L’IVA sui farmaci soggetti a prescrizione medica viene abolita in Ungheria mentre il governo amplia la riforma fiscale

L’Ungheria abolirà l’IVA sui farmaci soggetti a prescrizione medica a partire dal 1° settembre, come annunciato giovedì dal Primo Ministro Péter Magyar. La decisione relativa all’IVA sui farmaci soggetti a prescrizione medica in Ungheria costituisce l’ultimo tassello di una più ampia riforma fiscale avviata da quando il nuovo governo e il nuovo parlamento sono entrati in carica nel maggio 2026.

Attualmente i medicinali soggetti a prescrizione medica sono soggetti all’aliquota IVA ridotta del 5% in Ungheria, rispetto all’aliquota standard del 27% in vigore nel Paese. La decisione del governo porterebbe a zero l’imposta sui prodotti soggetti a prescrizione medica, indipendentemente dal fatto che un medicinale sia sovvenzionato dal sistema sanitario ungherese.

L’IVA sui farmaci soggetti a prescrizione medica in Ungheria sarà abolita a partire da settembre

Il governo prevede che la misura ridurrà l’importo che i pazienti pagano per i medicinali, sebbene il risparmio esatto dipenderà dalle regole di determinazione dei prezzi, dai sussidi dell’assicurazione sanitaria e dal fatto che la riduzione fiscale totale si rifletta o meno sui prezzi al dettaglio.

Tale cambiamento potrebbe rivelarsi particolarmente significativo per le persone affette da patologie croniche, per i pazienti anziani che assumono diversi farmaci e per coloro che ricorrono a terapie più recenti e costose.

Secondo Forbes Ungheria, la misura potrebbe comportare una riduzione delle entrate di bilancio annuali pari a circa 7 miliardi di HUF, equivalenti a circa 19,2 milioni di euro al tasso di cambio della banca centrale ungherese del 22 luglio.

L’annuncio fissa una data definitiva per l’attuazione della misura. La normativa dettagliata dovrà ancora stabilire con precisione le modalità di applicazione dell’aliquota zero e le modalità con cui le farmacie e le aziende farmaceutiche dovranno tenere conto di tale modifica.

Cinque imposte e oneri minori destinati all’abolizione

La decisione relativa ai medicinali soggetti a prescrizione medica fa seguito a un pacchetto fiscale separato annunciato dal governo di Magyar il 17 luglio.

In base alla proposta, verrebbero abolite cinque imposte e tasse di entità relativamente modesta: l’imposta comunale speciale, il contributo per il possesso di cani, la sovrattassa sull’immigrazione, l’imposta sulle quote di emissione di carbonio e la commissione sulle transazioni collegata a tale imposta.

Come riportato da 24.hu, l’imposta comunale speciale può attualmente essere applicata dai consigli comunali, sebbene, secondo quanto riferito, solo 25 dei oltre 3.000 comuni ungheresi ne facciano uso. Il contributo per il possesso di cani è riscosso in 16 comuni, mentre il governo afferma che la sovrattassa sull’immigrazione non ha mai generato entrate.

Il pacchetto è stato annunciato come decisione governativa e preparato per essere presentato al Parlamento. Fino a quando la normativa non avrà completato l’iter parlamentare e non sarà stata promulgata, le date esatte in cui le imposte cesseranno di esistere dovranno essere considerate provvisorie.

Aumento delle tasse sull’inquinamento nonostante l’abolizione della tassa sul carbonio

L’abolizione della tassa sulle quote di carbonio non implica che i maggiori inquinatori ungheresi dovranno sostenere costi ambientali complessivamente inferiori.

Secondo quanto riportato da 24.hu, il governo prevede inoltre di raddoppiare la tassa sull’inquinamento atmosferico a carico delle imprese. Intende inoltre riesaminare l’impatto ambientale dei grandi operatori industriali, compreso il loro consumo idrico e l’inquinamento delle acque superficiali, delle acque sotterranee e del suolo.

