Péter Magyar presenta formalmente gli emendamenti costituzionali al Parlamento ungherese

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Il primo ministro ungherese Péter Magyar ha annunciato sabato che il governo ha presentato formalmente al Parlamento il 17° emendamento alla Legge fondamentale ungherese, che potrebbe diventare uno dei pacchetti di riforme costituzionali più significativi degli ultimi anni.

Il primo ministro ha affermato che ulteriori dettagli sarebbero stati resi noti nel corso di una conferenza stampa prevista per le ore 16:00 di sabato.

L’emendamento costituzionale giunge in Parlamento

«Oggi, a nome del governo, presento all’Assemblea nazionale il 17° emendamento alla Legge fondamentale», ha scritto Magyar in un post pubblicato in precedenza su Facebook.

La presentazione fa seguito alle dichiarazioni rese dal primo ministro durante la conferenza stampa governativa di giovedì, in cui aveva indicato che la proposta definitiva sarebbe stata presto sottoposta ai legislatori, una volta che il governo avesse esaminato i riscontri ricevuti nel corso di un processo di consultazione pubblica. Secondo Magyar, sia i cittadini che gli esperti hanno avuto l’opportunità di esprimere il proprio parere sulla bozza di emendamento prima della sua finalizzazione.

Péter Magyar sostiene che siano previste diverse modifiche di rilievo

Sebbene il testo completo non sia ancora stato reso pubblico, le precedenti dichiarazioni del governo suggeriscono che l’emendamento potrebbe comportare sostanziali riforme istituzionali. Tra le misure proposte figura una riduzione della durata dei mandati per diversi titolari di cariche pubbliche di alto livello. I giudici della Corte costituzionale, attualmente eletti per dodici anni, ricoprirebbero, secondo la proposta, mandati di sei anni, con la possibilità di una sola rielezione.

Péter Magyar ha sostenuto che i funzionari pubblici non dovrebbero rimanere in carica per periodi eccessivamente lunghi, affermando che sei anni rappresentano la durata massima prevedibile e non limitano indebitamente il margine di manovra dei futuri governi. Il governo ha inoltre preso in considerazione la possibilità di abbreviare altri mandati, con alcuni partecipanti alla consultazione che hanno sostenuto una riduzione da dodici a otto anni. Allo stesso tempo, i critici hanno chiesto garanzie costituzionali più solide e ulteriori garanzie dello Stato di diritto.

La parte più importante degli emendamenti rimane comunque la possibilità di destituire l’attuale presidente Tamás Sulyok dalla sua carica e di eleggere un nuovo presidente entro la fine dell’estate, per un mandato massimo di cinque anni, a seconda della durata delle procedure in corso.

Le contee potrebbero tornare in auge e le espressioni secolari scomparire

Si prevede inoltre che l’emendamento annulli alcune delle modifiche amministrative introdotte negli ultimi anni. Secondo la proposta, le vármegyék ungheresi (ovvero le «contee dei castelli» in italiano) verrebbero nuovamente designate ufficialmente come contee, mentre i főispánok (conti) verrebbero rinominati commissari governativi.

Intervenendo giovedì, Magyar ha affermato che l’Ungheria ha bisogno di «uno Stato europeo moderno» piuttosto che di «signori feudali, ispán principali o oligarchi». Secondo il primo ministro, l’attuazione di tali cambiamenti richiederebbe modifiche a più di cento leggi.

Il governo sta inoltre pianificando una più ampia riorganizzazione del sistema degli uffici amministrativi provinciali nel corso di quest’anno, che potrebbe portare alcune autorità specializzate a riacquistare l’indipendenza e a una ridistribuzione delle responsabilità al fine di migliorare l’efficienza e la responsabilità.

Sono state inviate oltre 23.000 risposte

Il primo ministro Péter Magyar ha affermato che la consultazione costituzionale ha generato oltre 23.000 risposte, che sono state valutate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Secondo il primo ministro, circa il 90 per cento dei partecipanti ha sostenuto l’orientamento generale delle riforme proposte.

Egli ha descritto l’emendamento come una fase intermedia in vista di un più ampio processo costituzionale che dovrebbe svolgersi nei prossimi anni. Magyar ha sostenuto che gli elettori conoscevano già le proposte costituzionali del Partito Tisza prima delle elezioni e avevano conferito al governo un chiaro mandato per procedere con la riforma. Il governo dovrebbe illustrare i dettagli definitivi del pacchetto di emendamenti nel corso dell’annuncio previsto per sabato pomeriggio.

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