La Corte costituzionale ungherese in crisi: sette giudici si ritirano dal caso del presidente

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Sembra essersi scatenata una grave crisi istituzionale all’interno della Corte costituzionale ungherese dopo che, secondo quanto riferito, sette giudici si sono ritirati da un caso avviato dal presidente Tamás Sulyok, costringendo la Corte a rimuovere la questione dal proprio ordine del giorno.

Secondo quanto riportato da HVG, il presidente della Corte costituzionale Péter Polt aveva fissato per lunedì un’udienza straordinaria per esaminare la richiesta di interpretazione costituzionale presentata da Sulyok. Tuttavia, a seguito del ritiro di sette dei quindici giudici della Corte, l’udienza non potrà più svolgersi come previsto.

Ai sensi della legislazione ungherese, l’assemblea plenaria della Corte costituzionale richiede la partecipazione di almeno due terzi dei propri membri per deliberare, il che significa che devono essere presenti almeno 10 giudici. Dopo che venerdì sono emerse le notizie relative alle ricusazioni, la Corte costituzionale ha confermato che il caso era stato rimosso dall’ordine del giorno.

La controversia verte su possibili emendamenti costituzionali

La controversia trae origine da una petizione presentata dal presidente Sulyok l’11 giugno riguardante potenziali future modifiche costituzionali che potrebbero essere utilizzate per destituire i titolari di cariche pubbliche. Il presidente ha sostenuto che fosse necessario un chiarimento costituzionale in merito alle modifiche volte a risolvere specifiche situazioni individuali piuttosto che a introdurre norme di applicazione generale.

La questione ha assunto rilevanza politica dopo che il primo ministro Péter Magyar ha indicato che la maggioranza parlamentare al governo potrebbe ricorrere a modifiche costituzionali per destituire Sulyok dalla carica qualora questi si rifiutasse di dimettersi volontariamente. Magyar ha ripetutamente criticato il presidente, descrivendolo come un alleato politico del precedente governo del Fidesz.

Péter Magyar and Sulyok Tamás
Péter Magyar e Tamás Sulyok. Foto: Facebook/Dr. Sulyok Tamás

Notizie di tensioni senza precedenti all’interno della Corte

Secondo Telex, il caso ha generato notevoli disaccordi interni alla Corte costituzionale. La testata ha riferito che diversi giudici hanno ritenuto problematica la richiesta del presidente, poiché essa chiedeva un parere su un ipotetico scenario futuro piuttosto che sulla legittimità di un emendamento costituzionale già adottato.

Gli esperti giuridici citati dalla testata hanno sostenuto che alla Corte costituzionale verrebbe di fatto chiesto di pronunciarsi in anticipo su un conflitto politico che non si è ancora concretizzato. Fonti informate sulla questione hanno riferito alla testata che alcuni giudici consideravano il proprio ritiro come un «freno di emergenza istituzionale» volto a impedire che la Corte venisse coinvolta in future controversie politiche.

Le ricusazioni segnalate hanno inoltre sollevato preoccupazioni riguardo a potenziali conflitti di interesse, poiché eventuali futuri emendamenti costituzionali potrebbero, in teoria, influire sui mandati degli stessi giudici in carica della Corte costituzionale.

Udienza straordinaria annullata

Secondo alcune fonti, un parere a sostegno della richiesta di Sulyok era già stato preparato in vista dell’udienza prevista per lunedì. Tuttavia, a seguito dell’ondata di ricusazioni, Péter Polt avrebbe annullato la seduta straordinaria. Il calendario aggiornato della Corte costituzionale non prevede più la discussione della richiesta del presidente.

La prossima seduta plenaria della Corte è prevista per il 23 giugno, ma la richiesta di Sulyok non figura tra i punti all’ordine del giorno.

La reazione dell’ufficio presidenziale

In risposta a questi sviluppi, il Palazzo Sándor ha dichiarato che il presidente Sulyok ha preso atto della decisione dei giudici della Corte costituzionale.

«Il Presidente della Repubblica ha preso atto della decisione dei giudici della Corte costituzionale», ha dichiarato l’ufficio presidenziale a HVG.

La dichiarazione ha aggiunto che tutte le informazioni sostanziali relative ai procedimenti legali in questione erano già state rese note al pubblico.

Péter Magyar reagisce

Il primo ministro ungherese Péter Magyar ha scritto quanto segue sulla sua pagina Facebook: «Il tentativo di colpo di Stato costituzionale di Tamás Sulyok è fallito. Anche i giudici costituzionali hanno dichiarato che è finita. Tamás Sulyok e Péter Polt devono andarsene».

Péter Magyar ha ricordato che giovedì scorso eminenti giuristi e professori universitari hanno affermato in una lettera aperta che i funzionari pubblici che hanno contribuito a sostenere il regime di Orbán hanno perso la credibilità necessaria per ripristinare lo Stato di diritto democratico e devono pertanto dimettersi.

«Il Presidente della Repubblica ha tentato di mettere in atto un colpo di Stato costituzionale e ha presentato un ricorso alla Corte costituzionale con l’obiettivo di salvare la propria carica e il proprio stipendio mensile di 6 milioni di fiorini. I membri della Corte costituzionale hanno respinto il «tentativo di colpo di Stato costituzionale» di Tamás Sulyok e hanno inviato un messaggio chiaro al Presidente della Repubblica», ha dichiarato il Primo Ministro.

Péter Magyar ha sottolineato: «Nulla di simile è accaduto dal 1990. È assolutamente senza precedenti che una maggioranza significativa del popolo ungherese, l’ex presidente della Corte Suprema, decine di illustri giuristi e ora persino i giudici costituzionali chiedano all’unanimità le dimissioni del presidente», ha affermato.

«Anche Tamás Sulyok deve fare i conti con la realtà che tutti noi già conosciamo. La carica di Presidente della Repubblica e il potere che essa comporta non appartengono a lui, ma alla nazione ungherese. È giunto il momento di restituire il potere al popolo. Ora che il tentativo di colpo di Stato costituzionale da parte del Presidente della Repubblica e del Presidente della Corte costituzionale è fallito, essi non hanno altra scelta che dimettersi. È finita», ha dichiarato Magyar.

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