Ritrovati a Budapest oltre 240 ordigni risalenti alla Seconda guerra mondiale

Sono stati rinvenuti oltre 240 ordigni risalenti alla Seconda guerra mondiale in un cantiere sulla Üllői Road a Budapest, dove gli artificieri dell’esercito ungherese hanno dovuto affrontare un’operazione particolarmente complessa che ha coinvolto munizioni con la miccia accesa e danneggiate.
Enorme quantità di ordigni risalenti alla Seconda guerra mondiale rinvenuti nel cuore di Budapest
Il 1° Reggimento di bonifica degli ordigni esplosivi e della flottiglia fluviale delle Forze di difesa ungheresi ha annunciato che una grande quantità di ordigni esplosivi risalenti al periodo bellico è stata recuperata dal sito situato al numero 404 di Üllői Road, nel 18° distretto di Budapest. L’ultima operazione ha avuto luogo venerdì scorso, a seguito di precedenti ritrovamenti avvenuti nella stessa località.
Secondo quanto riportato nel comunicato, sono stati recuperati 244 ordigni esplosivi e residui, oltre a notevoli quantità di altro materiale relativo alle munizioni.
Sono state rinvenute munizioni sovietiche, tedesche, ungheresi e americane
Tra gli oggetti recuperati figuravano esplosivi fabbricati in Unione Sovietica, Germania, Ungheria e Stati Uniti. Tra gli ordigni identificati figuravano 79 granate da mortaio sovietiche da 82 mm, 77 granate da mortaio tedesche da 81 mm, due granate da mortaio tedesche da 120 mm, dieci granate a frammentazione tedesche da 7,5 cm Ig.R.18 e 12 bombe a mano sovietiche RG-42.
Gli esperti hanno inoltre rinvenuto circa 100 chilogrammi di munizioni per armi leggere, 50 chilogrammi di frammenti di bossoli e dieci chilogrammi di residui di materiale esplosivo. L’operazione è stata resa notevolmente più difficile dalla presunta storia delle munizioni. Gli esperti ritengono che gli esplosivi risalenti alla Seconda Guerra Mondiale possano essere stati un tempo raccolti in una fossa e successivamente dati alle fiamme nel tentativo di distruggerli.
A quanto pare, il calore ha causato la fusione di alcuni ordigni e dei loro residui, rendendo la separazione un processo estremamente laborioso. Secondo quanto riferito dalle forze armate, gli artificieri hanno dovuto separare con lo scalpello i pezzi che si erano incollati tra loro.
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Un’operazione impegnativa durata sette ore
Il lavoro è iniziato alle 8 del mattino ed è proseguito fino alle 14.30 circa. L’intensità dell’operazione è stata evidenziata dai dati rilevati dallo smartwatch di uno degli artificieri: durante un’attività registrata come «camminata», lo smartwatch ha rilevato una distanza di 3,21 chilometri e un consumo calorico di circa 2.387 calorie.
Le Forze Armate ungheresi hanno affermato che i pericolosi residuati bellici sono stati smaltiti in modo sicuro grazie alla competenza, alla perseveranza e agli sforzi coordinati del personale; ciò dimostra tuttavia che gli ordigni inesplosi della Seconda Guerra Mondiale possono continuare a rappresentare un grave pericolo anche decenni dopo la fine del conflitto. Anche i precedenti tentativi di smaltire le munizioni in modo improprio possono creare oggi complesse sfide per gli specialisti.
Il cantiere aveva già registrato importanti ritrovamenti a metà ottobre, quando gli artificieri avevano neutralizzato due bombe aeree sovietiche FAB-100. Nel corso della seconda operazione sono stati rimossi anche altri 24 ordigni esplosivi di vario tipo e dimensione.
Le autorità avvertono che chiunque scopra un ordigno esplosivo o un oggetto che possa assomigliarvi non deve toccarlo, spostarlo o tentare di neutralizzarlo. È necessario mantenere una distanza di sicurezza, contrassegnare il luogo se possibile e avvisare la polizia chiamando il 112.

