Situazione critica: Il primo ministro Magyar e l’amministratore delegato della MOL parlano delle forniture di carburante dell’Ungheria, del petrolio russo, della centrale elettrica e delle imbarcazioni turistiche

L’Ungheria si sta preparando ad affrontare un periodo critico per il proprio sistema energetico dopo che il primo ministro Péter Magyar ha annunciato che la centrale nucleare di Paks dovrebbe essere chiusa a partire da lunedì a causa del livello eccezionalmente basso delle acque del Danubio. Intervenendo venerdì insieme al presidente e amministratore delegato di MOL, Zsolt Hernádi, il primo ministro ha esortato le famiglie e le imprese a ridurre il consumo di energia elettrica, mentre il Paese si prepara ad affrontare questa interruzione senza precedenti.
Prevista la chiusura di Paks mentre il Danubio raggiunge livelli critici
Nel corso di una conferenza stampa straordinaria tenutasi presso la raffineria MOL sul Danubio a Százhalombatta, Magyar ha affermato che la situazione rischia di diventare critica a partire da lunedì.
Il primo ministro ha avvertito che è prevista un’ulteriore riduzione della produzione presso la centrale nucleare di Paks prima che l’impianto venga completamente messo fuori servizio. Se ciò dovesse verificarsi, si tratterebbe del primo arresto totale nei 44 anni di storia dell’impianto causato dai livelli estremamente bassi delle acque del Danubio.
Magyar ha sottolineato che la decisione si basa esclusivamente su considerazioni di sicurezza e ha esortato gli ex politici del Fidesz a smettere di diffondere quelle che ha definito informazioni fuorvianti, secondo cui la chiusura non sarebbe necessaria.
«Gli esperti non prendono queste decisioni con leggerezza», ha affermato.
Secondo il primo ministro, la chiusura totale di Paks comporterebbe una perdita stimata di 50 miliardi di HUF al mese per l’economia ungherese.
Il governo esorta le famiglie e le imprese a risparmiare energia elettrica
Magyar ha sottolineato che la domanda di energia elettrica raggiunge il picco ogni giorno tra le 17:00 e le 22:00, invitando i cittadini a ridurre i consumi in quelle ore, ove possibile.
Ha inoltre esortato i maggiori consumatori industriali di energia dell’Ungheria a ridurre il proprio consumo di energia elettrica in vista delle pressioni sull’approvvigionamento previste per lunedì.
Il primo ministro ha annunciato che la stessa MOL ridurrà il proprio consumo energetico del 40%, aggiungendo che il governo fornirà all’azienda ulteriore assistenza per garantire il funzionamento continuo delle infrastrutture critiche per l’approvvigionamento di combustibile.

Magyar: Le navi e le chiatte sono bloccate
«Le navi sono bloccate: non solo le imbarcazioni turistiche, ma nemmeno le chiatte riescono a entrare, e non possiamo raffreddare Paks», ha elencato Magyar, illustrando alcuni problemi urgenti. Tuttavia, ha affermato che in altri paesi europei è possibile navigare sul Danubio. Secondo il primo ministro, è necessario ricorrere a esperti poiché il problema non scomparirà da solo: va risolto.
MOL: L’Ungheria dispone di scorte di carburante sufficienti
Intervenendo al fianco del primo ministro, Zsolt Hernádi, presidente e amministratore delegato di MOL, ha cercato di rassicurare l’opinione pubblica sul fatto che l’Ungheria dispone di riserve di carburante adeguate.
«In Ungheria c’è carburante a sufficienza», ha affermato, pur riconoscendo che il livello eccezionalmente basso del Danubio ha creato difficoltà operative per la più grande raffineria del Paese.
Hernádi ha rivelato che MOL ha richiesto l’assistenza del governo a causa del livello del fiume criticamente basso, che sta compromettendo la logistica e le operazioni della raffineria.
Ha inoltre dichiarato che la società sta proseguendo i preparativi per ridurre la propria dipendenza dal greggio russo in vista delle modifiche legislative che entreranno in vigore il prossimo anno. Tuttavia, ha sottolineato che permangono incertezze riguardo alla futura capacità dell’Adriatic Pipeline, rendendo indispensabile una stretta collaborazione con il governo.
Interrogato sui prezzi dei carburanti, Hernádi ha preferito non esprimersi, affermando che qualsiasi dichiarazione potrebbe influenzare il mercato. Magyar lo ha interrotto scherzosamente dicendo: «Ne parlerò io», suscitando risate quando Hernádi ha replicato di non poter impedire al primo ministro di farlo.
La centrale elettrica del Danubio torna a funzionare a piena capacità
Magyar ha inoltre annunciato che la centrale elettrica di Dunamenti dovrebbe tornare a piena capacità sabato, dopo l’arrivo di un componente di ricambio, fornendo ulteriore sostegno alla rete elettrica ungherese in vista della prevista chiusura di Paks.
Il governo monitora le infrastrutture idriche
Al di là del settore energetico, il primo ministro ha avvertito che le infrastrutture idriche ungheresi, ormai obsolete, sono sottoposte a una pressione crescente a causa della prolungata ondata di caldo e della siccità.
Ha affermato che nei prossimi giorni sono probabili rotture delle condutture idriche, sostenendo che decenni di investimenti insufficienti da parte dei governi precedenti hanno reso la rete vulnerabile durante i periodi di domanda estrema.
Magyar ha aggiunto che i responsabili degli operatori delle infrastrutture critiche ungheresi sono stati convocati per una riunione d’emergenza prevista nel corso della giornata di venerdì.
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L’Ungheria punta alla cooperazione regionale sul Danubio
Il governo sta inoltre guardando oltre i confini dell’Ungheria in risposta all’aggravarsi della siccità.
Magyar ha dichiarato di aver incaricato la ministra degli Esteri Anita Orbán di contattare i suoi omologhi dei paesi confinanti per valutare possibili forme di cooperazione regionale volte ad affrontare il rapido abbassamento del livello delle acque del Danubio.
Sebbene non abbia delineato misure specifiche, questa iniziativa riflette la crescente preoccupazione per l’impatto della prolungata siccità sulla produzione energetica, sull’approvvigionamento idrico e sui trasporti in tutta l’Europa centrale.
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