«Farò saltare in aria l’intera città – Allahu Akbar» – Un uomo di Budapest voleva attaccare diverse sedi della polizia, TEK

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Martedì un tribunale di Budapest ha condannato un uomo di 27 anni a una pena detentiva sospesa compresa tra sei mesi e un anno per aver inviato e-mail contenenti minacce di atti terroristici a diverse sedi della polizia e all’unità antiterrorismo ungherese.
Un uomo di Budapest ha inviato numerose e-mail minacciose
Secondo l’atto d’accusa, il 15 gennaio 2024 il residente di Budapest ha inviato diverse e-mail al Quartier Generale della Polizia Nazionale, alla Polizia di Intervento Rapido e a diverse stazioni di polizia distrettuali, richiedendo l’invio del Centro Antiterrorismo al proprio indirizzo di residenza e affermando di essere in possesso di armi da fuoco e munizioni, come riportato dall’agenzia di stampa ungherese.
Successivamente ha inviato ulteriori messaggi minacciosi alle forze dell’ordine di Vác e Győr, nei quali accennava a piani per un attentato dinamitardo alla stazione ferroviaria centrale di Vienna. La polizia aveva precedentemente reso noto che l’uomo aveva scritto nei suoi messaggi: «Stasera darò fuoco alla città», «Farò saltare in aria l’intera città – Allahu Akbar» e «Sto pianificando un attacco terroristico in nome di Hamas».
L’uomo soffre di autismo e ADHD
Nella sua dichiarazione finale dinanzi al tribunale, l’imputato ha affermato di soffrire di autismo e di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), descrivendo le e-mail come messaggi innocui, pur esprimendo rimorso per le proprie azioni.
Nella sentenza di primo grado, il tribunale ha ritenuto l’uomo colpevole di tre capi d’accusa relativi a minacce di compiere atti terroristici. Ha disposto che fosse sottoposto a sorveglianza probatoria per tutta la durata della pena sospesa e che pagasse le spese processuali pari a 1,3 milioni di fiorini.
Il tribunale ha accertato i fatti in linea con l’atto d’accusa, concludendo in particolare che le minacce erano tali da suscitare grave timore.
Nessun motivo per escludere la responsabilità penale
Un perito psichiatrico ha confermato che l’imputato soffre di autismo e si trovava in uno stato mentale patologico al momento dei reati, sebbene non siano stati riscontrati motivi per escludere la responsabilità penale.
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Tra le circostanze attenuanti figuravano la sua fedina penale pulita, l’ammissione di colpa, la durata del periodo trascorso sottoposto a misure coercitive e i suoi molteplici disturbi di salute mentale. Come circostanza aggravante, il tribunale ha rilevato che l’imputato aveva inviato diversi messaggi minacciosi.
L’imputato ha accettato il verdetto, che non è ancora definitivo, poiché sia la difesa che l’accusa hanno chiesto tre giorni di tempo per valutare se presentare ricorso.
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Immagine in evidenza: depositphotos.com

