Budapest opta per un nuovo centro urbano invece dei grattacieli nel tentativo di contenere i prezzi degli immobili – immagini

A Budapest si sta costruendo un nuovo centro città ad alta densità invece dei grattacieli – e questo potrebbe finalmente esercitare una pressione al ribasso sui prezzi degli immobili.
Da “mini-Dubai” a hub urbano percorribile a piedi
Rákosrendező, uno scalo ferroviario in gran parte inutilizzato nella parte orientale di Budapest, avrebbe dovuto ospitare un futuristico complesso “mini-Dubai”, comprendente torri di 500 metri e un vasto quartiere commerciale orientato alle auto, sostenuto da un investitore emiratino. Invece, la capitale ha esercitato un diritto di prelazione per riacquistare il sito, nonostante le sue finanze in difficoltà, e ha lanciato un concorso internazionale di progettazione.

Il masterplan vincente prevede ora un centro città compatto, guidato dai trasporti pubblici, con diverse migliaia di nuove abitazioni, funzioni commerciali e di ospitalità, e una rete di nuovi spazi pubblici e strade pedonali, il tutto incorniciato da generosi parchi verdi. Gli autori del progetto, un consorzio di aziende francesi, tedesche, ungheresi e slovacche, portano con sé l’esperienza di progetti come il parco Aspern Seestadt di Vienna, il Max Becker Areal di Colonia e il Nuovo Lido di Bratislava, e hanno quindi una solida conoscenza delle condizioni e delle aspettative dell’Europa centrale.


Un nuovo modello per la crescita di Budapest
Vitézy Dávid, ex candidato sindaco sostenuto da Fidesz e ora consigliere comunale, ha descritto il progetto come un nucleo urbano denso incentrato sulla stazione ferroviaria di Rákosrendező, dove le automobili passano in secondo piano e dominano i servizi di tram, metropolitana e autobus. Il centro viene poi deliberatamente ammorbidito in un’area residenziale più bassa e più verde, che alla fine confluisce in un parco lineare di 15 ettari che corre lungo entrambi i lati della ferrovia.

Questo approccio viene inquadrato come un modello “orientato al transito”, in cui le nuove abitazioni e i quartieri commerciali si appoggiano alle future infrastrutture di trasporto pubblico, anziché servire l’espansione orientata all’automobile. Il progetto è strettamente legato all’estensione pianificata della linea M1 della metropolitana di Budapest e alla costruzione del passaggio sopraelevato Szegedi út, entrambi promessi originariamente all’investitore emiratino, ma ora considerati complementi essenziali alla riqualificazione guidata dalla città.

Scala, tempi e chi paga
Il piano regolatore prevede circa 10.000 nuove abitazioni in tutto il sito, accompagnate da un nuovo parco pubblico sostanziale e da uno spostamento dal parcheggio delle auto verso il trasporto pubblico e la mobilità attiva. Vitézy ha sottolineato che l’investimento fisico sarà sostenuto dal capitale privato, non dalla capitale stessa, agendo all’interno del quadro definito dal concorso e dal piano regolatore finale.


In particolare, il progetto dipende in larga misura dalla spesa infrastrutturale a livello statale, soprattutto per quanto riguarda l’estensione della metropolitana e il cavalcavia, che altrimenti Budapest faticherebbe a finanziare senza il sostegno dell’Unione Europea. Secondo lui, è improbabile che la prima fase di costruzione, di grande impatto visivo, inizi prima dell’inizio del 2029, proprio prima delle prossime elezioni municipali – una tempistica che si allinea con le probabili scadenze di consegna e si inserisce nelle sue ambizioni politiche.

I prossimi passi e il calendario del piano regolatore
Il passo successivo immediato è la negoziazione dettagliata della portata precisa del masterplan, compreso il modo in cui le idee di altre candidature premiate saranno integrate nel progetto finale. I funzionari si aspettano che nella seconda metà di quest’anno venga finalizzato un piano regolatore consolidato, che definisca la struttura urbana, la densità, le reti di spazi aperti e le modalità di trasporto per uno sviluppo che potrebbe durare 15-20 anni.

Il sindaco Karácsony: affrontare la crisi degli alloggi e del clima
Gergely Karácsony, che ha presieduto la giuria del concorso, ha presentato il progetto come una chiara alternativa ai megaprogetti guidati da interessi privati, sostenendo che la città deve “affrontare” sia la carenza di alloggi che l’emergenza climatica. La proposta vincente unisce sei quartieri distinti con le proprie identità funzionali e architettoniche, collegandoli attraverso un sistema coordinato di tre grandi parchi e una rete di spazi pubblici attentamente strutturata.

Il progetto applica in modo coerente i principi di adattamento al clima – la cosiddetta logica della “città spugna” e i sistemi integrati di energia rinnovabile – enfatizzando al contempo la sostenibilità sociale attraverso un mix abitativo vario, tipologie orientate al ciclo di vita e strutture comunitarie ben posizionate. Le tavole del concorso sono ora esposte presso il Teatro di Cristallo sull’Isola di Margit, dando al pubblico una prima vera occhiata a quella che promette di essere una delle trasformazioni urbane più significative di Budapest in oltre un secolo.
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