L’Ungheria presenta un disegno di legge storico per l’apertura degli archivi dei servizi segreti dell’era comunista

Il governo ungherese ha presentato al Parlamento un nuovo disegno di legge che aprirebbe la strada alla divulgazione più completa mai avvenuta finora degli archivi della sicurezza di Stato dell’era comunista, adempiendo a quella che definisce una promessa rimasta in sospeso sin dalla transizione democratica del Paese, avvenuta oltre tre decenni fa.

Secondo la dichiarazione del governo, la normativa è stata messa a punto al termine di una consultazione pubblica e mira a sostituire le precedenti misure frammentarie con un quadro giuridico completamente nuovo che disciplini la divulgazione dei documenti redatti dai servizi segreti della dittatura comunista.

Il governo punta a una maggiore trasparenza con l’apertura degli archivi dell’era comunista

Il Consiglio dei ministri sostiene che i governi precedenti abbiano ripetutamente tentato di far luce sulle attività dell’apparato di sicurezza dello Stato dell’era comunista sin dal cambio di regime, ma nessuna di tali iniziative si è rivelata né esaustiva né efficace.

Ha affermato che il perdurare della segretezza riguardo all’identità e alle attività degli informatori che sorvegliavano cittadini innocenti ha minato la fiducia dell’opinione pubblica nelle istituzioni statali e nei politici. Il governo sostiene che confrontarsi con il passato del Paese e garantire la trasparenza delle istituzioni pubbliche siano pilastri essenziali di uno Stato democratico retto dallo Stato di diritto.

Secondo la proposta, la normativa mira a ripristinare la fiducia dei cittadini, a fornire un risarcimento morale alle vittime del regime comunista e ad approfondire la comprensione storica, rendendo accessibili al pubblico, nella misura più ampia possibile, i fascicoli degli agenti.

Gli archivi storici renderanno i documenti ampiamente accessibili

Un elemento chiave del disegno di legge è l’ampliamento del ruolo degli Archivi Storici dei Servizi di Sicurezza dello Stato. A tale istituzione verrebbe affidato il compito di rendere accessibili i documenti precedentemente riservati nel modo più semplice e ampio possibile.

Per agevolare l’accesso del pubblico, il governo intende lanciare una piattaforma online dedicata, sulla quale sarà possibile effettuare ricerche e consultare i documenti in formato digitale.

Il Parlamento ha già approvato, con una precedente legge, le misure preparatorie per il processo di divulgazione. Il disegno di legge appena presentato è volto a disciplinare l’intero processo, dalla pubblicazione alla protezione dei dati.

La divulgazione avverrà in diverse fasi

Il governo ha inoltre delineato un calendario per la divulgazione dei documenti. I primi documenti che dovrebbero essere resi accessibili al pubblico saranno le cosiddette «sei schede» (hatos kartonok) e i famigerati archivi su nastro magnetico, poco prima del 70° anniversario della Rivoluzione ungherese del 1956.

Le sei schede contengono informazioni relative al reclutamento di informatori nella rete di sorveglianza dell’era comunista. I nastri magnetici, invece, sono copie digitali realizzate nel gennaio 1990 contenenti diverse banche dati della sicurezza di Stato:

  • il database G, relativo ai registri operativi;
  • il database H, contenente il registro della rete degli informatori; e
  • il database K, ovvero il Registro centrale di controspionaggio.

Secondo il governo, all’epoca tali banche dati venivano copiate su nastri magnetici senza alcuna organizzazione sistematica.

Nel corso del resto dell’anno, le autorità intendono pubblicare gradualmente i fascicoli B sopravvissuti, che comprendono i fascicoli di reclutamento, le valutazioni delle persone reclutate, le identità delle persone collegate alla rete e i documenti che indicano da chi gli informatori hanno raccolto le informazioni.

Le garanzie in materia di privacy continuano a far parte del processo

Prima della pubblicazione di qualsiasi materiale, i funzionari esamineranno i documenti per determinare se la divulgazione possa ledere i diritti fondamentali, la privacy o la dignità umana delle persone menzionate nei fascicoli. Le informazioni personali particolarmente sensibili — compresi i dettagli relativi alla salute di una persona, alle dipendenze patologiche o all’orientamento sessuale — saranno rese accessibili solo a condizioni giuridiche rigorose.

Il governo afferma che la normativa mira a trovare un equilibrio tra l’interesse pubblico a comprendere il passato, la libertà accademica, i diritti individuali all’autodeterminazione informativa e la tutela degli interessi di sicurezza nazionale che rimangono rilevanti ancora oggi.

Una promessa che risale alla transizione democratica

Il governo afferma che la normativa rappresenta un passo significativo verso la responsabilità storica e aiuterà sia i ricercatori che l’opinione pubblica in generale a comprendere meglio il passato comunista dell’Ungheria.

Con l’apertura degli archivi, il Consiglio dei ministri sostiene di dare seguito a un impegno assunto per la prima volta durante la transizione democratica, oltre 30 anni fa, creando al contempo un quadro giuridico volto a conciliare la trasparenza con la tutela della privacy e le considerazioni relative alla sicurezza nazionale.

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