Il primo ministro Magyar al vertice della NATO: «L’Ucraina è la vittima, la Russia il brutale aggressore», annuncia l’incontro bilaterale

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Il primo ministro ungherese Péter Magyar ha rilasciato una delle sue dichiarazioni più chiare finora sull’invasione russa dell’Ucraina durante la seconda giornata del vertice NATO ad Ankara, affermando che «l’Ucraina è la vittima, la Russia il brutale aggressore».

Intervenendo insieme ad altri leader della NATO, Magyar ha sottolineato che l’Ungheria continuerà a fornire assistenza umanitaria all’Ucraina, ma non fornirà aiuti militari né armi, secondo quanto riporta Telex. Allo stesso tempo, ha affermato che non vi è alcun dubbio sul fatto che l’Ucraina abbia il diritto di difendere la propria integrità territoriale dall’aggressione russa.

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Péter Magyar al vertice NATO di Ankara, in Turchia, l’8 luglio 2026. Foto: Agenzia Anadolu

In programma un incontro bilaterale con Zelensky

Nel corso del vertice, il primo ministro ungherese ha avuto una breve conversazione con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy. I due leader hanno concordato di tenere un incontro bilaterale formale nel prossimo futuro.

I colloqui fanno seguito al recente accordo tra l’Ungheria e l’Ucraina sulla tutela dei diritti della minoranza ungherese in Transcarpazia. L’accordo garantisce il proseguimento dell’istruzione in lingua ungherese, nonché l’uso dei simboli nazionali ungheresi e della lingua ungherese in contesti ufficiali nelle aree in cui sono presenti comunità ungheresi significative.

Sebbene non sia stata confermata alcuna data, Magyar ha dichiarato di preferire che l’incontro si tenesse a Berehove (Beregszász), un’idea che, secondo quanto riferito, la parte ucraina non avrebbe escluso.

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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e sua moglie Emine Erdogan accolgono il primo ministro ungherese Péter Magyar ad Ankara, in Turchia, il 7 luglio 2026. Foto: Agenzia Anadolu

L’Ungheria sostiene un aumento della spesa per la difesa della NATO

Riguardo al futuro della NATO, Magyar ha ribadito che l’Ungheria rimane un alleato affidabile, impegnato a raggiungere gli obiettivi di difesa a lungo termine dell’alleanza.

Ha confermato che l’Ungheria intende aumentare la spesa per la difesa fino al 5% del PIL entro il 2035, in linea con gli obiettivi recentemente concordati dalla NATO volti a rafforzare la sicurezza collettiva dell’alleanza.

I leader della NATO esprimono fiducia nonostante le preoccupazioni di Trump

Prima del vertice, a diversi leader è stato chiesto un parere su Donald Trump, le cui precedenti critiche alla cooperazione transatlantica avevano alimentato le speculazioni in vista dell’incontro.

Nonostante tali preoccupazioni, il segretario generale della NATO Mark Rutte ha assunto un tono ottimista, affermando che Trump rimane impegnato nei confronti della NATO poiché l’alleanza è essenziale per la sicurezza nucleare in tutta la regione transatlantica e nell’Artico.

Rutte ha inoltre riconosciuto che gli Stati membri europei devono aumentare la spesa per la difesa, definendo comprensibili le aspettative di Washington.

«Nei paesi della NATO vivono un miliardo di persone. Si tratta di un’alleanza difensiva che non attacca nessuno, ma che difenderà i propri valori democratici e ogni centimetro quadrato del proprio territorio. Non mettetevi contro di noi», ha affermato, rivolgendo le sue parole anche alla Russia.

Il primo ministro canadese Mark Carney ha fatto eco a tale valutazione, sottolineando che le richieste di un aumento della spesa per la difesa sono antecedenti all’era Trump ed erano state avanzate anche durante l’amministrazione dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Ha aggiunto che il Canada intende aumentare la spesa per la difesa fino al 4% del PIL.

Nel frattempo, il primo ministro olandese Rob Jetten ha sottolineato la necessità di rafforzare sia la spesa per la difesa sia l’industria della difesa europea, in stretta collaborazione con gli Stati Uniti.

Danimarca: «La Groenlandia non è in vendita»

Anche la prima ministra danese Mette Frederiksen è stata interrogata sulla Groenlandia a seguito delle recenti dichiarazioni di Trump relative a quel territorio artico.

«La Groenlandia non è in vendita», ha affermato la Frederiksen, insistendo sul fatto che l’integrità territoriale e la sovranità della Danimarca debbano essere rispettate.

Ha sottolineato la necessità di una NATO più forte e ha evidenziato l’importanza della clausola di difesa collettiva dell’alleanza, l’articolo 5, avvertendo che la Russia continua a condurre una guerra ibrida oltre i confini orientali della NATO.

Se ve lo siete perso: Manfred Weber sostiene le riforme del primo ministro Magyar, affermando che gli elettori ungheresi gli hanno conferito un chiaro mandato per il cambiamento

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