Il primo ministro Magyar sulle restrizioni ai lavoratori stranieri: l’obiettivo è garantire posti di lavoro agli ungheresi

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Il primo ministro Péter Magyar ha difeso i piani del suo governo volti a inasprire le restrizioni sui lavoratori stranieri, insistendo sul fatto che la carenza di manodopera in Ungheria dovrebbe essere affrontata attraverso salari più alti e migliori condizioni di lavoro piuttosto che un maggiore ricorso alla manodopera straniera.
Il primo ministro Magyar afferma che le aziende dovrebbero assumere lavoratori ungheresi
Intervenendo alla conferenza stampa del governo di giovedì, Magyar ha respinto le richieste di diverse imprese di riconsiderare le misure previste, sostenendo che le aziende dovrebbero concentrarsi sull’attrarre lavoratori ungheresi invece di cercare di ottenere deroghe alle nuove norme.
La questione è stata messa in evidenza dopo che László Bárány, amministratore delegato del Master Good Group, ha avvertito che l’investimento di 350 miliardi di HUF (985 milioni di euro) previsto dall’azienda potrebbe essere compromesso da normative più severe sui lavoratori stranieri. Egli sostiene che il progetto richiederebbe circa 3.000 dipendenti in più e ritiene che non sia possibile reperirli sul mercato interno, date le tendenze demografiche e le condizioni del mercato del lavoro in Ungheria.
L’azienda continua a offrire salari bassi nonostante i numerosi aumenti concessi dal precedente governo
Rispondendo alle domande di Portfolio, Magyar ha citato Master Good, uno dei maggiori produttori di pollame dell’Ungheria, sostenendo che le difficoltà dell’azienda nel reclutare lavoratori ungheresi derivano dai bassi salari piuttosto che dalla mancanza di manodopera disponibile.
Ha osservato che l’azienda ha ricevuto un sostegno statale sostanziale negli ultimi 15 anni attraverso vari programmi di investimento e sviluppo, volti a creare posti di lavoro per i lavoratori ungheresi. Ciononostante, sono state ricevute numerose lamentele riguardo alle retribuzioni offerte, in particolare per le mansioni fisicamente impegnative. Ha sostenuto che le imprese che beneficiano di finanziamenti pubblici hanno la responsabilità di offrire salari competitivi.
Ha persino citato i dati finanziari a disposizione del governo. Il gruppo ha registrato nel 2025 un utile al netto delle imposte pari a 25,5 miliardi di HUF (71,8 milioni di euro) e un EBITDA di 32 miliardi di HUF (900 milioni di euro). A suo avviso, parte di questi profitti dovrebbe essere utilizzata per aumentare i salari, contribuendo a trattenere i dipendenti ungheresi e incoraggiando coloro che lavorano all’estero a tornare in patria.
«L’obiettivo sono i posti di lavoro ungheresi»
Alla domanda se il governo potesse riconsiderare le restrizioni previste a seguito delle critiche mosse dai gruppi imprenditoriali, Magyar ha chiarito che al momento non è in esame alcun cambiamento di politica.
Ha affermato di aver esaminato le obiezioni sollevate dai datori di lavoro, suggerendo al contempo che alcuni articoli di stampa favorevoli potrebbero essere stati sponsorizzati. Riferendosi nuovamente alla Master Good, ha ribadito che l’azienda retribuisce i lavoratori ungheresi in modo insufficiente, nonostante riceva ingenti aiuti statali.
«L’obiettivo è creare posti di lavoro in Ungheria e garantire condizioni di lavoro adeguate», ha affermato il primo ministro. Magyar ha inoltre espresso preoccupazione per il trattamento riservato ai lavoratori stranieri, sostenendo che i lavoratori ospiti sono spesso costretti a vivere in condizioni precarie e talvolta disumane mentre sono impiegati in Ungheria.
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Priorità di bilancio e nuova imposta sul patrimonio
Durante la conferenza stampa, a Magyar è stato anche chiesto se il bilancio dello Stato potesse sostenere i recenti impegni di spesa del governo, tra cui un programma da 3,6 miliardi di HUF (10,1 milioni di euro) per l’installazione di impianti di climatizzazione negli ospedali.
Il primo ministro ha descritto tali spese come relativamente modeste rispetto a quelle che ha definito precedenti perdite su larga scala di fondi pubblici. I funzionari governativi hanno aggiunto che alleggerire la pressione sulle spese di bilancio rimane un obiettivo fondamentale.
Per quanto riguarda la politica fiscale, Magyar ha confermato che la nuova imposta sul patrimonio prevista si baserà sul patrimonio esistente piuttosto che sugli aumenti di valore. Tuttavia, non ha escluso la possibilità che in futuro si possa prendere in considerazione anche la crescita del patrimonio, sottolineando che sono ancora necessarie ulteriori discussioni con il ministro delle finanze.
Il Parlamento resterà in sessione per tutta l’estate
Secondo 24.hu, il primo ministro ha inoltre confermato che il Parlamento continuerà a riunirsi per tutta l’estate a causa dell’agenda legislativa accelerata del governo. Alla domanda se i legislatori si sarebbero effettivamente riuniti durante l’intero periodo estivo, Magyar ha dato probabilmente la risposta più breve di sempre a una domanda in un’intervista: «Sì». La risposta insolitamente concisa avrebbe divertito i portavoce del governo presenti alla conferenza stampa.
Nuove critiche al presidente Sulyok
Magyar è stato anche interrogato sul suo rapporto con il presidente Tamás Sulyok. Egli ha affermato di non aver ancora discusso di un futuro incontro con il capo dello Stato e ha criticato la recente attività pubblica del presidente.
Egli ha affermato che in passato Sulyok non era intervenuto a difesa delle persone perseguitate, ma che negli ultimi mesi si era improvvisamente dimostrato molto più attivo. Ha inoltre rivelato che è in corso l’elaborazione di un progetto di legge che potrebbe consentire la destituzione del presidente.
I comuni hanno promesso consultazioni
Un altro argomento sollevato durante la conferenza stampa è stato il contributo di solidarietà versato dai comuni. Magyar ha affermato che il governo intende consultare le autorità locali prima di prendere ulteriori decisioni. Ha presentato le sue scuse ai sindaci le cui richieste di incontro non avevano ancora ricevuto risposta, menzionando in particolare il sindaco di Győr.
Secondo il primo ministro, l’attuale sistema necessita di una riforma e il contributo dovrebbe essere ridotto, sebbene abbia riconosciuto che i diversi comuni si trovano ad affrontare situazioni finanziarie diverse. Ha aggiunto che Budapest è stata particolarmente colpita dalle attuali disposizioni e che richiederà un’attenzione particolare durante il processo di consultazione.
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