La regolamentazione delle criptovalute in Ungheria entra in una nuova fase con il rilascio della prima licenza da parte della banca centrale

La regolamentazione delle criptovalute in Ungheria ha raggiunto un punto di svolta dopo che la Banca Nazionale d’Ungheria ha concesso la sua prima licenza nazionale nell’ambito del quadro normativo dell’Unione Europea sui mercati delle cripto-attività. CoinCash, un tempo uno dei maggiori broker di criptovalute del Paese, può ora prepararsi a riprendere i servizi dopo mesi di sospensione e incertezza normativa.

Secondo il quotidiano economico ungherese Világgazdaság, il 20 luglio 2026 la banca centrale ha rilasciato la licenza di fornitore di servizi di cripto-asset (CASP) a Tiwala Solutions Kft, la società che gestisce CoinCash. Tale decisione ne fa la prima società con sede in Ungheria autorizzata direttamente dalla Banca centrale ungherese (MNB) ai sensi delle norme MiCA dell’UE.

La distinzione è importante: CoinCash non è necessariamente la prima piattaforma di criptovalute autorizzata accessibile ai clienti ungheresi, poiché i fornitori autorizzati in altre parti dello Spazio economico europeo possono operare a livello transfrontaliero nell’ambito del sistema di passaporto dell’UE. Si tratta, tuttavia, del primo operatore con sede nel Paese ad aver completato l’intero processo di autorizzazione della banca centrale ungherese.

Cosa consente la licenza a CoinCash di offrire

L’autorizzazione copre sei categorie di servizi relativi alle criptovalute: custodia e amministrazione, cambio di cripto-asset in valute convenzionali, cambio di un cripto-asset con un altro, consulenza in materia di investimenti, gestione del portafoglio e trasferimenti di cripto-asset.

Si tratta di un ambito notevolmente più ampio rispetto alla precedente attività principale di CoinCash, incentrata sulla conversione valutaria online e sugli sportelli automatici per Bitcoin. La società prevede di ripristinare gradualmente i propri servizi nei prossimi mesi, introducendo al contempo ulteriori prodotti contemplati dalla nuova licenza. Secondo quanto riportato da Világgazdaság, i clienti esistenti dovrebbero essere informati direttamente in merito al calendario di ripresa delle attività.

CoinCash ha iniziato la propria attività nel 2017 e in seguito si è espansa attraverso l’acquisizione della piattaforma ungherese di criptovalute MrCoin. Al suo apice, serviva decine di migliaia di clienti attivi e gestiva la più grande rete di bancomat Bitcoin dell’Ungheria, secondo le informazioni fornite dalla società e citate dal quotidiano.

L’azienda ha tuttavia sospeso la propria piattaforma di scambio, la rete di bancomat e il servizio clienti il 18 dicembre 2025, affermando che i cambiamenti nel quadro normativo ungherese hanno reso necessaria la chiusura temporanea. Il suo sito web continua a informare i clienti che i servizi rimangono sospesi mentre l’azienda si adopera per soddisfare i requisiti legali applicabili.

La normativa ungherese sulle criptovalute va oltre il MiCA

Per i lettori internazionali, il MiCA è il sistema normativo comune dell’UE per le cripto-attività e le società che forniscono servizi correlati. Esso introduce requisiti in materia di licenze, governance, tutela dei consumatori e requisiti patrimoniali volti ad allineare il settore agli standard normativi applicati agli istituti finanziari convenzionali.

Il regolamento consente inoltre a un fornitore autorizzato di offrire servizi in tutta l’UE, fatte salve le procedure di notifica. L’ESMA gestisce un registro centrale dei fornitori di servizi di cripto-asset autorizzati e ha esortato i clienti a verificare se la piattaforma da loro utilizzata sia in possesso di una licenza MiCA valida.

L’Ungheria ha aggiunto un ulteriore livello al quadro normativo europeo. Le conversioni di cripto-asset destinate ai clienti ungheresi devono inoltre essere esaminate attraverso un sistema di convalida autorizzato, sottoposto alla supervisione dell’Autorità di vigilanza per gli affari normativi, nota con l’acronimo ungherese SZTFH.

Tale sistema aggiuntivo richiede una dichiarazione di conformità per le conversioni soggette a tale obbligo tra criptovalute, o tra cripto-asset e moneta convenzionale. Gli analisti giuridici hanno descritto il dispositivo ungherese come insolito, poiché opera parallelamente ai poteri di concessione delle licenze e di vigilanza della MNB ai sensi del MiCA.

La mancanza di validatori autorizzati ha contribuito a creare una grave incertezza alla fine del 2025. CoinCash, Revolut, eToro e altri fornitori hanno sospeso o limitato i propri servizi relativi alle criptovalute in Ungheria, mentre le aziende cercavano di determinare in che modo soddisfare i nuovi requisiti.

Da allora, tale situazione di stallo ha iniziato ad attenuarsi. Il registro pubblico della SZTFH elenca attualmente due fornitori attivi di servizi di convalida delle conversioni di criptovalute: Caduceus Zrt e Mikroháló Kft.

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Una possibile ripartenza per il mercato ungherese delle criptovalute

La licenza concessa a CoinCash dimostra che un’azienda di proprietà ungherese è in grado di soddisfare i requisiti MiCA della MNB, ma non elimina tutti gli ostacoli che il mercato nazionale deve affrontare. Gli operatori devono ancora integrare il processo di convalida separato, mantenere sistemi completi di identificazione dei clienti e ottemperare agli obblighi in materia di antiriciclaggio e monitoraggio delle transazioni.

Per i clienti, una vigilanza più rigorosa potrebbe garantire procedure di reclamo più chiare e una maggiore trasparenza su chi controlla i loro beni. Una licenza, tuttavia, non elimina i rischi finanziari associati alle criptovalute, non garantisce il valore degli investimenti né protegge i clienti dalle perdite di mercato.

Questo sviluppo potrebbe inoltre incoraggiare altre società nazionali a richiedere l’autorizzazione, anziché operare in Ungheria tramite entità estere o abbandonare del tutto il mercato. La concorrenza dipenderà in parte dalla rapidità con cui CoinCash riuscirà a riprendere l’attività e dal fatto che le piattaforme internazionali ritengano commercialmente vantaggioso conformarsi alle norme aggiuntive ungheresi.

La prima licenza della MNB non segna quindi un ritorno al mercato delle criptovalute poco regolamentato degli anni precedenti. Segnala invece l’emergere di un settore più piccolo e sottoposto a una vigilanza più rigorosa, in cui operare legalmente richiede un capitale notevolmente maggiore, competenze in materia di conformità e supervisione istituzionale.

Per la regolamentazione delle criptovalute in Ungheria, la decisione relativa a CoinCash rappresenta sia una pietra miliare che un esperimento. Essa costituisce la prova più evidente finora che il sistema rigorosamente controllato del Paese possa funzionare, ma la vera prova sarà verificare se sarà in grado di proteggere i clienti senza allontanare la concorrenza e l’innovazione dal mercato ungherese.

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