Il Primo Ministro Péter Magyar: Controlli rigorosi alle frontiere e rimpatri dei migranti sono la via da seguire

Il primo ministro ungherese Péter Magyar ha chiesto controlli più rigorosi alle frontiere e il rapido rimpatrio dei migranti irregolari, sostenendo una proposta inasprita nel corso dei discussi colloqui tra i leader dell’UE a Bruxelles.
Il primo ministro Péter Magyar ha sostenuto misure europee più severe contro l’immigrazione irregolare, sostenendo che una rigorosa protezione delle frontiere e il rapido rimpatrio dei migranti privi di permesso di soggiorno legale sono diventati l’approccio preferito nella maggior parte degli Stati membri dell’UE.
In un post sui social media pubblicato venerdì, durante l’ultima giornata del vertice del Consiglio europeo a Bruxelles, Magyar ha descritto le discussioni tra i leader dell’UE come «accese ed emotive», secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ungherese MTI.
Il primo ministro ha affermato che una protezione delle frontiere rigorosa, decisa ed efficace è diventata l’approccio preferito dalla maggior parte dei paesi europei, sebbene alcuni Stati membri continuino a opporsi a misure più severe.
L’Ungheria sostiene la proposta rigorosa avanzata da Polonia, Italia e Danimarca
«A nome dell’Ungheria, sostengo la proposta più rigorosa avanzata da Polonia, Italia e Danimarca», ha scritto Magyar, aggiungendo che tali paesi stanno collaborando per convincere gli Stati membri ancora riluttanti.
Le sue dichiarazioni sono giunte mentre i leader dell’UE discutevano su come rafforzare le frontiere esterne dell’Unione, contrastare il traffico di esseri umani e rendere più efficaci le procedure di rimpatrio dei migranti irregolari.
La migrazione rimane una delle questioni più controverse all’interno dell’Unione europea, in particolare quando si tratta di trovare un equilibrio tra la sicurezza delle frontiere, le procedure di asilo e le responsabilità dei singoli Stati membri.
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Diversi governi europei hanno chiesto politiche migratorie più rigorose, tra cui controlli alle frontiere più severi e rimpatri più efficaci. Tuttavia, permangono divergenze su come tali misure debbano essere attuate in tutto il blocco.
Le dichiarazioni di Magyar hanno sottolineato il sostegno dell’Ungheria a un approccio comune più rigoroso, sebbene nella sua dichiarazione non siano stati specificati i dettagli della proposta polacco-italiano-danese né le posizioni dei paesi contrari.
L’Ungheria chiede il sostegno dell’UE per la protezione delle frontiere
Le ultime dichiarazioni di Magyar fanno seguito all’annuncio, all’inizio di questa settimana, secondo cui il suo governo avrebbe richiesto ulteriori finanziamenti dall’UE per potenziare la barriera di confine ungherese e le misure di protezione delle frontiere.
Intervenendo mercoledì a Bruxelles, il primo ministro ha affermato che il suo governo si adopererà per ottenere finanziamenti specifici nel corso dei negoziati sul prossimo bilancio settennale dell’UE.
Il confine meridionale dell’Ungheria riveste da tempo un ruolo centrale nella politica migratoria del Paese. Il governo Tisza si è impegnato a mantenere rigorosi controlli alle frontiere, perseguendo al contempo una più stretta cooperazione con le istituzioni europee.
Magyar ha inoltre criticato la decisione dell’ex governo Orbán di rilasciare dalle carceri ungheresi i trafficanti di esseri umani condannati, affermando che la sua amministrazione adotterà un approccio diverso.
Nel frattempo, il dibattito sull’immigrazione è proseguito fino a tarda serata di venerdì, con i leader dell’UE ancora impegnati a discutere la questione a nove ore dall’inizio della seconda giornata del vertice. Magyar si è descritto come «un po’ stanco, ma determinato», affermando di rappresentare gli interessi dell’Ungheria mentre i colloqui proseguivano.
Ha sottolineato che i negoziati riguardavano una questione importante per l’Ungheria e per l’Unione europea nel suo complesso.
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