Nuovi percorsi emozionanti – ma pericolosi – emergono nell’Ungheria colpita dalla siccità

L’Ungheria, colpita dalla siccità, sta aprendo una serie di nuovi percorsi intriganti, ma pericolosi anche per escursionisti in forma ed esperti. Diverse persone si sono già trovate in difficoltà e l’ultimo incidente ha rischiato di trasformarsi in una tragedia.

Ha rischiato di sprofondare nel fango

Qualche giorno fa è stato riferito che una donna di 35 anni di Dunaújváros ha rischiato di scomparire nella vasta distesa di fango del Lago Velence, ormai in fase di prosciugamento, dopo aver deciso di attraversarlo. Un agente di polizia fuori servizio e un residente locale sono infine riusciti a portarla in salvo, dopodiché i paramedici l’hanno trasportata in ospedale per ulteriori accertamenti, come ha riferito la polizia ungherese.

L’incidente illustra chiaramente i pericoli che minacciano l’Ungheria, colpita dalla siccità. Man mano che laghi e fiumi si ritirano, si aprono aree precedentemente inaccessibili, creando quelle che potrebbero sembrare nuove ed entusiasmanti opportunità per passeggiate ed escursioni. In realtà, la maggior parte di esse è estremamente pericolosa. Se nessuno nelle vicinanze avesse udito le grida di aiuto della donna, quasi certamente non sarebbe ancora viva per raccontare l’esperienza come monito per gli altri.

Lake Velence
Il lago Velence si sta prosciugando, ma il fango può essere estremamente pericoloso. Foto: Facebook/Élhető Velence Egyesület

I livelli dell’acqua, ai minimi storici, stanno inoltre portando alla luce luoghi che in precedenza erano rimasti nascosti, spingendo i cercatori di metalli e i collezionisti a mettersi alla ricerca di reperti. Di recente, sulle rive del Danubio a Budapest è stata rinvenuta una motocicletta tedesca della Seconda Guerra Mondiale, insieme a vari altri oggetti di equipaggiamento e resti umani. In altre località, navi da guerra, bombe e altri oggetti sono emersi dall’acqua – tutti elementi che possono rappresentare un pericolo praticamente per chiunque, ad eccezione di specialisti qualificati.

Nuovi, ma letali percorsi nel letto del Danubio e nel lago Velence

Camminare lungo le rive scoperte del Danubio, il cui livello si sta abbassando, o tentare di guadare il lago Velence può sembrare allettante. Tuttavia, il ritiro delle acque ha creato pericoli mai incontrati prima. Gli esperti avvertono che un solo passo falso potrebbe mettere a rischio la vita di una persona.

L’accesso al letto del lago Velence rimane vietato e l’area diventa particolarmente pericolosa oltre i 100 metri dalla riva. Sebbene la superficie possa apparire completamente asciutta, crepata e dura in molti punti, si tratta semplicemente di una sottile crosta. Al di sotto di essa, il fango potrebbe essere ancora umido, morbido e appiccicoso.

Kürti Gábor Dezső Lake Velence in danger
Gábor Kürti, alias Kükü, presidente del Club ciclistico ungherese, ha attraversato il lago con un’attrezzatura speciale che si è portato dietro dopo aver studiato attentamente il percorso dall’alto. Foto: Facebook/Kürti Gábor Dezső

Il fondale del lago può inoltre presentare i cosiddetti «pozzi di fango», che secondo Blikk possono raggiungere una profondità superiore di due o tre metri rispetto alla profondità media del lago.

Il panico può rendervi ancora più vulnerabili

Quest’anno diverse persone hanno già dovuto essere soccorse dal fango del lago Velence. Una giovane donna e un uomo di Budapest si sono entrambi trovati in difficoltà; quest’ultimo è stato liberato dalla polizia fluviale prima di ricevere assistenza medica.

Uno dei pericoli maggiori rappresentati dal fango è il vuoto che può crearsi attorno alle gambe di una persona. Più una persona si dimena e cerca di muovere i piedi, più rischia di sprofondare. La materia organica in decomposizione può inoltre rilasciare gas pericolosi, tra cui metano e anidride solforosa, mentre il fondale del lago può contenere frammenti di vetro, oggetti metallici arrugginiti e ami da pesca.

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Le operazioni di soccorso sono tutt’altro che semplici. I bagnini non si avvicinano a chi è in difficoltà a piedi, ma utilizzano barche, scale, assi, corde e altre attrezzature. Il panico e i movimenti inutili possono peggiorare ulteriormente la situazione.

A prima vista potrebbe sembrare asciutto e poco profondo

Anche il livello insolitamente basso del Danubio può essere altrettanto ingannevole. In diversi punti sono stati messi a nudo ampi tratti di argine, attirando escursionisti e persino ciclisti. Tuttavia, le sponde argillose vengono erose dal basso dalla corrente del fiume, creando sporgenze di terra apparentemente solide che potrebbero crollare senza preavviso, come riporta infostart.hu.

German motorbike found in the Danube in Budapest
La motocicletta tedesca della Seconda guerra mondiale emersa dal Danubio, che la scorsa settimana ha raggiunto il livello più basso mai registrato. Foto: Facebook/HM Hadtörténeti Intézet és Múzeum

Ciò è particolarmente pericoloso perché chiunque si trovi in acqua profonda solo pochi centimetri potrebbe improvvisamente precipitare in diversi metri di acqua a corrente forte. Il freddo può provocare crampi, mentre la corrente potrebbe trascinare via una persona o spingerla sotto una sezione di argine che sta cedendo.

Il pericolo in entrambe le località risiede proprio nel falso senso di sicurezza creato da un terreno che appare asciutto o da acque che sembrano poco profonde. Gli esperti avvertono pertanto che livelli d’acqua eccezionalmente bassi non rendono più sicuro il letto di un fiume o di un lago. Al contrario, possono mettere in luce pericoli nascosti che rimangono invisibili in condizioni normali.

Not enough water in the River Danube in Budapest
Dal Danubio emergono nuovi percorsi mortali. Foto: Anadolu/Németi Róbert

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Immagine in evidenza: illustrazione, fonte: Facebook/Kürti Gábor Dezső

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