Un uomo portoghese aggredisce brutalmente il patrigno della propria compagna ungherese nella loro abitazione

Un uomo portoghese, recatosi in Ungheria per far visita alla propria compagna dopo la nascita del loro figlio, rischia il carcere per aver presumibilmente picchiato il patrigno di lei con tale violenza da costringere la vittima a sottoporsi a un intervento chirurgico salvavita.

Era venuto per assistere alla nascita di una nuova vita, ma ne ha quasi tolta una

Secondo l’ atto d’accusa, l’imputato, un cittadino portoghese residente nei Paesi Bassi, si era recato in Ungheria per vedere la propria compagna, che era temporaneamente tornata nel suo Paese d’origine per la nascita del loro figlio. La donna viveva in un villaggio nella contea di Borsod con la madre e il patrigno.

Durante la visita, l’imputato e l’uomo più anziano hanno iniziato a bere insieme in cucina. Comunicavano tramite gesti poiché non parlavano la lingua l’uno dell’altro, ma la situazione alla fine è degenerata in una violenta discussione. L’uomo portoghese avrebbe schiaffeggiato il patrigno della sua compagna, e i due hanno iniziato a lottare prima che la vittima venisse trascinata a terra.

La Procura della Contea di Borsod-Abaúj-Zemplén ha formulato l’accusa di tentato omicidio in relazione all’incidente, avvenuto nell’ottobre 2024. Secondo i pubblici ministeri, la sopravvivenza della vittima è stata frutto del caso, poiché l’aggressione comportava un rischio concreto di lesioni potenzialmente letali.

L’aggressore ha persino fracassato il finestrino di un’auto con una pala

Lo scontro si è temporaneamente placato quando la vittima e la madre della donna sono uscite di casa e sono salite su un’auto. Tuttavia, l’imputato le ha seguite. Presumibilmente avrebbe lanciato un sacco di mais contro il parabrezza del veicolo, prima di minacciare, con gesti, di tagliare la gola all’uomo più anziano.

La vittima è scesa dall’auto e ha tentato di tenere a distanza l’uomo portoghese utilizzando una pala con un manico lungo circa 1,5 metri. L’imputato gli ha strappato l’attrezzo dalle mani e lo ha utilizzato per frantumare il finestrino posteriore dell’auto.

Il patrigno della donna ha quindi cercato di fuggire, ma l’imputato lo ha raggiunto nel cortile. Secondo l’accusa, egli avrebbe sferrato ripetuti pugni alla testa della vittima con notevole forza. Dopo che l’uomo è caduto a terra, l’aggressore ha continuato a prenderlo a calci e a calpestarlo, colpendolo anche alle costole.

Solo la polizia è riuscita a fermarlo; i pubblici ministeri chiedono una pena detentiva

L’aggressione è cessata solo con l’arrivo della polizia, allertata dai familiari. La vittima è stata trasportata in ospedale in ambulanza, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza seguito da ulteriori cure chirurgiche. Secondo la procura, esisteva una concreta possibilità che potesse aver subito lesioni potenzialmente letali e che la sua morte sia stata evitata solo per un caso fortuito.

L’uomo, di nazionalità portoghese, non ha precedenti penali. Ciononostante, i pubblici ministeri hanno richiesto una pena detentiva e l’interdizione dall’esercizio di cariche pubbliche. Hanno inoltre chiesto al tribunale di stabilire che non possa beneficiare della libertà condizionale. Il caso seguirà ora l’iter previsto dal sistema giudiziario ungherese.

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