La Russia minaccia di interrompere le forniture di petrolio e gas all’Ungheria dopo che Budapest ha definito Mosca una minaccia alla sicurezza

Un membro della Duma di Stato russa ha avvertito che Mosca potrebbe sospendere le forniture di petrolio e gas all’Ungheria dopo che il nuovo governo del Paese ha formalmente definito la Russia una minaccia alla sicurezza. L’avvertimento giunge mentre l’amministrazione del primo ministro Péter Magyar sta perseguendo un importante cambiamento di rotta in politica estera, allontanandosi dalle strette relazioni tra Budapest e Mosca mantenute sotto l’ex primo ministro Viktor Orbán.

La Russia minaccia le forniture energetiche dell’Ungheria

Andrey Kolesnik, membro della Commissione per la Difesa della Duma di Stato russa e esponente del partito «Russia Unita» del presidente Vladimir Putin, ha affermato che le forniture energetiche russe all’Ungheria potrebbero ora essere messe in discussione. In un’intervista al quotidiano russo Gazeta.ru, Kolesnik ha suggerito che Mosca potrebbe interrompere le forniture di petrolio e gas all’Ungheria a seguito della decisione di Budapest di classificare la Russia come una minaccia.

«Ritengo che, a seguito di tali dichiarazioni, le forniture di petrolio all’Ungheria e le forniture energetiche dalla Russia all’Ungheria siano ora in discussione», ha affermato.

Kolesnik ha inoltre affermato che l’Ungheria avrebbe adottato questa nuova posizione sotto la pressione di Bruxelles, sostenendo che il Paese potrebbe, in ultima analisi, essere il primo ad abbandonare le importazioni energetiche dalla Russia, allineandosi sempre più alla politica dell’UE nei confronti di Mosca. Le sue osservazioni non costituiscono un annuncio ufficiale da parte del governo russo in merito all’interruzione delle forniture.

Russia's Rosatom
Foto: depositphotos.com

L’Ungheria definisce formalmente la Russia una minaccia alla sicurezza

L’avvertimento fa seguito alla pubblicazione di un documento che illustra la posizione dell’Ungheria in vista dell’81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nel documento, il nuovo governo ungherese condanna l’aggressione militare della Russia ed esprime pieno sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina. Allo stesso tempo, Budapest invita ad avviare negoziati volti a raggiungere una pace duratura e garanzie di sicurezza.

Fondamentalmente, il documento afferma che il comportamento della Russia rappresenta una minaccia per l’Ungheria, l’Europa e l’ordine mondiale, oltre a costituire una minaccia per la minoranza ungherese residente in Transcarpazia. La dichiarazione rappresenta un significativo allontanamento dall’approccio di politica estera del precedente governo.

Importante svolta nella politica estera sotto Péter Magyar

Il Partito Tisza di Péter Magyar ha sconfitto il governo del Fidesz di Viktor Orbán nelle elezioni parlamentari di aprile. Da quando è entrato in carica, Magyar si è impegnato a rafforzare i legami dell’Ungheria con l’Unione Europea e la NATO, allontanandosi al contempo dallo stretto rapporto con il Cremlino che ha caratterizzato gran parte dell’era Orbán.

Sotto Orbán, l’Ungheria si era ripetutamente opposta o aveva bloccato le dichiarazioni e le sanzioni dell’UE rivolte alla Russia. L’ex primo ministro aveva inoltre sostenuto che Mosca non rappresentasse una minaccia diretta per l’Ungheria, sottolineando la forza militare della NATO e l’appartenenza dell’Ungheria all’alleanza.

I servizi di intelligence russi avevano precedentemente criticato Magyar in un’insolita dichiarazione scritta, descrivendolo come uno strumento dell’UE e facendo eco alle narrazioni promosse dal Fidesz. Dal cambio di governo a Budapest, tuttavia, il Ministero degli Esteri russo ha affermato di rimanere disposto a mantenere relazioni pragmatiche con la nuova leadership ungherese.

L’Ungheria continua a dipendere fortemente dall’energia russa

Questo avvertimento è particolarmente significativo poiché l’Ungheria è uno degli Stati membri dell’UE più dipendenti dall’energia russa. Budapest continua a importare quantità considerevoli di petrolio greggio e gas naturale russi attraverso infrastrutture di oleodotti risalenti all’era sovietica. Insieme alla Slovacchia, l’Ungheria ha ottenuto una deroga alle restrizioni dell’UE e degli Stati Uniti sulle importazioni di petrolio russo tramite oleodotti, introdotte dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022. Qualsiasi grave interruzione di tali forniture potrebbe quindi avere conseguenze significative per la sicurezza energetica dell’Ungheria.

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