Parlamento ungherese: Il presidente sarà destituito oggi, boicottaggio del gruppo Fidesz, il leader si dimette

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L’Assemblea nazionale ungherese si è riunita lunedì per una seduta politicamente accesa, dominata dal dibattito sulla proposta di emendamento costituzionale del governo, mentre i gruppi parlamentari dell’opposizione Fidesz e del Partito Popolare Cristiano-Democratico (KDNP) hanno disertato i lavori.

Fidesz e KDNP boicottano la seduta parlamentare di lunedì

Prima della seduta plenaria, i due partiti di opposizione hanno deciso di boicottare l’intera seduta in segno di protesta contro le modifiche proposte alla Legge fondamentale.

Contemporaneamente, Gergely Gulyás ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica di capogruppo parlamentare del Fidesz. Spiegando la propria decisione, Gulyás ha affermato che la prevista modifica costituzionale creerebbe una situazione senza precedenti in cui il principale partito di opposizione del Paese non potrebbe più essere guidato da una persona che, in base al quadro costituzionale modificato, non sarebbe idonea a ricoprire tale carica dal punto di vista del diritto pubblico.

Ha aggiunto che il Fidesz dovrebbe invece essere guidato da un politico in grado di candidarsi alle prossime elezioni parlamentari.

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Gergely Gulyás si dimette dalla carica di capogruppo parlamentare del Fidesz. Foto: MTI/Máthé Zoltán

L’emendamento costituzionale pone l’attenzione sul futuro del presidente Sulyok

L’emendamento costituzionale in discussione avrebbe inoltre importanti implicazioni per il presidente Tamás Sulyok. Se adottato, l’emendamento porrebbe fine all’attuale mandato del presidente. Secondo le procedure costituzionali ungheresi, tuttavia, Sulyok sarebbe comunque tenuto a firmare l’emendamento affinché entri in vigore.

Qualora non lo facesse entro cinque giorni, il Parlamento potrebbe avviare una procedura per la sua destituzione. La questione ha scatenato negli ultimi giorni una disputa sempre più pubblica tra il primo ministro Péter Magyar e alcune figure di spicco all’interno del Fidesz.

Il primo ministro accusa il presidente di favorire gli interessi del Fidesz

Rivolgendosi al Parlamento prima dell’ordine del giorno della seduta, il primo ministro Péter Magyar ha sferrato un duro attacco al presidente Sulyok, sostenendo che questi abbia costantemente anteposto gli interessi politici di Fidesz ai principi costituzionali.

Magyar ha dichiarato ai parlamentari che «ogni ungherese sa» che il presidente si è ripetutamente schierato con il Fidesz ogni volta che ha dovuto scegliere tra considerazioni costituzionali e gli interessi del partito, secondo quanto riportato da 444.

Secondo il primo ministro, il voto di lunedì avrebbe determinato se l’Ungheria avrebbe continuato a proteggere le nomine e le garanzie istituzionali ereditate dall’era Orbán oppure se lo Stato sarebbe tornato a servire il popolo ungherese.

Ha inoltre criticato Sulyok per non aver partecipato al dibattito parlamentare, sostenendo che il presidente avrebbe dovuto presentarsi dinanzi ai deputati per difendere il proprio operato e spiegare in che modo avesse adempiuto alle funzioni del suo incarico.

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Foto: Dr. Sulyok Tamás/Facebook

Controversia sui poteri presidenziali

Magyar ha inoltre affrontato la questione delle opzioni giuridiche a disposizione del presidente una volta che il Parlamento avrà approvato l’emendamento. Egli ha sostenuto che Sulyok potrebbe deferire la legge alla Corte costituzionale solo in caso di irregolarità procedurali e che, nell’ambito dell’attuale quadro giuridico, non potrebbe richiedere un controllo di costituzionalità di merito.

Il primo ministro ha accusato il presidente di tentare di ritardare il processo, sostenendo che Sulyok agisse su istruzioni dell’ex primo ministro Viktor Orbán al fine di guadagnare tempo per manovre politiche.

Magyar ha esortato il presidente a non «giocare con l’ordine costituzionale ungherese» né a consentire quelle che ha definito «azioni di sabotaggio» contro l’ordinamento giuridico del Paese.

Critiche personali rivolte a Gergely Gulyás

Nel corso del suo discorso, Magyar si è rivolto direttamente anche al leader parlamentare uscente del Fidesz. Affermando che Gulyás era diventato «un uomo libero» dopo le dimissioni dalla carica, il primo ministro lo ha invitato ad accompagnarlo nelle visite alle persone che, secondo lui, avevano sofferto sotto i precedenti governi del Fidesz.

Magyar ha affermato che solo dopo aver parlato con le persone coinvolte Gulyás dovrebbe tornare in Parlamento e dichiararsi in protesta contro l’autoritarismo.

Il presidente respinge le accuse in una dichiarazione su Facebook

Mentre il Parlamento era in seduta, il presidente Sulyok ha risposto tramite una dichiarazione pubblicata su Facebook. Il presidente ha respinto quelle che ha definito false accuse da parte del primo ministro riguardo all’esercizio dei suoi poteri costituzionali in relazione al 17° emendamento alla Legge fondamentale.

Secondo la dichiarazione, le accuse erano volte a manipolare l’opinione pubblica e a esercitare pressioni sul processo decisionale costituzionale indipendente del presidente.

La presidenza ha inoltre sostenuto che qualsiasi tentativo da parte dei membri del potere esecutivo di influenzare i poteri costituzionali del presidente attraverso manipolazioni, minacce o altri mezzi minerebbe gravemente l’ordine costituzionale ungherese.

Il primo ministro prevede la nomina di un nuovo presidente entro poche settimane

In risposta alla dichiarazione di Sulyok, Magyar ha ribadito che il presidente dovrebbe presentarsi davanti al Parlamento anziché comunicare tramite i social media. Ha sottolineato di essere pienamente consapevole dei poteri costituzionali del presidente e ha ribadito che Sulyok avrebbe avuto cinque giorni di tempo per firmare l’emendamento una volta adottato.

«Se non lo farà, gli ungheresi sapranno esattamente perché», ha affermato Magyar. Il primo ministro ha concluso prevedendo che, indipendentemente da eventuali ritardi, l’Ungheria avrebbe avuto un nuovo presidente «entro poche settimane».

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