L’Ungheria svela il piano per rilanciare la crescita economica e prepararsi all’adozione dell’euro entro il 2030

Il governo ungherese ha presentato un piano economico e di bilancio quadriennale volto ad accelerare la crescita, a ridurre il disavanzo di bilancio e a preparare il Paese all’adesione all’eurozona entro il 2030. Il Ministero delle Finanze prevede che la crescita economica registri una graduale ripresa, raggiungendo il 3,1% entro la fine del decennio, promettendo al contempo di contenere la spesa pubblica superflua.
Il governo punta alla riduzione del disavanzo e alla preparazione all’adesione all’eurozona
Mercoledì mattina il Ministero delle Finanze ha pubblicato il proprio programma economico e di bilancio a medio termine, illustrando i piani del governo per il periodo 2027–2030.
Secondo il documento, il governo si impegna a perseguire una politica fiscale responsabile e sostenibile. Il suo primo obiettivo principale è portare il disavanzo di bilancio al di sotto del 5% del PIL nel 2027, per poi creare le condizioni necessarie affinché l’Ungheria possa aderire all’eurozona entro il 2030.
Il governo afferma che la riduzione del disavanzo è essenziale per ripristinare la stabilità e intende raggiungerla principalmente tagliando le spese operative superflue e troppo onerose in tutto il settore pubblico.
Prevede inoltre di sostituire i sussidi alle imprese ritenuti inefficienti con programmi mirati finanziati dai fondi dell’UE. Il governo si aspetta che questo approccio generi risparmi di bilancio, riducendo al contempo gli incentivi alla ricerca di rendite e sostenendo un nuovo modello di crescita basato sulla produttività.
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Si prevede un’accelerazione della crescita economica entro il 2030
Il programma corrisponde sostanzialmente alle cifre presentate la scorsa settimana dal ministro delle Finanze András Kármán nel corso di una conferenza stampa congiunta con il primo ministro Péter Magyar.
Il governo prevede che il PIL dell’Ungheria crescerà dell’1,7% nel 2026, per poi accelerare negli anni successivi, raggiungendo il 3,1% nel 2030.
Si prevede che l’inflazione aumenti dall’1,7% previsto per quest’anno al 3% nel 2027, per poi ridursi al 2,5% in ciascuno dei tre anni successivi.

Le proiezioni del ministero sono leggermente più caute rispetto al consenso di mercato e leggermente inferiori alle precedenti previsioni di crescita della Banca nazionale ungherese.
Nel proprio rapporto sull’inflazione di settembre, pubblicato prima della presentazione dei piani di bilancio, la banca centrale aveva previsto una crescita del PIL del 2,9% nel 2027 e del 2,8% nel 2028. Aveva inoltre previsto un’inflazione del 3,1% nel 2027 e del 2,6% nel 2028.
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Perché l’Ungheria ha bisogno di un nuovo modello di crescita
Secondo Telex, il governo sostiene che il modello economico che ha alimentato la rapida crescita dell’Ungheria negli anni 2010 abbia ormai esaurito la propria spinta propulsiva.
La crescita in quel decennio si è basata in larga misura sull’inserimento di una maggiore quantità di manodopera e di capitali nel settore produttivo. A partire dagli anni 2020, tuttavia, il bacino di manodopera immediatamente disponibile si è ridotto e gli investimenti si sono indeboliti. Di conseguenza, dal 2010 la crescita della produttività è rimasta significativamente indietro rispetto a quella dei concorrenti regionali.
Tra il 2015 e il 2025, secondo il programma, la crescita economica annuale dell’Ungheria è stata in media di oltre un punto percentuale inferiore a quella della Polonia. Il documento attribuisce l’intero divario alla più debole crescita della produttività interna.
Esso individua inoltre un contesto competitivo disomogeneo e incentivi alla ricerca di rendite come fattori che hanno compromesso l’uso efficiente delle risorse. Il capitale e le altre risorse non sono confluiti in modo costante verso i settori e le imprese più produttivi.
La spesa pubblica è un altro ambito che il governo intende riformare. Secondo il ministero, il funzionamento dello Stato costa l’equivalente di 1–1,7 punti percentuali del PIL in più rispetto ai paesi confinanti della regione. Anche l’intervento dello Stato nell’economia incide per circa tre punti percentuali del PIL in più rispetto al parametro di riferimento regionale.
Allo stesso tempo, il documento sostiene che i settori considerati importanti per la crescita a lungo termine, tra cui la protezione sociale e l’assistenza sanitaria, siano stati sottofinanziati.

Si prevede che gli investimenti e le esportazioni assumano un ruolo più rilevante
Il consumo delle famiglie è stato il principale motore della crescita economica negli ultimi anni. Il governo prevede che, a partire dal 2027, gli investimenti e le esportazioni daranno un contributo più sostanziale.
Si prevede che i finanziamenti dell’UE sostengano una ripresa degli investimenti, mentre una concorrenza di mercato più equa e le riforme strutturali dovrebbero migliorare la produttività delle imprese ungheresi.
La strategia del governo mira pertanto a orientare l’economia verso un modello in cui la produttività, gli investimenti e le esportazioni rivestano un ruolo più rilevante, abbandonando quello basato principalmente sull’espansione della forza lavoro e dei consumi.
Il raggiungimento di tali obiettivi dipenderà dal ritmo delle riforme previste, dalla ripresa degli investimenti e dalla disponibilità di finanziamenti dell’UE. Il programma delinea la direzione che il governo intende seguire, senza tuttavia garantire che l’Ungheria raggiunga il proprio obiettivo di entrare nell’eurozona entro il 2030.

