Un ex deputato sostiene che una semplice circostanza potrebbe comportare una pena detentiva per il braccio destro di Orbán

L’indagine del governo ungherese su un controverso programma di cancellazione dei dati sostenuto dallo Stato si è intensificata; il deputato indipendente Ákos Hadházy sostiene che il caso, di per sé, giustificherebbe l’avvio di un procedimento penale nei confronti dell’ex ministro Antal Rogán e dell’imprenditore Gellért Jászai.
La controversia verte sul sistema veglegestorles.hu («Cancellazione definitiva»), che secondo l’attuale governo potrebbe essere costato ai contribuenti circa 40 miliardi di HUF (lordi), mentre non è chiaro se i milioni di codici di cancellazione dei dati acquistati siano mai stati effettivamente utilizzati.
Il governo sospetta che siano stati effettuati pagamenti per licenze non utilizzate
L’Ufficio del Primo Ministro ha recentemente annunciato che, nel corso della revisione delle attività del governo precedente, ha esaminato i contratti relativi al servizio statale di cancellazione dei dati.
Secondo il governo, i documenti indicano che circa 15 milioni di codici di cancellazione dei dati sono stati acquistati tramite contratti stipulati tra l’Autorità nazionale per i media e le telecomunicazioni (NMHH), Antenna Hungária e Certus Software Zrt.
I funzionari sostengono che vi siano motivi per sospettare che siano stati versati canoni di licenza anche nei casi in cui non sia avvenuta alcuna effettiva cancellazione dei dati. Secondo i dati del governo, il valore lordo dei contratti ammontava a circa 40 miliardi di HUF, mentre altri dati disponibili al pubblico indicano che, a metà del 2026, erano stati versati quasi 31 miliardi di HUF.
Hadházy: «Sufficiente per mandare Rogán e Jászai in carcere»
Rispondendo su Facebook, Ákos Hadházy si è detto soddisfatto che il governo abbia finalmente riconosciuto quello che ha definito un «furto di 32 miliardi di HUF», aggiungendo di aver sollevato preoccupazioni in merito al programma circa un anno fa.
Hadházy ha sostenuto che il caso, di per sé, sarebbe sufficiente per far finire in carcere l’ex ministro della Presidenza del Consiglio Antal Rogán e l’imprenditore Gellért Jászai, qualora venissero provate le loro responsabilità.
Ha inoltre fatto riferimento a notizie secondo cui lo Stato avrebbe acquistato milioni di licenze software del costo di circa 2.000 HUF ciascuna, sebbene molte di esse non sarebbero mai state utilizzate, né perché gli utenti non ne avessero bisogno né perché non fossero a conoscenza della loro esistenza.

Come funzionava il sistema
Il programma di cancellazione definitiva dei dati è stato introdotto dal governo Orbán alla fine del 2020 per aiutare gli utenti a cancellare in modo sicuro i dati personali da computer, smartphone, SSD e altri dispositivi di archiviazione prima di venderli o smaltirli.
Nell’ambito di tale programma, ogni dispositivo di archiviazione dati di nuova acquisizione era corredato di un codice di cancellazione univoco che poteva essere riscattato tramite il sito web veglegestorles.hu. Il sistema coinvolgeva diversi enti statali:
- l’NMHH gestiva il servizio,
- gli uffici governativi (e successivamente l’Agenzia delle Entrate ungherese (NAV)) distribuivano i codici,
- i rivenditori li fornivano ai clienti,
- le autorità per la tutela dei consumatori ne monitoravano il rispetto.
Inizialmente, i codici venivano distribuiti su adesivi cartacei, per poi passare a un sistema interamente elettronico nel 2024.
Dubbi in merito agli appalti e ai costi
Il software è stato fornito da Certus Software Zrt., mentre Antenna Hungária gestiva la piattaforma online. Secondo quanto riportato, il fornitore è stato selezionato senza una procedura di appalto pubblico, in base a un decreto governativo.
A quanto pare, lo Stato ha pagato 1.990 HUF per ogni codice di cancellazione emesso, indipendentemente dal fatto che il codice fosse mai stato riscattato.
I dati pubblici indicano che, tra dicembre 2021 e giugno 2026, sono stati emessi quasi 15 milioni di codici. Tuttavia, né l’NMHH, né Antenna Hungária, né Certus Software disporrebbero, a quanto pare, di registri che indichino quanti di essi siano stati effettivamente utilizzati per cancellare i dati.
I bilanci mostrano inoltre che i ricavi di Certus Software sono aumentati notevolmente dopo l’aggiudicazione dell’appalto statale, passando da un fatturato praticamente irrilevante prima dell’avvio del programma a quasi 12 miliardi di HUF di ricavi netti annuali entro il 2024, nonostante l’azienda impiegasse solo un numero esiguo di dipendenti.
4iG prende le distanze dai contratti
A seguito delle dichiarazioni di Hadházy, il Gruppo 4iG ha inviato una nota a 24.hu, sottolineando di non essere stato coinvolto negli appalti tra l’NMHH, Antenna Hungária e Certus Software. L’azienda ha precisato che, al momento della firma degli accordi nel 2021, 4iG non era ancora proprietaria di Antenna Hungária e, pertanto, non aveva alcun coinvolgimento nell’operazione.
Gli esperti mettono in dubbio l’efficacia
Sebbene gli esperti concordino sull’importanza di cancellare in modo sicuro i dati personali, alcuni sostengono che il sistema gestito dallo Stato potrebbe non essere stata la soluzione più efficiente. I moderni sistemi operativi includono già funzioni sicure di ripristino delle impostazioni di fabbrica e di cancellazione dei dati, mentre le aziende specializzate nel ricondizionamento di dispositivi elettronici di seconda mano offrono spesso servizi certificati di distruzione dei dati. L’attuale contratto scadrà il 30 novembre 2026 e non è chiaro se il programma proseguirà dopo tale data né quali conseguenze giuridiche potrebbero derivare dall’indagine del governo.
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