L’Ucraina approva una legge fondamentale sui diritti della minoranza ungherese, aprendo la strada a ulteriori progressi nel processo di adesione all’UE

Il Parlamento ucraino ha approvato una legge che tutela i diritti all’istruzione delle minoranze nazionali, compresa l’istruzione in lingua ungherese. La decisione rimuove un ostacolo di rilievo al proseguimento dei negoziati di adesione all’UE di Kiev, sebbene l’Ungheria affermi che monitorerà attentamente le modalità di attuazione delle nuove norme.
Il Parlamento ucraino ha approvato un disegno di legge sui diritti all’istruzione delle minoranze nazionali, aprendo la strada a ulteriori progressi nei negoziati di adesione del Paese all’Unione Europea.
La normativa garantisce l’istruzione in lingua ungherese e assicura certezza giuridica alle scuole delle minoranze, rispondendo così a una richiesta fondamentale del governo ungherese riguardante la comunità etnica ungherese della Transcarpazia, nell’Ucraina occidentale.
I media ucraini hanno riportato la notizia lunedì 12 ottobre. Il disegno di legge sarà ora trasmesso al presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy per la firma.
Il ministro degli Esteri ungherese Anita Orbán aveva dichiarato in precedenza lunedì che Budapest si aspettava che il parlamento ucraino approvasse la legge, aggiungendo che il governo era «in attesa di notizie da Kiev».
A seguito della votazione, l’attenzione si concentrerà sull’attuazione della legge e sulle prossime fasi del processo di adesione dell’Ucraina all’UE.
L’Ungheria monitorerà l’attuazione della legge
Orbán ha accolto con favore i progressi compiuti nei negoziati, ma ha sottolineato che l’approvazione della legge non sarebbe stata sufficiente.
«L’attuazione sarà l’aspetto fondamentale in questa fase successiva; la monitoreremo», ha affermato il ministro degli Esteri alla vigilia di una riunione dei ministri degli Esteri dell’UE a Lussemburgo.
Il governo ungherese ha già avviato la costituzione di un sottogruppo dedicato all’istruzione nell’ambito di un comitato intergovernativo bilaterale. Si prevede che i rappresentanti delle organizzazioni della minoranza ungherese in Transcarpazia partecipino al monitoraggio volto a verificare se le garanzie promesse vengano rispettate nella pratica.
Orbán ha inoltre sottolineato che l’Ungheria dispone di strumenti sia bilaterali che internazionali per garantire il rispetto delle condizioni concordate.
La normativa fa parte di un accordo più ampio raggiunto tra i governi ungherese e ucraino nel giugno 2026 in merito alla tutela dei diritti degli ungheresi etnici in Ucraina. La questione ha rivestito un ruolo centrale nella controversia relativa ai negoziati di adesione all’UE di Kiev.
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L’Ucraina potrebbe sbloccare altri due capitoli negoziali con l’UE?
L’approvazione della legge apre la strada affinché l’Ungheria possa procedere con le prossime fasi procedurali volte all’apertura di due ulteriori gruppi di capitoli negoziali per l’adesione all’UE.
Orbán ha affermato che Budapest ha approvato le lettere necessarie per preparare il terreno a una conferenza intergovernativa tra l’Ucraina e gli Stati membri dell’UE.
Tuttavia, l’invio di tali lettere non comporta di per sé l’apertura dei gruppi di negoziati. Sono necessarie ulteriori decisioni e le fasi chiave del processo di adesione dipendono dal sostegno unanime di tutti gli Stati membri dell’UE.
I negoziati di adesione dell’Ucraina hanno incontrato ripetuti ostacoli negli ultimi anni. Il precedente governo ungherese aveva inizialmente sostenuto l’avvio dei negoziati dopo l’invasione su vasta scala da parte della Russia nel 2022, e l’Ucraina ha ottenuto lo status di paese candidato nel 2023. L’UE ha avviato formalmente i negoziati di adesione nel 2024.
Successivamente, l’Ungheria ha bloccato l’apertura del primo capitolo negoziale, nonostante la Commissione europea avesse valutato l’Ucraina pronta a procedere.
Tale capitolo è stato infine aperto nel giugno 2026, a seguito dell’accordo sui diritti delle minoranze raggiunto tra il nuovo governo ungherese, guidato dal primo ministro Péter Magyar, e Kiev. Nel processo di adesione è stata inoltre inserita una tappa fondamentale legata all’attuazione dell’accordo.
I negoziati sul secondo capitolo sono iniziati a luglio, ma l’Ungheria ha bloccato ulteriori progressi a settembre a causa delle preoccupazioni relative all’attuazione dell’accordo sui diritti delle minoranze.
La scorsa settimana, il Financial Times ha riferito che Budapest potrebbe autorizzare la fase procedurale relativa all’invio di lettere riguardanti due ulteriori gruppi tematici. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha successivamente ringraziato l’Ungheria per aver dato un’autorizzazione preliminare al processo.
Cosa accadrà ora?
Il prossimo passo potrebbe essere una conferenza intergovernativa in cui gli Stati membri dell’UE e l’Ucraina portino avanti formalmente i negoziati di adesione. Secondo un articolo pubblicato da «EUrologus» di HVG, l’incontro potrebbe tenersi già martedì, a seguito dell’approvazione della legge sull’istruzione.
L’apertura di ulteriori capitoli negoziali rappresenterebbe un progresso per le ambizioni dell’Ucraina di aderire all’UE, ma non significherebbe che l’adesione sia imminente. I paesi candidati devono allineare la propria legislazione al diritto dell’UE in numerosi settori politici e ogni fase importante del processo richiede l’accordo di tutti gli Stati membri.

