Il figlio dell’ex governatore della banca centrale ungherese è ora ricercato da unità d’élite specializzate nella caccia ai latitanti

Ádám Matolcsy, figlio dell’ex governatore della Banca Nazionale Ungherese (Magyar Nemzeti Bank, MNB) György Matolcsy, è ora ricercato da unità di polizia specializzate nella caccia ai fuggitivi nell’ambito di un’indagine su presunte frodi economiche e corruzione legate alle fondazioni della banca centrale. È stato emesso un mandato di arresto internazionale ed europeo nei confronti suoi e del suo collaboratore, György Stofa.

Un gruppo d’élite è alla ricerca di Matolcsy

La polizia ungherese ha affidato la ricerca dei due uomini all’Ufficio Nazionale di Investigazione (Nemzeti Nyomozóiroda, NNI), che opera nell’ambito della Polizia di Intervento Rapido. Secondo l’agenzia di stampa Telex, il caso potrebbe essere stato affidato alla divisione dell’NNI specializzata nella caccia mirata ai latitanti, comunemente nota come i «cacciatori di taglie» della polizia.

Ciò dimostra che individuare e arrestare i sospetti è diventata una priorità per le autorità. Matolcsy e Stofa sono stati inizialmente inseriti nella lista dei ricercati ungheresi il 21 ottobre. Il 27 ottobre sono stati emessi mandati di arresto europei e internazionali. Secondo quanto riferito, nessuno dei due si è messo in contatto con le autorità e la loro ubicazione rimane sconosciuta.

Unità specializzate incaricate di rintracciare i latitanti all’estero

Gli agenti dell’NNI incaricati della caccia ai latitanti sono specializzati nell’individuare individui che eludono deliberatamente le forze dell’ordine, spesso recandosi all’estero, procurandosi documenti falsi o tentando di crearsi una nuova identità.

L’unità vanta una serie di arresti di alto profilo, tra cui la cattura di Mária Dobrai, meglio nota come Broker Marcsi, avvenuta in Belize nel 2016. Ha inoltre contribuito a riportare in patria il famigerato latitante ungherese András Lakatos, noto come Kisbandi.

Gli agenti collaborano strettamente con le forze dell’ordine straniere per rintracciare i sospettati coinvolti nello scandalo della banca centrale, scambiando informazioni per identificare e arrestare i sospettati che potrebbero nascondersi all’estero. Secondo Telex, diversi investigatori potrebbero ora lavorare contemporaneamente sui casi Matolcsy e Stofa.

L’indagine si concentra sul patrimonio della fondazione della banca centrale

L’indagine riguarda presunte irregolarità finanziarie che coinvolgono la fondazione PADME della Banca nazionale ungherese (MNB) e la gestione del suo patrimonio. I pubblici ministeri sospettano che un controverso accordo di prestito titoli, che coinvolge società collegate alla fondazione, fosse stato concepito per trasferire il controllo del suo patrimonio a interessi commerciali legati a György Matolcsy e a suo figlio dopo la cessazione dall’incarico dell’ex governatore.

György Matolcsy, che ha guidato la banca centrale dal 2013 al 2025, è stato arrestato il 21 ottobre insieme a due collaboratori, l’ex dirigente aziendale Mihály Valkó e l’avvocato Tamás Sándor. Il 23 ottobre un tribunale ha disposto la loro custodia cautelare per un mese; tuttavia, al momento della stesura del presente articolo, la sentenza non era definitiva, poiché gli imputati hanno presentato ricorso. Le indagini sono ancora in corso e le accuse mosse nei confronti di Ádám Matolcsy e György Stofa non sono state ancora provate in sede giudiziaria.

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