L’Ungheria potrebbe molto presto aprire casi di furto di fondi UE anche di quasi un decennio fa

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L’Ungheria potrebbe entrare rapidamente a far parte dell’Ufficio del Procuratore Europeo (EPPO), consentendo potenzialmente di svolgere indagini su casi passati che coinvolgevano fondi UE, secondo il procuratore capo dell’organizzazione, Laura CodruČ›a Kövesi. Le sue recenti osservazioni suggeriscono che l’adesione sarebbe tecnicamente semplice e potrebbe innescare un’attivitĂ  operativa immediata una volta approvata.

Il processo di adesione sembra abbastanza semplice

Per diventare un membro, le autoritĂ  ungheresi dovranno notificare formalmente alla Commissione Europea la loro intenzione di aderire e incorporare il regolamento EPPO nella legislazione nazionale. Una volta completati questi passaggi legali, la cooperazione tra i procuratori ungheresi ed europei potrebbe iniziare senza indugio. La tempistica, tuttavia, dipende interamente dal governo ungherese e dal ritmo delle modifiche legislative.

Le indagini potrebbero addirittura risalire al 2017

Come scrive 24.hu, una questione chiave che riguarda l’adesione è la portata della giurisdizione dell’EPPO in Ungheria. Le autoritĂ  avrebbero la possibilitĂ  di limitare le indagini ai casi futuri o di consentire poteri retroattivi. Secondo le regole dell’UE, il mandato dell’EPPO può estendersi fino al 2017, anno in cui è stato stabilito il quadro giuridico alla base del suo lavoro.

Ciò significa che i sospetti di crimini che coinvolgono i fondi dell’UE, come le frodi sui sussidi, le frodi sull’IVA o le violazioni doganali, potrebbero essere esaminati a partire da quell’anno. I casi precedenti, invece, rimarrebbero fuori dalla sua giurisdizione.

Kövesi ha sottolineato che l’EPPO non prende di mira i governi o i sistemi politici, ma si concentra esclusivamente sui reati penali che riguardano gli interessi finanziari dell’UE. L’ufficio agisce tipicamente nei casi in cui i danni superano i 10.000 euro, o i 10 milioni di euro in caso di frode IVA transfrontaliera. Kövesi ha anche detto che l’EPPO nel suo complesso non è un organismo estraneo, ma è integrato nei sistemi legali di ogni Stato membro.

Quali possono essere gli svantaggi?

Sebbene l’Ungheria non sia attualmente un membro, l’EPPO ha giĂ  collaborato con le autoritĂ  ungheresi nelle indagini transfrontaliere in corso. Secondo quanto riferito, la collaborazione è stata efficace nei casi relativi all’IVA.

Tuttavia, in questioni politicamente sensibili, le autoritĂ  ungheresi hanno talvolta avviato le proprie indagini che, una volta concluse, hanno impedito un’ulteriore azione dell’EPPO a causa del principio giuridico del non bis in idem, che significa che nessuno può essere processato due volte per lo stesso reato.

Ufficio indipendente a Budapest

Se l’Ungheria aderisce, l’EPPO istituirĂ  un ufficio locale guidato da un procuratore europeo indipendente. Questo funzionario opererebbe separatamente dalle strutture politiche ungheresi e dell’UE. Le indagini quotidiane verrebbero svolte da procuratori ungheresi selezionati in base alla legge nazionale, lavorando a stretto contatto con le forze dell’ordine e i tribunali nazionali.

L’EPPO avrebbe anche poteri significativi nel recupero dei beni, compreso il congelamento dei conti bancari e il sequestro dei beni legati alla frode. Secondo Kövesi, questa capacitĂ  è particolarmente preziosa nei casi transfrontalieri, dove la velocitĂ  e il coordinamento sono essenziali.

Immagine in evidenza: Péter Magyar/Facebook

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