L’Ungheria potrebbe perdere miliardi di euro in risarcimenti se il progetto Paks II venisse annullato, avverte un esperto

Secondo un esperto ungherese di energia nucleare, l’Ungheria potrebbe trovarsi a dover far fronte a richieste di risarcimento per diversi miliardi di euro qualora rescindesse il contratto con la russa Rosatom per la costruzione della centrale nucleare di Paks II. L’avvertimento giunge mentre il governo sta valutando il futuro del progetto, con una decisione attesa entro la fine dell’anno.
Il governo potrebbe porre fine alla collaborazione con Rosatom?
Zsolt Hárfás ha dichiarato a InfoRádió che l’annullamento di un progetto nucleare simile, sostenuto dalla Russia, in Finlandia potrebbe offrire importanti insegnamenti all’Ungheria. Il progetto di ampliamento Paks II, del valore di oltre 10 miliardi di euro, prevede l’aggiunta di due nuove unità reattori alla centrale nucleare ungherese esistente.
Hárfás ha affermato che le richieste di risarcimento potrebbero riguardare i lavori di progettazione e preparazione, i pagamenti già effettuati, i lavori completati, le attrezzature consegnate o ancora in fase di produzione, nonché i potenziali mancati profitti. Le conseguenze finanziarie definitive dipenderanno dai termini di un’eventuale risoluzione del contratto e dall’esito dei successivi procedimenti legali.
Il progetto finlandese funge da monito
Nel maggio 2022, la società finlandese Fennovoima ha risolto il contratto con Rosatom per la costruzione di un reattore VVER-1200 di progettazione russa. Il progetto aveva già incontrato difficoltà politiche, con un ministro del governo finlandese che, all’inizio di quell’anno, aveva segnalato che non sosteneva la concessione della licenza di costruzione.
Secondo Rosatom, la Camera di Commercio Internazionale ha stabilito che la risoluzione del contratto fosse illegittima. L’azienda russa ha dichiarato di voler presentare ulteriori prove a sostegno della propria richiesta di risarcimento.
Il progetto finlandese annullato avrebbe fornito circa 9,5 terawattora di elettricità all’anno, ha osservato Hárfás. La sua interruzione ha quindi comportato potenziali conseguenze che vanno oltre la controversia finanziaria, tra cui la perdita della capacità di generazione prevista.
L’esperto ritiene che l’Ungheria debba tenere conto di questa esperienza prima di prendere una decisione su Paks II. Il primo ministro Péter Magyar ha indicato che la risoluzione dell’accordo con Rosatom rientra tra le possibilità prese in considerazione.
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È in gioco anche la sicurezza energetica
Hárfás ha sostenuto che l’annullamento del progetto Paks II potrebbe avere ripercussioni a lungo termine sull’approvvigionamento elettrico dell’Ungheria, oltre a esporre il Paese a ingenti richieste di risarcimento.
Attualmente l’Ungheria dipende dalle importazioni di energia elettrica per una parte significativa dell’anno, comprese le forniture provenienti dall’Austria. Secondo l’esperto, la messa in funzione dei due nuovi reattori potrebbe ridurre tale dipendenza e consentire potenzialmente all’Ungheria di esportare una maggiore quantità di energia elettrica verso i paesi confinanti.
Il progetto ha incontrato opposizione sia a livello politico che tecnico, sia in Ungheria che all’estero. L’Austria, in particolare, si è opposta con coerenza all’espansione. Tuttavia, il dibattito riflette anche questioni più ampie relative al ruolo della tecnologia nucleare russa in Europa e al futuro orientamento della politica energetica del continente.
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Cosa ne sarà del progetto Paks II?
La decisione del governo ungherese, prevista entro la fine del 2026, determinerà se il progetto proseguirà secondo gli accordi esistenti o se subirà un cambiamento di rotta significativo.
Sebbene Hárfás sostenga con forza il completamento di Paks II, l’entità di un’eventuale richiesta di risarcimento rimane incerta. Il caso finlandese costituisce un monito, piuttosto che una prova del fatto che l’Ungheria andrebbe incontro allo stesso esito giuridico. Qualsiasi responsabilità finanziaria dipenderebbe, in ultima analisi, dal contratto, dalle circostanze della risoluzione e dalle relative decisioni giudiziarie.
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