L’ex ministro del Fidesz rilascia un’intervista prima di essere arrestato per un caso di corruzione da 34 milioni di euro

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L’ex ministro dello Sviluppo nazionale ungherese Miklós Seszták è stato arrestato dopo che lunedì il Parlamento ha sospeso la sua immunità; i pubblici ministeri accusano infatti il politico del Fidesz-KDNP di aver accettato tangenti per miliardi di HUF durante il suo mandato al governo.

Secondo i dettagli presentati alla Commissione per l’immunità del Parlamento, il presunto sistema di corruzione avrebbe comportato pagamenti illeciti per un importo di 12,6 miliardi di HUF (34,24 milioni di euro) relativi a appalti statali nel settore dei trasporti, all’acquisto di autobus e a progetti edilizi. Il deputato del Fidesz nega di aver commesso alcun reato e ha contestato i fondamenti dell’indagine.

Accuse relative ai contratti con Volánbusz

Seszták ha ricoperto la carica di ministro dello Sviluppo nazionale del partito Fidesz tra giugno 2014 e maggio 2018. Le sue responsabilità comprendevano la supervisione del patrimonio statale, degli appalti pubblici e della Società nazionale ungherese di gestione del patrimonio (Magyar Nemzeti Vagyonkezelő, MNV), nonché lo sviluppo dei trasporti.

L’accusa più grave riguarda le società titolari di appalti con Volánbusz, l’operatore di autobus di proprietà statale. Secondo l’esposizione dei fatti presentata dalla Procura al Parlamento, Seszták e l’allora direttore dell’MNV, Norbert Szivek, avrebbero ricevuto 7,076 miliardi di HUF (quasi 19,25 milioni di euro) in tangenti tra il maggio 2015 e il luglio 2018.

L’accusa è che tre società abbiano inizialmente versato 115 milioni di HUF (quasi 313.000 euro) al mese a un gruppo di interesse intermediario per mantenere i propri contratti con Volánbusz. L’importo è stato successivamente aumentato a 130 milioni di HUF (circa 353.500 euro), con i pagamenti che sarebbero stati dirottati a Seszták e Szivek tramite corrieri, scrive 444.hu.

Una seconda parte del caso riguarda l’appalto per l’acquisto di autobus. I pubblici ministeri sostengono che tra il 2015 e il 2017 siano stati acquistati 645 autobus nuovi e usati attraverso 14 transazioni, con i fornitori che avrebbero versato ulteriori 3,7066 miliardi di HUF (circa 10,1 milioni di euro) a titolo di benefici illeciti.

Presunti pagamenti aggiuntivi

Il caso comprende anche presunti pagamenti connessi a progetti edilizi. Secondo la relazione presentata in Parlamento, una persona avrebbe versato a Seszták oltre 1,05 miliardi di HUF (2,85 milioni di euro) tramite intermediari in relazione a progetti collegati a una società citata nell’indagine. Si presume inoltre che siano stati versati altri 270 milioni di HUF (734.000 EUR) in relazione a progetti, in particolare alla costruzione di piscine.

I pubblici ministeri sostengono che l’ex ministro del Fidesz abbia sfruttato la propria carica ufficiale per garantire che le società collegate alle persone coinvolte ottenessero ripetutamente appalti e che i prezzi finali dei contratti fossero fissati a loro vantaggio. Le accuse sono contenute in un atto dell’accusa di 11 pagine composto da 51 paragrafi.

Seszták respinge le accuse

Seszták ha ripetutamente negato qualsiasi illecito. Prima di recarsi di propria iniziativa lunedì presso la Procura centrale per le indagini, l’ex ministro del Fidesz ha dichiarato di voler rendere testimonianza e ha ribadito di non aver commesso alcun reato. Successivamente è stato posto in stato di fermo, secondo quanto riferito dal suo avvocato.

In un’intervista rilasciata a 24.hu prima del suo arresto, Seszták ha affermato di non riuscire a spiegarsi le accuse e ha dichiarato di sospettare che i pubblici ministeri avessero raggiunto un accordo di patteggiamento con qualcun altro coinvolto, senza tuttavia fare nomi, pur aggiungendo che non è difficile indovinare chi sia la persona che era a conoscenza di tutto.

Non era a conoscenza dell’esistenza di un’indagine in corso fino alla settimana scorsa, principalmente perché non aveva parlato con i leader del Fidesz, l’ex primo ministro Viktor Orbán e il vice primo ministro Zsolt Semjén, dato che si trattava di un procedimento penale. Seszták ha inoltre affermato che non avrebbe rinunciato volontariamente al proprio mandato parlamentare, sostenendo che non vi fosse alcun motivo per farlo, pur insistendo sul fatto di avere diritto alla presunzione di innocenza.

Inoltre, l’ex ministro del Fidesz ha sottolineato di ritenere che il clima generale nel Paese sia talmente instabile da poter immaginare che possa accadere praticamente qualsiasi cosa nel corso del processo volto ad assicurare alla giustizia i membri dell’ex governo. Seszták ha inoltre affermato di essere certo che i presupposti per il suo arresto non sussistano.

Immunità sospesa all’unanimità

Lunedì il Parlamento ha sospeso l’immunità di Seszták con 139 voti a favore e nessuno contrario, aprendo la strada all’avvio di un procedimento a suo carico da parte della Procura. Poco dopo, l’ex ministro si è recato volontariamente presso la Procura, dove è stato posto in stato di fermo. Il caso passa ora dalla fase parlamentare a quella dell’indagine penale, con le accuse e la difesa di Seszták che saranno esaminate dalle autorità ungheresi e, in ultima istanza, dai tribunali.

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