Un uomo rumeno ha picchiato e costretto un uomo ungherese a lavorare in cambio di cibo in Ungheria

Un cittadino rumeno è accusato di tratta di esseri umani e lavoro forzato dopo aver presumibilmente aggredito, minacciato e sfruttato un uomo ungherese in condizioni di vulnerabilità, costringendolo tra l’altro a lavorare in Ungheria e all’estero in cambio di una retribuzione irrisoria o addirittura senza alcuna retribuzione.
Un uomo rumeno ha maltrattato la propria vittima in Ungheria
Come riportato dall’agenzia MTI, un uomo rumeno è stato accusato di traffico di esseri umani aggravato e lavoro forzato per aver presumibilmente costretto un uomo ungherese a lavorare ricorrendo alla violenza e alle minacce, secondo quanto annunciato giovedì dalla Procura della contea di Pest. Secondo i pubblici ministeri, l’imputato aveva raggiunto un accordo con la vittima nel 2022.
All’uomo ungherese, che viveva in condizioni di povertà a Nagykőrös, nell’Ungheria centrale, era stato promesso un lavoro come autista in cambio di alloggio, vitto e una modesta retribuzione. Tuttavia, a partire dalla primavera del 2023, l’imputato avrebbe iniziato ad aggredire e minacciare l’uomo, costringendolo invece a svolgere lavori agricoli ed edili. In cambio, secondo quanto riferito, la vittima avrebbe ricevuto solo quantità minime di cibo e pagamenti occasionali pari a 1.000 HUF.
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La vittima sarebbe stata portata all’estero e privata dei documenti
Nel 2025, l’imputato avrebbe portato l’uomo all’estero per motivi di lavoro, gli avrebbe confiscato i documenti e lo avrebbe tenuto in condizioni disumane. Le autorità del Paese straniero, di cui non è stato reso noto il nome, hanno scoperto il presunto abuso nel corso di un’ispezione e hanno avviato un procedimento nei confronti dell’imputato per sospetta detenzione illegale e lavoro forzato. Con l’aiuto delle autorità straniere, la vittima è riuscita a tornare in Ungheria nel settembre 2025.
Il calvario sarebbe proseguito il mese successivo, quando l’imputato si sarebbe presentato presso l’abitazione della vittima a Nagykőrös. Secondo la procura, egli avrebbe aggredito l’uomo e lo avrebbe costretto a lavorare nuovamente per lui, questa volta senza corrispondergli alcuna retribuzione. La polizia ha infine rintracciato la vittima a seguito di una denuncia di scomparsa e ha successivamente arrestato l’imputato, che è stato posto in custodia cautelare.
I pubblici ministeri chiedono una pena detentiva e l’espulsione
La Procura della contea di Pest chiede una pena detentiva esecutiva, una multa e l’espulsione dell’imputato dall’Ungheria. Le accuse riguardano la tratta di esseri umani aggravata e il lavoro forzato. Il caso sarà esaminato dal Tribunale regionale di Budapest e dintorni, che determinerà la colpevolezza dell’uomo rumeno. Le accuse non sono ancora state provate in tribunale e l’imputato è da considerarsi innocente fino a prova contraria.
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