L’Ungheria presenta un imponente piano abitativo da 3 miliardi di euro, mentre il nuovo governo punta a rivedere i controversi megaprogetti

Il programma «Wekerle Sándor» potrebbe garantire alloggi in affitto a prezzi accessibili e alloggi per studenti, mentre il governo si appresta inoltre a riesaminare l’accordo relativo all’autostrada M6 e diversi investimenti controversi
L’Ungheria potrebbe varare entro la fine dell’anno un programma di edilizia residenziale in affitto del valore di diversi miliardi di euro; il Programma di costruzione di alloggi «Wekerle Sándor» potrebbe raggiungere un valore massimo di 3 miliardi di euro, finanziato in parte con fondi dell’UE, come ha dichiarato venerdì il ministro dei Trasporti e degli Investimenti Dávid Vitézy durante la conferenza stampa del governo.
Il governo non ha ancora approvato il quadro dettagliato del programma. Per il momento sta elaborando un elenco delle attività e delle modifiche legislative necessarie per l’attuazione del programma.
Vitézy ha affermato che il mercato immobiliare ungherese ha subito un significativo rallentamento e ha sostenuto che il governo debba stimolare la costruzione di nuovi alloggi. Il programma previsto si concentrerebbe su alloggi in affitto a prezzi accessibili e su ulteriori alloggi per studenti, con interventi mirati principalmente alle aree urbane dismesse e sottoutilizzate, dotate di buoni collegamenti con i mezzi pubblici.

L’ex sede dell’Università di Fudan potrebbe diventare un complesso residenziale
Una delle ubicazioni prese in considerazione è l’area di Budapest originariamente destinata al campus dell’Università di Fudan. Secondo Vitézy, il governo intende dare priorità alle aree dismesse e alle zone urbane sottoutilizzate a Budapest e in altre grandi città ungheresi. La scelta di ubicazioni già dotate di collegamenti con i mezzi pubblici consentirebbe di realizzare nuovi alloggi senza dover creare infrastrutture di trasporto interamente nuove.
Il ministro ha affermato che l’elaborazione dettagliata del programma Wekerle Sándor potrebbe prendere il via entro la fine di dicembre, con un valore complessivo del programma che potrebbe raggiungere i 3 miliardi di euro.
Vitézy ha inoltre criticato la politica abitativa dei governi precedenti, sostenendo che l’accento fosse stato posto sull’aiutare le persone ad acquistare la propria casa piuttosto che sullo sviluppo di un settore degli alloggi in affitto di dimensioni significative. Ha affermato che ciò abbia contribuito a creare difficoltà in termini di mobilità sociale, poiché le persone potrebbero rimanere vincolate al luogo in cui possiedono un immobile.
Il governo indirà una nuova gara d’appalto per il controverso progetto dell’autostrada M6
Il governo intende inoltre indire una nuova gara d’appalto per un importante progetto relativo all’autostrada M6, dopo che Vitézy ha sollevato dubbi in merito al prezzo e alla legittimità di una precedente decisione. Il ministro ha dichiarato che un tratto della M6 tra Dunaújváros ed Érd era stato aggiudicato alla MKIF, una società di concessione autostradale legata agli imprenditori Lőrinc Mészáros e László Szíjj.
Secondo Vitézy, gli offerenti concorrenti erano disposti a realizzare i lavori per circa 50 miliardi di HUF, mentre la MKIF aveva presentato un’offerta di 149 miliardi di HUF per gli stessi lavori e servizi. Il ministro ha definito tale cifra un sovrapprezzo pari al triplo del valore di mercato e ha dichiarato che il governo procederà ora a un nuovo bando di gara per il progetto, in cui verrà selezionata l’offerta più economica.
Vitézy ha inoltre affermato che l’ordine originario era illegittimo poiché, a suo avviso, la decisione avrebbe dovuto essere presa dall’allora ministro dell’Economia Márton Nagy anziché dall’ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti János Lázár.
Il ministero presenterà una denuncia penale in relazione al caso della M6, ha dichiarato Vitézy. Egli ha inoltre sostenuto che l’intero sistema delle concessioni autostradali debba essere rivisto. Il ministro ha inoltre criticato i costi aggiuntivi corrisposti alla società concessionaria, che, secondo lui, erano stati richiesti a giustificazione della guerra in Ucraina.

Norme ambientali più severe per gli stabilimenti di produzione di batterie
Il governo sta inoltre preparando modifiche che interesseranno gli stabilimenti di produzione di batterie operanti in regime di investimento speciale. Secondo Vitézy, il governo riesaminerà quali impianti di produzione di batterie abbiano ottenuto lo status prioritario e modificherà i decreti pertinenti.
Qualora uno stabilimento violi le normative ambientali o di tutela della natura, il suo status speciale potrebbe essere sospeso per almeno sei mesi. Se la violazione non viene sanata, la sospensione potrebbe protrarsi più a lungo. Vitézy ha sottolineato che l’obiettivo non è quello di impedire il funzionamento degli stabilimenti di produzione di batterie, ma di garantire che le aziende rispettino le normative ambientali ungheresi.

Diversi progetti controversi perdono lo status di priorità
Il governo ha inoltre deciso di revocare lo status di priorità economica nazionale a una serie di progetti che negli ultimi anni hanno suscitato polemiche. Tra questi figurano:
- un progetto di riqualificazione di un’area dismessa sul sito dell’ex fabbrica di mattoni a Törökbálint;
- la riqualificazione dell’ex sito industriale Lang nel XIII distretto di Budapest;
- il complesso Club Aliga a Balatonvilágos;
- il progetto del Tihany Castle Hotel and Training Centre;
- il progetto «Fiatalokért Központ» a Sukoró;
- il Centro Nazionale di Competizioni di Tennis sull’Isola Margherita;
- un progetto di sviluppo immobiliare logistico ed economico generale a Soroksár e Gyál;
- il progetto del Campus Pázmány; e
- il progetto del Centro nazionale delle arti circensi nei pressi della stazione ferroviaria di Nyugati.
La revoca dello status di priorità comporta che tali progetti non beneficeranno più del quadro normativo speciale loro precedentemente concesso.
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Istituiti nuovi organismi nazionali per i trasporti
Un altro importante cambiamento riguarda il sistema di trasporto pubblico ungherese. All’inizio di agosto sono stati istituiti l’Organizzatore Nazionale dei Trasporti e la società Train Fleet, a seguito dell’adozione di una legge da parte del parlamento a maggioranza Tisza.
L’Organizzatore Nazionale dei Trasporti è destinato a svolgere funzioni simili a quelle della BKK di Budapest, ma a livello nazionale. La società Train Fleet, dal canto suo, potrebbe svolgere un ruolo chiave negli acquisti di materiale rotabile previsti.
In particolare, la nuova struttura dovrebbe agevolare l’appalto previsto per i nuovi treni suburbani HÉV e i treni InterCity, per i quali il governo intende avvalersi di circa 1,8 miliardi di euro di finanziamenti dell’UE.
Tali annunci rientrano in una più ampia revisione delle politiche ungheresi in materia di investimenti, edilizia abitativa e trasporti sotto il nuovo governo, con diversi progetti su larga scala ereditati dalla precedente amministrazione attualmente in fase di revisione o riconsiderazione.
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