Péter Magyar all’AP News: fondi pubblici, analogie con Viktor Orbán, lotta alla corruzione

Il primo ministro ungherese Péter Magyar si è impegnato a chiamare gli ex funzionari a rispondere delle presunte pratiche di corruzione avvenute sotto il governo di Viktor Orbán, pur mantenendo le rigide politiche di immigrazione dell’Ungheria, nella sua prima intervista rilasciata a un’agenzia di stampa internazionale da quando è entrato in carica.

Il primo ministro Péter Magyar ha concesso un’intervista esclusiva

Parlando in esclusiva all’Associated Press (AP) martedì, il primo ministro ha affermato che il suo governo sta lavorando per recuperare i beni pubblici che sarebbero stati utilizzati in modo improprio durante i 16 anni di governo di Orbán. Tuttavia, ha sottolineato che le indagini devono rispettare lo Stato di diritto.

«È evidente che il popolo ungherese desideri vedere risultati concreti nell’assicurare i responsabili alla giustizia, nel punirli e nel recuperare i beni sottratti», ha affermato Péter Magyar. Il suo partito Tisza, di centro-destra e filoeuropeo, ha sconfitto il Fidesz di Orbán ad aprile, ponendo fine a oltre un decennio e mezzo di governo caratterizzato da controversie con l’Unione europea (UE) in materia di corruzione, standard democratici e migrazione.

Nuova spinta per il recupero dei fondi pubblici

Il governo di Magyar ha istituito un Ufficio nazionale per il recupero e la tutela dei beni, dotato di poteri investigativi e di azione penale. Egli lo ha descritto come una «superautorità» in grado di coordinarsi con la polizia, i pubblici ministeri e i funzionari fiscali per accelerare le complesse indagini sulla corruzione. L’Ungheria ha inoltre presentato domanda di adesione alla Procura europea, che indaga sui reati relativi ai fondi dell’UE — un cambiamento significativo rispetto al rifiuto di Orbán di aderirvi.

Sebbene alcuni ex funzionari siano già stati arrestati con l’accusa di reati legati alla corruzione, Péter Magyar ha riconosciuto la frustrazione dell’opinione pubblica riguardo alla lentezza dei progressi. Ha tuttavia ribadito che la costruzione di uno Stato democratico e di diritto richiederà tempo. Le riforme hanno contribuito a spianare la strada affinché l’UE annunciasse lo sblocco di 16,4 miliardi di euro di finanziamenti destinati all’Ungheria, che erano stati congelati dal precedente governo.

La migrazione rimane un punto critico

Nonostante il miglioramento delle relazioni con Bruxelles, il politico quarantacinquenne ha affermato che l’Ungheria manterrà controlli rigorosi alle frontiere, comprese le recinzioni di filo spinato e la pratica di scortare i migranti irregolari oltre il confine meridionale verso la Serbia. Nel 2024 l’Ungheria è stata condannata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea al pagamento di una multa di 200 milioni di euro, oltre a 1 milione di euro per ogni giorno successivo di inadempienza rispetto a una precedente sentenza in materia di asilo.

Magyar ha affermato che l’Ungheria ha già perso 1 miliardo di euro a causa delle sanzioni e si aspetta un accordo per porre fine alla controversia entro la fine dell’anno. Ha inoltre collegato la questione ai negoziati sul prossimo bilancio settennale dell’UE, sostenendo che sarebbe difficile approvare un bilancio comune fintantoché la controversia rimarrà irrisolta.

I rapporti con l’Ucraina migliorano, ma permangono delle divergenze

Il primo ministro Péter Magyar ha cercato di ricucire i rapporti con l’Ucraina, che si erano deteriorati sotto Orbán. Ha accolto con favore la nuova legislazione che amplia i diritti all’istruzione nelle lingue minoritarie, definendola un’opportunità per aprire un nuovo capitolo nelle relazioni bilaterali. Tuttavia, si oppone a un percorso accelerato per l’adesione dell’Ucraina all’UE, sostenendo che l’adesione debba basarsi sul merito e che un Paese in guerra non debba entrare a far parte dell’Unione.

L’imposta sul patrimonio per finanziare le misure sociali

A livello nazionale, il bilancio per il 2027 proposto da Péter Magyar prevede un’imposta annuale dell’1% sul patrimonio netto superiore a 1 miliardo di HUF (oltre 2,7 milioni di euro), che sale all’1,5% per i patrimoni superiori a 100 miliardi di HUF (273,5 milioni di euro). Il governo stima che la misura potrebbe interessare circa 15.000 persone e generare un gettito annuo di 200 miliardi di HUF (quasi 547 milioni di euro).

Il gettito contribuirebbe a finanziare sgravi fiscali per i redditi più bassi, il raddoppio degli assegni familiari e un aumento della pensione minima mensile da 28.500 HUF a 120.000 HUF (da 77,95 euro a 328,23 euro). Magyar ha difeso le misure come una questione di equità, affermando che sostenere le famiglie più povere non lo rende un socialista o un politico di sinistra, ma riflette «umanità» e «giustizia sociale».

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