Ungheria e Croazia più vicine che mai: quali novità per il turismo croato nel 2026

La stagione turistica 2026 della Croazia sta iniziando con un forte slancio, e i viaggiatori ungheresi stanno giocando un ruolo sempre più visibile in questa crescita iniziale. In occasione di un evento stampa tenutosi a Budapest il 29 aprile presso l’hotel Kimpton BEM Budapest, Ivana Herceg, Direttrice della rappresentanza dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo in Ungheria, ha presentato i dati aggiornati al 25 aprile e ha delineato le priorità del turismo croato di quest’anno. Anche la regione del Međimurje (Muraköz) e la città di Čakovec (Csáktornya) hanno colto l’occasione per presentare i nuovi sviluppi oltre la costa adriatica.
Per i lettori internazionali, il contesto è importante: L’Ungheria e la Croazia sono Paesi confinanti, collegati tra loro da collegamenti stradali e ferroviari e da legami storici e culturali di lunga data. Questa vicinanza rende il turismo croato una scelta facile non solo per le classiche vacanze al mare, ma anche per soggiorni più brevi, gite in città e “viaggi lenti” nelle regioni interne meno conosciute.
Un forte inizio d’anno per la Croazia nel 2026
Secondo i dati registrati nel sistema eVisitor della Croazia fino al 25 aprile, il Paese ha registrato 2 milioni di arrivi turistici e 5,5 milioni di pernottamenti nei primi quattro mesi del 2026. Ciò rappresenta un aumento del 4% degli arrivi e del 2% dei pernottamenti rispetto allo stesso periodo del 2025.
Le destinazioni più popolari elencate nella presentazione includevano Zagabria, Dubrovnik, Spalato e Rovigno, mentre i principali mercati di provenienza erano Germania, Slovenia e Austria.
Il ruolo dell’Ungheria nel turismo croato è in crescita, e non si tratta solo della costa
Nello stesso periodo, il mercato ungherese sta registrando una performance particolarmente forte. Fino al 25 aprile, 39.000 turisti ungheresi hanno visitato la Croazia e hanno generato 110.000 pernottamenti. Ciò equivale a una crescita del +8% negli arrivi e del +12% nei pernottamenti rispetto all’anno precedente, una traiettoria che, secondo gli organizzatori, potrebbe far pensare a un anno da record in generale.

Herceg ha sottolineato che i risultati riflettono i continui investimenti nella promozione e gli sforzi per migliorare l’accessibilità, un messaggio importante per un mercato in cui i viaggiatori spesso decidono in base alla convenienza, al tempo di viaggio e alle opzioni di trasporto prevedibili.
Dove vanno i viaggiatori ungheresi in Croazia
In base alla ripartizione condivisa all’evento, la regione del Quarnero è in testa ai pernottamenti ungheresi (32.000), seguita dall’Istria (26.000). La Contea di Zara è terza (11.500), con la Contea di Spalato-Dalmazia (10.000) e la Contea di Sebenico-Knin (5.500) che completano la top five.
Per quanto riguarda gli arrivi, le località più popolari sono state Zagabria, Abbazia, Rovigno, Crikvenica e Umago. Il soggiorno medio è stato di 2,8 notti, sostanzialmente simile a quello dell’anno scorso, il che suggerisce che la Croazia viene utilizzata non solo per le lunghe vacanze estive, ma anche per visite più brevi e ripetute.

