I prezzi del carburante potrebbero raggiungere livelli allarmanti in Ungheria entro la fine dell’anno

Gli automobilisti ungheresi potrebbero subire un altro duro colpo alle pompe, con i prezzi del gasolio che in alcune stazioni di servizio superano già i 721 HUF (1,80 EUR) al litro. Mentre il prezzo del greggio Brent sale vertiginosamente a causa dell’escalation dei conflitti in Medio Oriente, gli esperti avvertono che il carburante potrebbe costare fino a 100 HUF in più entro la fine del 2026 se le tensioni dovessero persistere.
I prezzi del gasolio tornano a salire dopo settimane di stabilità
Dopo diverse settimane senza variazioni significative, la scorsa settimana in Ungheria i prezzi del gasolio sono aumentati due volte, mercoledì e venerdì. Gli ultimi aumenti sono in gran parte legati all’aumento del prezzo del greggio Brent, che ha superato i 116 USD al barile.
Secondo l’economista Erik Braun, il calo dei margini all’ingrosso e al dettaglio aveva contribuito ad attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi internazionali del petrolio nelle ultime settimane. Tuttavia, tali margini si sono ormai ridotti a tal punto da non poter più compensare gli aumenti registrati sul mercato globale.
Intervenendo al telegiornale di ATV, Braun ha avvertito che, se il conflitto in Medio Oriente non dovesse placarsi e i prezzi del greggio continuassero a salire, nelle prossime settimane sono probabili ulteriori aumenti presso le stazioni di servizio ungheresi.
Le prospettive potrebbero essere particolarmente preoccupanti per gli automobilisti che utilizzano il gasolio, con gli esperti che avvertono che il prezzo di un litro di gasolio potrebbe aumentare di altri 100 HUF entro la fine dell’anno.

Quanto costa il gasolio nei paesi confinanti?
I prezzi dei carburanti sono elevati anche in gran parte dell’Europa centrale, sebbene la situazione vari notevolmente da un paese all’altro.
Secondo i dati riportati da ATV, un litro di gasolio costa approssimativamente:
- Austria: 808 HUF
- Romania: 736 HUF
- Slovenia: 712 HUF
- Slovacchia: 708 HUF
La Croazia offre attualmente un’alternativa leggermente più economica. A 1,80 euro al litro, il gasolio costa lì circa 30 HUF in meno rispetto all’Ungheria, al tasso di cambio attuale.
Ciò ha incoraggiato alcuni automobilisti ungheresi a combinare gli acquisti oltre confine con il rifornimento del serbatoio, rendendo il viaggio conveniente anche quando si viaggia principalmente per fare la spesa.
Da non perdere: l’Ungheria svela il piano per rilanciare la crescita economica e prepararsi all’adozione dell’euro entro il 2030
I governi dei paesi confinanti intervengono per limitare i costi del carburante
Diversi paesi della regione hanno introdotto misure volte a impedire che gli aumenti internazionali del prezzo del petrolio si ripercuotano interamente sugli automobilisti. In Croazia, i prezzi dei carburanti vengono rivisti settimanalmente e, se necessario, il governo adegua le accise per limitare aumenti significativi. I prezzi vengono fissati ogni lunedì e rimangono validi per una settimana.
Anche la Romania ha adottato provvedimenti, riducendo del 25% alcune imposte relative ai carburanti e regolamentando i margini di profitto nel mercato dei carburanti. Ciononostante, gli automobilisti del Paese devono ancora fare i conti con prezzi relativamente elevati.
Un automobilista ungherese intervistato da ATV ha espresso incredulità per il costo del pieno, affermando che le persone che dipendono dall’auto per recarsi al lavoro stanno trovando la situazione sempre più difficile.
Anche l’Austria sta ricorrendo a riduzioni fiscali per alleviare la pressione sugli automobilisti, introducendo al contempo restrizioni sui margini dei rivenditori di carburante.
Di quanto potrebbe ancora aumentare il costo del pieno?
Con il greggio Brent che viene scambiato a oltre 115–116 dollari al barile, l’andamento dei prezzi internazionali del petrolio rimarrà determinante per gli automobilisti ungheresi nelle prossime settimane. Se le tensioni in Medio Oriente dovessero protrarsi, la pressione sui prezzi interni dei carburanti potrebbe intensificarsi, soprattutto in quanto le stazioni di servizio dispongono di un margine sempre più limitato per assorbire l’aumento dei costi all’ingrosso.

