Costo della vita in Ungheria: l’inflazione è scesa – perché allora le persone si sentono ancora più povere?

Il costo della vita in Ungheria rimane una delle principali fonti di preoccupazione, nonostante l’inflazione sia diminuita drasticamente e i salari reali stiano nuovamente aumentando. Un nuovo sondaggio condotto da PwC Ungheria suggerisce che molte famiglie continuano a sentirsi in difficoltà finanziarie, con una quota considerevole che fatica a mettere da parte dei risparmi, a far fronte a imprevisti o persino a far durare lo stipendio fino al giorno di paga successivo.
I risultati evidenziano un divario tra il miglioramento degli indicatori economici generali dell’Ungheria e il modo in cui molte persone percepiscono la propria situazione finanziaria.
Secondo l’Ufficio centrale di statistica ungherese (KSH), nel luglio 2026 i prezzi al consumo erano superiori di appena l’1,2% rispetto a un anno prima, mentre rispetto a giugno i prezzi hanno registrato un calo dello 0,1%. I prezzi dei generi alimentari sono diminuiti dell’1,1% su base annua, sebbene i servizi risultassero ancora più costosi del 4,7%.
Anche i salari hanno registrato un aumento del potere d’acquisto. Secondo gli ultimi dati del KSH, a giugno i salari reali sono aumentati del 7,6% su base annua.
Tuttavia, l’ultima indagine condotta da PwC Ungheria mostra che il miglioramento del quadro macroeconomico non si è necessariamente tradotto in un senso di sicurezza finanziaria.
Il costo della vita in Ungheria continua a mettere sotto pressione le famiglie
Secondo l’indagine sul benessere finanziario condotta da PwC Ungheria, il 42 per cento degli intervistati ha dichiarato che il proprio stipendio non riusciva in generale a tenere il passo con l’aumento del costo della vita, mentre solo il 4 per cento riteneva che la propria retribuzione fosse pienamente adeguata.
L’indagine suggerisce inoltre che una percentuale significativa di famiglie disponga di margini limitati per far fronte a un grave shock finanziario.
Il 30% degli intervistati ha affermato che la propria famiglia non sarebbe in grado di coprire le spese di base qualora la principale fonte di reddito fosse impossibilitata a lavorare per sei mesi. Un ulteriore 20% non era sicuro di quanto sarebbero durate le proprie riserve attuali.
Anche la gestione delle finanze quotidiane si sta rivelando difficile per alcuni. Il 14% ha dichiarato di rimanere spesso o sempre senza soldi tra una busta paga e l’altra, mentre un intervistato su cinque ha affermato che ciò accade di tanto in tanto.
PwC ha rilevato che il 45% degli intervistati ha sperimentato almeno un livello moderato di stress nella gestione delle proprie finanze, mentre il 16% si è descritto come particolarmente stressato. Per il 35%, l’ansia finanziaria era aumentata nel corso dell’anno precedente.
Questi dati sono particolarmente significativi poiché il calo dell’inflazione non implica che i prezzi siano tornati ai livelli di alcuni anni fa. Significa semplicemente che ora stanno aumentando molto più lentamente. Le famiglie potrebbero quindi trovarsi ancora ad adattarsi agli aumenti cumulativi dei prezzi registrati negli anni precedenti, anche se l’inflazione attuale sta diventando meno grave.
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I risparmi a lungo termine rappresentano un altro punto debole
La pressione finanziaria sta influenzando anche i preparativi per il futuro.
Tra gli intervistati che non erano ancora andati in pensione, il 36% ha dichiarato di non risparmiare nulla in modo specifico per la pensione. Un ulteriore 13% ha affermato di avere intenzione di iniziare a farlo, ma di non averlo ancora fatto.
Le preoccupazioni per il futuro vanno oltre i risparmi previdenziali. Circa il 32% degli intervistati ha affermato di ritenere che la propria generazione si trovi in una situazione finanziaria peggiore rispetto a quella delle generazioni precedenti alla stessa età. Una percentuale simile si aspettava che le prospettive finanziarie della generazione successiva non fossero migliori.
Ciò suggerisce che il dibattito sul costo della vita in Ungheria vada sempre più oltre l’inflazione immediata. La resilienza finanziaria, i progetti abitativi, la pensione e la capacità di accumulare ricchezza stanno diventando parte integrante della stessa discussione.

La pressione finanziaria si sta estendendo al mondo del lavoro
La ricerca di PwC ha inoltre rilevato segnali che indicano come le preoccupazioni finanziarie stiano influenzando la vita lavorativa.
Circa il 42% dei dipendenti intervistati era almeno in parte preoccupato per la sicurezza futura del proprio posto di lavoro. Nel contempo, il 45% riteneva che il proprio datore di lavoro facesse poco o nulla per sostenere il proprio benessere finanziario.
Le conseguenze possono andare oltre la gestione del bilancio familiare. Gli intervistati hanno riferito che lo stress finanziario può influire sul sonno, sulla salute, sull’autostima, sulle relazioni interpersonali e sulle prestazioni lavorative.
Perché questi dati sono rilevanti nonostante il calo dell’inflazione
Per gli osservatori stranieri, l’indagine offre un’importante precisazione riguardo al miglioramento delle statistiche ungheresi relative all’inflazione e ai salari.
L’inflazione in calo e l’aumento dei salari reali rappresentano sviluppi positivi, ma non compensano immediatamente diversi anni di prezzi elevati né ricostituiscono il risparmio delle famiglie. I risultati di PwC suggeriscono che molti ungheresi continuino a concentrarsi sulla sicurezza finanziaria piuttosto che percepire appieno i benefici derivanti dal miglioramento dei dati complessivi.
L’indagine ungherese è stata condotta nel luglio 2026 in due fasi su un campione di oltre 3.200 utenti adulti ungheresi di Internet che effettuano acquisti online, utilizzando un campione rappresentativo a livello nazionale per tale gruppo. I risultati devono pertanto essere interpretati nell’ambito di tale quadro metodologico, piuttosto che come un’indagine su tutte le famiglie ungheresi.
Per il momento, il quadro è contrastante: l’inflazione si è notevolmente attenuata e il potere d’acquisto si sta riprendendo, ma per una quota significativa degli intervistati la fiducia finanziaria sembra recuperare molto più lentamente.
Per ulteriori informazioni sulle guide pratiche per espatriati, residenti e stranieri: Vivere in Ungheria

