
Possibili rischi
Tuttavia, ci sono anche delle preoccupazioni:
- Perdita di una politica monetaria indipendente
- Rischio di un’inflazione più elevata durante la convergenza economica
- Potenziali squilibri economici se la crescita accelera troppo rapidamente
Sebbene esempi recenti come la Croazia e la Bulgaria suggeriscano effetti limitati sull’inflazione a breve termine, i rischi a lungo termine restano legati alla disciplina della politica economica.
Un viaggio lungo dieci anni
Il percorso dell’Ungheria verso l’euro non è impossibile, ma è tutt’altro che imminente. Gli indicatori economici attuali suggeriscono che il Paese è lontano anni dalla qualificazione, per non parlare dell’adozione della valuta.
Se le riforme accelerano e gli obiettivi vengono raggiunti entro il 2030, gli ungheresi potrebbero realisticamente aspettarsi di pagare in euro non prima del 2030.
Fino ad allora, l’attenzione dovrà rimanere sulla stabilizzazione dell’economia: un processo che, di per sé, potrebbe già fornire molti dei benefici promessi dall’euro.
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