Anche le previsioni filogovernative negano la supermaggioranza di Fidesz con Mi Hazánk, mentre i sondaggi rivali prevedono una frana di Tisza

A pochi giorni dalle elezioni parlamentari del 12 aprile in Ungheria, le proiezioni dei seggi, fortemente contrastanti, stanno dipingendo immagini radicalmente diverse del futuro politico del Paese.
L’ultima previsione dell’Istituto Nézőpont, allineato al governo, suggerisce che il Fidesz-KDNP del Primo Ministro Viktor Orbán potrebbe mantenere una maggioranza parlamentare assoluta con 109 seggi, sufficienti per mantenere Orbán in carica per un altro mandato.
Tuttavia, i sondaggi indipendenti e i modelli alternativi per i seggi continuano a puntare nella direzione opposta, e alcuni suggeriscono che il Partito Tisza di Péter Magyar potrebbe invece dirigersi verso una comoda vittoria. Reuters ha riferito questa settimana che 21 Research ha misurato Tisza al 56% tra gli elettori decisi contro il 37% di Fidesz, sottolineando quanto sia diventato diviso il panorama dei sondaggi in Ungheria.
Nézőpont: Fidesz in vantaggio, ma senza due terzi anche con Mi Hazánk
L’ultima stima del mandato di Nézőpont tenta di tradurre sia le aspettative a livello di circoscrizione che il voto delle liste di partito nell’Assemblea Nazionale di 199 seggi.
La sua previsione centrale è:
- Fidesz-KDNP: 109 seggi
- Partito Tisza: 80 seggi
- Mi Hazánk: 8 seggi
- Lista della minoranza Rom: 1 seggio
- Indipendente Ákos Hadházy: 1 seggio
L’istituto prevede che Fidesz vincerà 66 dei 106 collegi uninominali dell’Ungheria, mentre Tisza potrebbe conquistarne 39, con Hadházy che dovrebbe vincere un collegio elettorale come indipendente sostenuto dal campo dell’opposizione.
Una delle conclusioni politicamente più importanti delle previsioni è che Fidesz non raggiungerebbe comunque la supermaggioranza costituzionale dei due terzi.
In particolare, Nézőpont sostiene che Fidesz non raggiungerebbe comunque la soglia dei due terzi anche se Mi Hazánk lo sostenesse informalmente e il seggio di minoranza fosse aggiunto al blocco.
Questo risultato è importante perché limiterebbe in modo significativo il margine di manovra di Orbán per cambiamenti costituzionali o istituzionali nel prossimo ciclo.
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Come sono state calcolate le previsioni
Il modello ipotizza un’affluenza interna eccezionalmente alta, pari a circa 5,7 milioni di voti validi, ma ritiene comunque improbabile un’affluenza dell’80%.
Per quanto riguarda la lista nazionale, Nézőpont prevede:
- Fidesz: 46%
- Tisza: 40%
- Mi Hazánk: 8%
Per quanto riguarda i voti postali degli ungheresi etnici all’estero, l’istituto stima una performance di Fidesz molto più forte:
- Fidesz: 86%
- Tisza: 12%
- Mi Hazánk: 2%
La proiezione tiene conto anche del complesso sistema di compensazione dei voti frammentati dell’Ungheria, in cui i voti “in eccesso” e quelli delle circoscrizioni perdenti vengono aggiunti alle liste dei partiti attraverso il metodo d’Hondt.
Questo è uno dei motivi principali per cui anche spostamenti relativamente piccoli nei risultati delle circoscrizioni possono rimodellare in modo drammatico l’equilibrio parlamentare finale.
I sondaggi indipendenti raccontano una storia molto diversa
Il contrasto più eclatante proviene dagli ultimi sondaggi del 21 Research Centre, che collocano Tisza molto avanti a livello nazionale.
Utilizzando le ipotesi del calcolatore di seggi di 24.hu, questo modello produrrebbe:
- Partito Tisza: 129 seggi
- Fidesz-KDNP: 64 seggi
- Mi Hazánk: 6 seggi
Anche se gli analisti avvertono che tali proiezioni sui seggi rimangono stime senza sondaggi completi sui collegi elettorali, il divario tra i due scenari mostra quanto il sistema elettorale misto dell’Ungheria possa rafforzare l’incertezza a livello locale.
In termini pratici, le elezioni potrebbero ancora dipendere da decine di circoscrizioni marginali decise da differenze di voto molto strette.
La crescente importanza di Mi Hazánk per Fidesz
Il ruolo di Mi Hazánk è diventato sempre più importante nei calcoli elettorali finali.
Sebbene il leader del partito László Toroczkai abbia escluso una cooperazione formale, gli analisti affermano che il partito di estrema destra potrebbe comunque diventare un kingmaker de facto in un parlamento frammentato, soprattutto se il risultato finale produce una stretta maggioranza di Fidesz o un quasi stallo.
Gli analisti di Political Capital citati da Telex sostengono che Fidesz potrebbe ora perseguire una strategia di ‘Piano B’, incoraggiando i sostenitori di Mi Hazánk a sostenere i candidati di Fidesz a livello locale, pur continuando a votare per la lista del proprio partito a livello nazionale.
Questo tipo di messaggistica tattica suggerisce che il partito di governo vede la divisione dei voti a destra come un rischio reale in circoscrizioni vicine.
Una settimana finale definita dall’incertezza
Le proiezioni contrastanti riflettono una realtà più profonda delle elezioni del 2026: La corsa dell’Ungheria è altamente volatile, nonostante l’apparenza di forti tendenze nazionali nei sondaggi.
Sebbene la maggior parte degli istituti indipendenti mostri attualmente Tisza in testa, la mappa elettorale, i confini delle circoscrizioni, i modelli di affluenza e i voti dall’estero potrebbero ancora consentire a Fidesz di superare i numeri nazionali.
Ciò significa che la vera battaglia potrebbe non essere su chi vince il voto popolare, ma sull’efficienza con cui ciascuna parte converte il sostegno in seggi.
A otto giorni dal voto, l’Ungheria si sta dirigendo verso una delle elezioni più imprevedibili degli ultimi decenni.