Le aziende che non riusciranno a ridurre il proprio consumo idrico o le emissioni nocive potrebbero, alla fine, trovarsi a dover far fronte a ulteriori aumenti delle tasse e dei contributi ambientali. I dettagli di queste misure aggiuntive non sono ancora stati resi noti.

La tassa sulle quote di carbonio era già stata oggetto di contestazioni giuridiche. Ad aprile, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che la tassa ungherese sulle quote di emissione di anidride carbonica era incompatibile con il diritto dell’Unione europea.

Gli agevolazioni fiscali per le imprese e le strutture fiduciarie saranno soggette a norme più rigorose

Il pacchetto di luglio ridurrebbe inoltre alcuni agevolazioni fiscali per le società di cui beneficiano le grandi imprese e determinate fondazioni di gestione patrimoniale.

Il governo intende abolire una disposizione in base alla quale le società potevano dedurre dalla propria base imponibile il triplo del valore delle donazioni effettuate a fondazioni di gestione patrimoniale di interesse pubblico.

Prevede inoltre di riesaminare le prassi fiscali relative ai trust privati ungheresi, noti come «bizalmi vagyonkezelés». Il governo sostiene che tali strutture siano state talvolta utilizzate per sottrarre ingenti patrimoni alla tassazione, sebbene i trust privati possano anche svolgere un ruolo legittimo nella pianificazione successoria e nel trasferimento generazionale delle imprese familiari.

Secondo HVG, il governo prevede che l’inasprimento delle agevolazioni fiscali per le imprese e delle norme relative ai trust generi entrate annuali aggiuntive pari a decine di miliardi di fiorini. Si tratta comunque di una stima governativa piuttosto che di una proiezione verificata in modo indipendente.

L’imposta sul patrimonio rimane una delle modifiche più significative previste

La proposta fiscale strutturale più significativa è un’imposta annuale sul patrimonio, ma non è stata ancora adottata.

L’attuale piano del governo si basa su un’imposta annuale dell’1% sulla parte del patrimonio netto che supera 1 miliardo di HUF, pari a circa 2,75 milioni di euro. Immobili, investimenti, azioni societarie e beni mobili di valore potrebbero potenzialmente rientrare nella base imponibile.

Secondo Portfolio, Magyar ha affermato che la normativa in materia potrebbe essere adottata entro la fine di ottobre 2026, con le prime entrate previste per il 2027. Il governo stima un gettito annuo potenziale compreso tra 300 e 600 miliardi di HUF, pari a circa 824 milioni – 1,65 miliardi di euro.

Rimangono irrisolte alcune questioni importanti, in particolare la valutazione delle società di proprietà privata, il trattamento dei debiti e dei beni familiari in comproprietà, nonché le possibili esenzioni.

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Altri tagli fiscali promessi non sono ancora stati attuati

Il governo si è inoltre impegnato a ridurre l’IVA su frutta, verdura e legna da ardere e a introdurre sgravi fiscali sul reddito delle persone con un reddito inferiore al salario mediano ungherese.

Una delle proposte prevede di ridurre l’onere fiscale effettivo sull’imposta sul reddito delle persone fisiche per i lavoratori con salario minimo dall’attuale 15% al 9%, ricorrendo a un rimborso o a un credito d’imposta. Riduzioni di entità minore si applicherebbero ai redditi compresi tra il salario minimo e quello mediano.

A queste misure non è stata ancora assegnata una data di attuazione definitiva come nel caso della modifica dell’IVA sui farmaci soggetti a prescrizione medica in Ungheria.

Come riportato da Reuters, il governo ha inoltre indicato che le imposte settoriali speciali applicate a banche, dettaglianti, società energetiche, imprese di telecomunicazioni e altri settori rimarranno in vigore per il momento, poiché garantiscono un gettito di bilancio sostanziale.

Il quadro che ne emerge è quindi contrastante: per i medicinali soggetti a prescrizione medica è stata fissata una data di entrata in vigore precisa, diverse imposte minori sono incluse in un pacchetto di proposte presentato al Parlamento, mentre l’imposta sul patrimonio e le riforme più ampie relative all’imposta sul reddito delle persone fisiche sono ancora in fase di elaborazione.

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