I piani di Tisza per l’economia ungherese: Cosa sappiamo finora

A meno di una settimana dalla sua storica vittoria elettorale, il Partito Tisza dell’Ungheria ha già iniziato a delineare la direzione della sua futura politica economica, con i primi segnali che puntano al riavvicinamento all’UE, alle riforme graduali del mercato e all’adozione dell’euro a lungo termine.

Una delle priorità più urgenti è lo sblocco dei fondi UE congelati. Il Primo Ministro designato Magyar Péter ha avuto una telefonata con Ursula von der Leyen all’inizio della settimana, seguita dall’arrivo di una delegazione di Bruxelles a Budapest per iniziare i negoziati.

In gioco c’è l’accesso a più di 20 miliardi di euro di fondi UE, una somma ampiamente considerata come fondamentale per stabilizzare l’economia ungherese e rilanciare gli investimenti, secondo il G7.

Adozione dell’euro e cauta riduzione dei controlli sui prezzi

Il team economico di Tisza ha anche avviato discussioni con il governatore della banca centrale Mihály Varga, con l’introduzione dell’euro che emerge come obiettivo strategico a lungo termine.

Secondo András Kármán, esperto di politica fiscale e tributaria del partito e potenziale Ministro delle Finanze, il Governo mira a soddisfare le condizioni per l’adozione dell’euro entro quattro anni, aprendo la strada ad un ingresso successivo.

Allo stesso tempo, la nuova leadership sembra intenzionata a procedere con cautela quando si tratta di smantellare interventi di mercato controversi come i tetti di prezzo e i prezzi regolamentati del carburante. Le dichiarazioni suggeriscono un’eliminazione graduale, volta a minimizzare l’impatto sulle famiglie.

Parallelamente, si sono già svolti colloqui con Zsolt Hernádi, CEO di MOL. In seguito ai colloqui, l’azienda ha accettato di posticipare il pagamento dei dividendi al Collegio Mathias Corvinus, in linea con le richieste del governo entrante.

Reazioni del mercato e ricadute politiche

I mercati finanziari hanno reagito con cautela ma positivamente al cambiamento politico. Il fiorino ungherese si è rafforzato nel corso della settimana, scambiando nell’intervallo 361-366 contro l’euro e scendendo brevemente al di sotto della soglia di 360.

Tuttavia, i titoli azionari legati alla precedente élite politico-economica hanno faticato a riprendersi, nonostante abbiano recuperato un po’ di terreno dopo un iniziale forte calo a seguito delle elezioni.

Nel frattempo, il Ministro dell’Economia uscente Márton Nagy ha annunciato il suo ritiro non solo dal Governo, ma anche dalla politica.

Wáberer: “Nessuno dovrebbe obbedire” agli ordini di distruzione dei documenti

In un intervento sorprendente, il magnate della logistica Wáberer György (che ha apertamente sostenuto Tisza) ha invitato i funzionari pubblici a rifiutare qualsiasi ordine di distruzione di documenti.

In un’intervista post-elettorale a Telex, Wáberer ha affermato di aver ricevuto rapporti già prima del voto che suggerivano la distruzione di prove all’interno delle istituzioni statali. Ha esortato i dipendenti a resistere a tali istruzioni, promettendo un risarcimento di “centinaia di milioni di fiorini” a coloro che potrebbero subire ripercussioni per essersi rifiutati.

“Nessuno dovrebbe obbedire a questo ordine”, ha detto.

L’uomo d’affari, che ha confermato di aver votato e sostenuto finanziariamente la campagna di Tisza, ha descritto l’attuale transizione politica come ancora più significativa della caduta del comunismo nel 1989. Ha criticato aspramente il governo precedente, accusandolo di corruzione sistemica e paragonando le sue operazioni a un sistema ‘mafioso’.

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