Il Cremlino avverte che le “misure ostili” dell’Ungheria potrebbero danneggiare i legami economici con la Russia

Il portavoce di Vladimir Putin ha dichiarato che Mosca auspica che l’Ungheria prosegua la propria cooperazione economica con la Russia, avvertendo al contempo che le recenti azioni di Budapest potrebbero incidere sui rapporti bilaterali.
Il Cremlino auspica che l’Ungheria prosegua la cooperazione economica
Il Cremlino spera che «prevalga la ragione» in Ungheria e che Budapest continui la propria cooperazione economica con la Russia, ha affermato giovedì il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Le sue dichiarazioni sono giunte poche ore dopo che la Russia aveva annunciato l’espulsione di 10 diplomatici ungheresi in risposta alla decisione presa dall’Ungheria a settembre di espellere 10 diplomatici russi.
Peskov ha affermato che il governo ungherese si è finora dimostrato cauto e non ha intrapreso quelle che ha definito «misure avventate» riguardo alla cooperazione economica con la Russia. Ha aggiunto che Mosca continua pertanto a nutrire la speranza che i due Paesi possano continuare a collaborare sul piano economico. Allo stesso tempo, tuttavia, Peskov non ha escluso un deterioramento delle relazioni economiche.
«Misure ostili» da parte di Budapest potrebbero avere un impatto sulla cooperazione economica, ha affermato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale russa TASS.
La Russia risponde alle espulsioni diplomatiche
L’Ungheria ha espulso 10 diplomatici russi all’inizio di settembre. Le autorità ungheresi non hanno reso noti i nomi dei diplomatici, ma la misura è stata adottata in un contesto di preoccupazioni relative alle attività dei servizi segreti russi. Giovedì la Russia ha annunciato la propria risposta, ordinando a 10 diplomatici ungheresi di lasciare il Paese.
Questa controversia segna un’ulteriore tensione nei rapporti tra Budapest e Mosca, sebbene le dichiarazioni di Peskov suggeriscano che il Cremlino non intenda, al momento, che la disputa si ripercuota sulla cooperazione economica. Tali dichiarazioni si inseriscono inoltre nel contesto di importanti cambiamenti nella politica estera ed energetica dell’Ungheria.
La compagnia petrolifera russa è ancora coinvolta in un potenziale accordo con i Paesi della NIS
Secondo Telex, le dichiarazioni di Peskov potrebbero inoltre rivestire una certa importanza alla luce della possibilità, tuttora in essere, che la compagnia petrolifera russa Gazprom Neft possa cedere la propria partecipazione nella società petrolifera serba NIS alla società ungherese MOL. La NIS gestisce l’unica raffineria di petrolio della Serbia e il futuro della partecipazione di Gazprom Neft è stato complicato dalle sanzioni imposte alla Russia. Gazprom Neft è tuttavia rimasta disponibile a cedere la partecipazione alla MOL. L’accordo non è ancora stato concluso.
Nel frattempo, anche l’Ungheria sta esplorando possibilità di cooperazione energetica con altri partner europei. Il ministro degli Esteri ungherese Anita Orbán ha recentemente tenuto colloqui con il ministro degli Esteri lettone Baiba Braže, e i due Paesi hanno concordato di riprendere le consultazioni in materia di politica estera e di sicurezza, sospese dal 2019.
L’ambasciata russa a Budapest ha risposto con un post sarcastico sui social media dopo i colloqui, chiedendosi se l’Ungheria avesse trovato a Riga il proprio «nuovo partner strategico nel settore energetico».
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