I bagni termali ungheresi, con 114 anni di storia, sono stati chiusi con effetto immediato

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Gli storici bagni Szent István di Esztergom hanno ricevuto l’ordine di chiusura dopo che gli ispettori hanno sollevato preoccupazioni riguardo ai livelli di cloro e alla mancanza di una politica approvata per il trattamento delle acque. Il sindaco intende impugnare la decisione, mentre la città si affretta a trovare strutture natatorie alternative per gli atleti locali.

Una delle strutture natatorie più note di Esztergom è stata costretta a chiudere con effetto immediato a seguito di una decisione dell’Ufficio governativo della contea di Komárom-Esztergom, motivata da presunte violazioni delle norme relative alle piscine pubbliche.

Il complesso natatorio Szent István, che vanta 114 anni di storia, ha ricevuto l’ordine di sospendere l’attività dopo che un’ispezione sanitaria ha rilevato livelli elevati di cloro nell’acqua della piscina e ha accertato che la struttura non disponeva di una politica valida in materia di trattamento chimico dell’acqua.

Il sindaco di Esztergom, Ádám Hernádi, ha annunciato la decisione in un video pubblicato venerdì su Facebook, affermando che l’ordinanza ufficiale era pervenuta poco dopo l’ora di pranzo. Il Comune aveva chiesto l’autorizzazione a continuare a gestire la piscina all’aperto della struttura sotto la consueta cupola gonfiabile invernale, ma tale richiesta non è stata accolta.

Perché è stata chiusa la storica piscina?

A settembre, il dipartimento di sanità pubblica dell’ufficio governativo ha avviato un procedimento nei confronti dello stabilimento balneare dopo aver riscontrato problemi relativi al tenore di cloro nell’acqua e alla mancanza di una politica di trattamento delle acque approvata.

Secondo i documenti riportati da Telex, le autorità hanno riscontrato che nella piscina erano stati aggiunti disinfettanti senza la necessaria autorizzazione né una «Politica sanitaria e tecnica di gestione degli stabilimenti balneari» (KTSZ) approvata.

La chiusura rimarrà in vigore fino a quando il Comune non otterrà l’approvazione di una politica che soddisfi i requisiti tecnici pertinenti e dimostri che le misure di trattamento dell’acqua della piscina sono adeguate. Il mancato rispetto di tali disposizioni potrebbe comportare una sanzione pecuniaria fino a 5 milioni di HUF (circa 12.000 EUR).

Il contesto giuridico risale a un decreto governativo del 2023 che ha modificato i requisiti sanitari e tecnici per gli stabilimenti balneari. In base a tali norme, ogni struttura deve disporre di una KTSZ valida entro il 31 dicembre 2026.

Secondo quanto riferito, l’ufficio governativo aveva già avvertito Esztergom nel mese di marzo che il tradizionale metodo di gestione della piscina costituiva un problema alla luce delle nuove normative. Tuttavia, la chiusura immediata è avvenuta a seguito della conclusione del procedimento separato avviato a settembre in merito all’uso dei disinfettanti.

Hernádi ha contestato la posizione delle autorità in merito alla qualità dell’acqua.

«Non c’è più cloro nell’acqua, né sostanze chimiche in quantità maggiore rispetto a cento anni fa, o persino agli anni ’90, quando io stesso ho imparato a nuotare qui», ha affermato il sindaco.

Le sue osservazioni riflettono la posizione del Comune, mentre l’ordinanza di chiusura si basa sulle conclusioni delle autorità in merito al trattamento delle acque e al rispetto delle norme vigenti.

Dove andranno ora i nuotatori locali?

L’improvvisa chiusura ha costretto l’amministrazione comunale a cercare strutture alternative, in particolare per gli atleti locali e i club di nuoto che fanno affidamento sulla piscina per gli allenamenti. Secondo il sindaco, Esztergom sta negoziando con le vicine Dorog e Štúrovo (Párkány), situate sulla sponda opposta del Danubio in Slovacchia, per concordare l’accesso alle loro piscine. Anche la piscina del complesso ricreativo Aquasziget di Esztergom dovrebbe rappresentare un’alternativa per i nuotatori.

La chiusura mette inoltre a rischio la consueta stagione balneare invernale presso gli storici bagni. Durante i mesi più freddi, una cupola gonfiabile viene posizionata sopra la piscina all’aperto da 50 metri, consentendone l’utilizzo in condizioni più confortevoli.

Qualche anno fa il Comune ha speso 200 milioni di HUF per l’acquisto di una cupola sostitutiva. Ora che gli stabilimenti termali sono chiusi, è improbabile che venga installata per la prossima stagione. Hernádi ha affermato che il Comune sta valutando le opzioni legali a sua disposizione per impugnare la decisione dell’ufficio governativo, sostenendo che Esztergom non dovrebbe rimanere priva del proprio storico impianto natatorio.

Una ristrutturazione di ampia portata potrebbe costare 6 miliardi di HUF

La controversia sorge proprio mentre la città sta valutando una sostanziale ristrutturazione dei bagni, ormai obsoleti. L’impianto funziona attualmente con un sistema tradizionale di riempimento e svuotamento, anziché ricircolare l’acqua della piscina. L’acqua entra nella piscina da una sorgente naturale e viene successivamente scaricata nel Danubio.

Le normative del 2023 prevedono l’installazione di un sistema di ricircolo dell’acqua, il che richiederà un investimento significativo e lavori di ristrutturazione di ampia portata.

Secondo una dichiarazione rilasciata dal sindaco all’inizio di questa settimana, una ristrutturazione completa potrebbe costare quasi 6 miliardi di HUF (circa 16,4 milioni di euro). Il Comune non dispone attualmente dei fondi necessari.

Il piano originario prevedeva di mantenere aperte le terme per tutta la stagione invernale, rimuovere la cupola gonfiabile in primavera e quindi avviare una ristrutturazione più ampia ad aprile. L’ultima decisione comporta la chiusura della struttura con diversi mesi di anticipo rispetto a quanto previsto.

Hernádi ha inoltre sottolineato i vincoli finanziari della città. Ha affermato che la revoca di circa 56 miliardi di HUF di finanziamenti statali nel 2023 ha avuto ripercussioni su diversi progetti locali, tra cui le piscine.

Secondo il sindaco, nel 2026 Esztergom dovrà inoltre versare allo Stato oltre 2,66 miliardi di HUF a titolo di contributi di solidarietà. Egli ha sostenuto che l’importo corrispondente a due anni di tali versamenti sarebbe sufficiente a coprire un progetto delle dimensioni della completa ristrutturazione delle piscine.

Il Comune intende includere la ristrutturazione nel proprio prossimo bilancio annuale. Secondo una precedente dichiarazione del sindaco, i lavori potrebbero iniziare in primavera, una volta ottenute le autorizzazioni necessarie e completata la procedura di appalto pubblico.

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