Il primo ministro Magyar: La centrale nucleare di Paks torna a funzionare con tre turbine

La centrale nucleare ungherese di Paks ha riavviato con successo la sua sesta turbina; l’unità sta ora nuovamente generando energia elettrica, mentre la più grande centrale del Paese procede più rapidamente del previsto verso il raggiungimento della piena capacità.

Il primo ministro Péter Magyar ha annunciato sabato in tarda serata che la sesta turbina dell’Unità 3 aveva raggiunto la velocità prevista di 3.000 giri al minuto e aveva ripreso a produrre energia elettrica. Il riavvio significa che tre delle otto turbine della centrale sono ora operative, mentre si prevede che ulteriori unità tornino in funzione domenica mattina.

Magyar ha affermato che la centrale potrebbe tornare alla sua piena potenza di 2.000 megawatt entro mercoledì, a seguito degli interventi di emergenza volti ad aumentare e stabilizzare il livello delle acque del Danubio.

Riavvio riuscito della terza turbina

Sabato sera Magyar ha annunciato che gli ingegneri avevano iniziato a ricollegare la sesta turbina dell’Unità 3, che era stata messa fuori servizio a causa del livello eccezionalmente basso delle acque del Danubio.

Verso mezzanotte, la turbina aveva raggiunto i 3.000 giri al minuto e aveva ripreso la produzione di energia elettrica.

Il primo ministro ha affermato che la turbina fornirà ora energia elettrica alle famiglie e alle imprese ungheresi, mentre il riavvio di ulteriori turbine è previsto entro domenica mattina. Questi ultimi sviluppi rappresentano un significativo miglioramento rispetto all’inizio di questo mese, quando a Paks erano operative solo due turbine.

Perché il riavvio di una turbina richiede 49 ore?

Sebbene la fase finale del riavvio abbia attirato notevole attenzione sabato sera, il processo era in realtà iniziato quasi due giorni prima. Secondo Károly Vigh, direttore operativo della centrale, il riavvio di una turbina richiede circa 49 ore.

Durante il processo, la turbina viene inizialmente mantenuta in rotazione a soli 3–4 giri al minuto. Ciò è necessario per impedire che l’albero della turbina si pieghi quando viene esposto al vapore e per garantire che il calore venga distribuito in modo uniforme.

La turbina viene quindi portata alla velocità desiderata per fasi. Innanzitutto, la sua velocità viene aumentata a 600 giri al minuto, seguita da un’ispezione tecnica. Viene poi portata a 900 giri al minuto e controllata nuovamente prima dell’accelerazione finale a 3.000 giri al minuto.

L’ultima fase è la più critica, con la velocità della turbina aumentata di 600 giri al minuto alla volta. Una volta raggiunta la velocità prevista, potrebbero essere necessari altri 90 minuti o fino a due ore prima che l’energia elettrica prodotta dalla turbina venga immessa nella rete di trasmissione MAVIR.

Per gli ingegneri di Paks, la procedura in sé non è nuova. L’impianto effettua ogni anno da sei a dieci riavvii programmati delle turbine nell’ambito dei lavori di manutenzione e riparazione.

Se ve lo siete perso: la centrale nucleare di Paks avvia il riavvio della turbina mentre l’Ungheria procede a grandi passi verso il raggiungimento della piena capacità

Il riavvio di Paks procede più rapidamente del previsto

Anche gli ultimi progressi sono in anticipo rispetto al calendario precedentemente annunciato dal governo. Magyar ha dichiarato domenica mattina che i lavori di costruzione della soglia di fondo nel Danubio stanno procedendo più rapidamente del previsto e che quattro delle otto turbine di Paks stanno già generando elettricità.

Il primo ministro ha affermato che il graduale ripristino della capacità della centrale sta proseguendo e che Paks potrebbe tornare alla piena potenza di 2.000 MW entro mercoledì. A piena capacità, secondo Magyar, la centrale dovrebbe coprire circa il 35 per cento del consumo di energia elettrica dell’Ungheria.

I lavori di emergenza sul Danubio rimangono fondamentali

La rapida ripresa è stata resa possibile da una combinazione di livelli idrici in aumento e lavori di costruzione d’emergenza sul Danubio. Paks è stata costretta a ridurre la propria produzione dopo che il fiume aveva raggiunto livelli eccezionalmente bassi durante l’ondata di caldo estiva. La centrale necessita di una quantità sufficiente di acqua fluviale per il raffreddamento e, alla fine di luglio, la situazione è diventata così grave da costringere l’Unità 3 a fermarsi.

Il governo ha successivamente ordinato la costruzione di una soglia di fondo nel Danubio in prossimità della centrale per innalzare il livello dell’acqua in corrispondenza della presa d’acqua di raffreddamento. Sono state inoltre dispiegate chiatte provvisorie nel letto del fiume, mentre sono state adottate altre misure per aumentare la quantità d’acqua a disposizione della centrale.

I lavori hanno già innalzato il livello dell’acqua nei pressi di Paks, consentendo di avviare il processo di riavvio prima di quanto inizialmente previsto.

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