Più voli diretti da Budapest a Zara e Dubrovnik
Un aggiornamento pratico fondamentale del turismo croato nel 2026 è l’ampliamento della connettività aerea diretta e di linea da Budapest, particolarmente utile per i viaggiatori che desiderano saltare i lunghi viaggi in auto, pianificare rapidi weekend lunghi o combinare il tempo in spiaggia con la visita della città.
Il programma della stagione estiva presentato comprende:
- Wizz Air Budapest-Zadar: 5x settimanali (mar, mer, ven, sab, dom), dal 2 giugno al 30 settembre.
- Wizz Air Budapest-Dubrovnik: 3 volte a settimana (mar, ven, dom), dal 2 giugno al 29 settembre.
- Ryanair Budapest-Zadar: 4x settimanali (mar, gio, sab, dom), 9 giugno – 19 settembre
- Ryanair Budapest-Dubrovnik: 4 volte a settimana (lun, mer, ven, dom), 7 giugno – 18 settembre
Per gli stranieri che vivono in Ungheria – o che visitano Budapest – questo fa parte di una più ampia realtà dell’Europa centrale: i molteplici gateway croati sono facilmente raggiungibili, il che rende la Croazia un’opzione naturale per viaggi spontanei, viaggi in bassa stagione e itinerari con più tappe che mescolano le regioni interne con l’Adriatico.
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L’ambasciatore della Croazia Andrlić: il turismo in un “nuovo periodo”, con una dimensione umana
L’evento ha visto anche le osservazioni di Mladen Andrlić, Ambasciatore del Paese in Ungheria, che ha inquadrato il turismo croato come strategicamente importante in quello che ha descritto come un “nuovo periodo” con un governo entrante. Ha sottolineato che la vicinanza tra l’Ungheria e la Croazia crea una “serie di opportunità”, e ha indicato in particolare le aree non costiere vicine al confine come luoghi che gli ungheresi comprendono facilmente e a cui si sentono legati.

Andrlić ha anche fatto riferimento al Vertice dell’Iniziativa dei Tre Mari tenutosi a Dubrovnik, a cui ha partecipato il Presidente della Croazia. L’ha descritto come un forum politico ed economico di alto livello in cui i Paesi dell’Europa centrale e orientale si coordinano sulla cooperazione strategica, aggiungendo che l’approccio non è “solo politico” ma “anche umano”, segnalando il valore delle connessioni interpersonali accanto alle partnership formali.
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“Trova il tuo Pomalo” e la spinta per un’autentica accoglienza locale
La messaggistica turistica della Croazia quest’anno comprende la campagna “Trova il tuo Pomalo”, che invita i visitatori ad abbracciare un ritmo mediterraneo più lento e rilassato: meno fretta, più tempo trascorso sul posto.
Oltre a ciò, gli organizzatori hanno evidenziato un nuovo marchio di qualità e sistema di certificazione Local Host, destinato a riconoscere i fornitori di alloggi e servizi che rappresentano l’autentica ospitalità croata e i valori locali, sostenendo scelte di viaggio più orientate all’esperienza e alla sostenibilità.
Punti salienti dell’entroterra: Međimurje e Čakovec sotto i riflettori
Al di là della costa, il Međimurje (Muraköz) è stato presentato come la prima “destinazione verde” della Croazia, con un’enfasi sulle pratiche di turismo sostenibile e sullo sviluppo basato sul patrimonio. Secondo quanto riferito, la regione conta 83 elementi del patrimonio tangibile e intangibile, tra cui 19 elementi protetti a livello nazionale, e attualmente offre 47 siti del patrimonio rinnovati e aperti ai visitatori. Sono stati discussi anche due grandi progetti: la trasformazione del Castello di Feštetić in un moderno centro di esperienza per i visitatori e il restauro del Palazzo Hirschler in un centro visitatori dedicato e collegato al patrimonio canoro popolare locale, con un valore combinato dichiarato di 12 milioni di euro, oltre a un’ulteriore attrazione di investimenti menzionata nella presentazione.



Čakovec (Csáktornya)- situata a circa 90 km da Zagabria, vicino sia al confine ungherese che a quello sloveno – è stata promossa come tappa culturalmente ricca nel nord della Croazia, nota come luogo di nascita di Nikola IV Zrinski (Miklós Zrínyi). Uno dei suoi eventi di punta è il festival Porcijunkulovo, in programma dal 29 luglio al 2 agosto 2026.
Perché questo è importante per i lettori internazionali in Ungheria
Nel complesso, il messaggio di Budapest è stato chiaro: il turismo croato nel 2026 non riguarda solo i viaggi balneari in alta stagione. Si tratta di facilitare l’accesso (compresi i voli), di rafforzare lo storytelling regionale e di sfruttare la realtà che l’Ungheria e la Croazia sono vicini con una familiarità culturale sovrapposta. Per gli espatriati e i visitatori in Ungheria, questo si traduce in un semplice vantaggio: La Croazia può essere una destinazione pratica e variegata, che si tratti di inseguire l’Adriatico, di esplorare le città storiche o di scoprire le regioni interne più verdi che si trovano a breve distanza.

