L’Austria annulla la chiusura illegale della frontiera con l’Ungheria

La Corte costituzionale austriaca ha annullato un regolamento locale che di fatto chiudeva al traffico veicolare un valico di frontiera tra l’Ungheria e l’Austria, stabilendo che la decisione di istituire una zona pedonale fosse illegittima.
Il valico di frontiera era stato chiuso nel 2023
Il valico collega Ágfalva, in Ungheria, con Schattendorf (Somfalva), nella regione austriaca del Burgenland. Dal 2023, gli automobilisti non hanno generalmente potuto utilizzare il percorso senza un’autorizzazione speciale, costringendo i pendolari ungheresi e le famiglie che vivono su entrambi i lati del confine a compiere deviazioni di oltre 30 chilometri, come riporta volksgruppen.orf.
Il tribunale austriaco ha ritenuto che le autorità locali di Schattendorf non avessero valutato adeguatamente la necessità della zona pedonale. Esse avevano inoltre omesso di consultare le persone interessate dalla decisione, tra cui i pendolari transfrontalieri e le imprese locali. Il regolamento cesserà formalmente di avere efficacia non appena il governo provinciale del Burgenland pubblicherà l’annuncio ufficiale.

Attraversamento chiuso in seguito all’introduzione della zona pedonale
All’inizio del 2023 le autorità comunali di Schattendorf hanno deciso di istituire una zona pedonale nei pressi del cimitero locale. L’obiettivo dichiarato era quello di migliorare la sicurezza nei pressi del cimitero e di una vicina casa di cura, come riporta Telex. Tuttavia, la misura è stata oggetto di polemiche, poiché la strada era molto trafficata dai pendolari ungheresi che si recavano al lavoro, in particolare nelle prime ore del mattino e nel pomeriggio. I critici hanno sostenuto che la zona pedonale costituisse di fatto un mezzo per limitare il traffico transfrontaliero.
I lavori di costruzione sono iniziati il 1° marzo 2023, ponendo fine al normale traffico veicolare. Entro l’estate erano stati installati sulla strada dei dissuasori a scomparsa per impedire il passaggio delle auto. Ad alcuni automobilisti sono state concesse deroghe per motivi particolari, ma i richiedenti hanno dovuto generalmente fare i conti con rigide restrizioni. Secondo quanto riferito, a chi richiedeva l’autorizzazione veniva richiesto il pagamento di 160 euro e la maggior parte delle domande è stata respinta.
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Anche un precedente ricorso legale aveva contestato la chiusura
La chiusura ha inciso in modo significativo sugli spostamenti quotidiani tra l’Austria e l’Ungheria, generando costi di viaggio aggiuntivi e disagi per i pendolari e i residenti con legami familiari oltre confine. La decisione della Corte costituzionale fa seguito a una precedente sentenza emessa da un tribunale del Burgenland, che aveva anch’essa riscontrato problemi nelle restrizioni che interessavano i pendolari ungheresi.
L’ultima sentenza contesta la base giuridica della zona pedonale, in particolare la mancanza di una valutazione approfondita e di una consultazione prima della sua introduzione. Sebbene il tribunale abbia annullato il regolamento, le implicazioni pratiche per gli automobilisti dipenderanno dalla pubblicazione ufficiale della decisione da parte del governo provinciale.
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