Cosa sta accadendo? I prezzi dei generi alimentari continuano a scendere in Ungheria nonostante l’aumento dell’inflazione

I prezzi dei generi alimentari in Ungheria hanno continuato a diminuire a settembre, nonostante l’accelerazione del tasso di inflazione complessivo del Paese. Gli ultimi dati potrebbero inoltre rafforzare le richieste di abolire gradualmente il controverso limite massimo di margine applicato ai rivenditori di generi alimentari.
I prezzi dei generi alimentari sono nuovamente in calo
Il tasso di inflazione complessivo dell’Ungheria è salito all’1,6% a settembre, in aumento rispetto all’1,3% di agosto, secondo i dati più recenti dell’Ufficio centrale di statistica ungherese (KSH).
Tuttavia, i prezzi dei generi alimentari hanno continuato a seguire un andamento opposto. Rispetto a settembre 2025, i prezzi dei generi alimentari sono diminuiti dell’1,3%, mentre, escludendo i servizi di ristorazione, il calo ha raggiunto addirittura il 4,6%.
Anche su base mensile i prezzi dei prodotti alimentari hanno registrato un calo, diminuendo dello 0,1% rispetto ad agosto. Escludendo la ristorazione, il calo è stato dello 0,3%.
Diversi prodotti alimentari di uso quotidiano sono diventati notevolmente più economici nell’ultimo anno. Il prezzo della carne in scatola è sceso del 26,7%, quello del burro e dei prodotti spalmabili a base di burro del 15,6%, quello della frutta fresca nazionale e proveniente dal sud del 14,4%, quello della carne suina dell’11%, quello del formaggio del 10,2% e quello dello zucchero dell’8,2%.
I prezzi del latte sono scesi dell’8,1%, quelli del caffè confezionato del 7,4%, delle uova del 5,4% e del pollame del 5,3%.

I prezzi di alcuni prodotti alimentari continuano a salire
Tuttavia, la tendenza al ribasso non è stata generalizzata. I dati dell’Ufficio centrale di statistica (KSH) mostrano che alcuni prodotti alimentari sono diventati più costosi nell’ultimo anno.
Le patate, ad esempio, sono costate il 7,8% in meno rispetto all’anno precedente, mentre il caffè espresso e i pasti in abbonamento sul posto di lavoro hanno registrato un calo del 6,6%. Tuttavia, i prezzi di alcuni altri prodotti hanno continuato a salire, tra cui i dolciumi e il miele.
Anche i dati mensili mostrano un quadro contrastante. Tra agosto e settembre, le verdure fresche sono diventate più care del 2,5%, mentre la carne suina ha registrato un aumento del 2,1% e l’olio da cucina dell’1,5%.
Allo stesso tempo, la frutta fresca nazionale e proveniente dal sud è diventata più economica del 4,2%, le patate hanno registrato un calo del 4% e la margarina del 3,1%.
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I prezzi dei carburanti hanno spinto l’inflazione al rialzo
L’aumento dell’inflazione complessiva è stato determinato in gran parte dai prezzi dei carburanti per autoveicoli, secondo Péter Virovácz, analista presso ING Bank.
I prezzi dei carburanti sono aumentati del 5,9% in un solo mese, il che, di per sé, ha contribuito ad aumentare l’inflazione mensile di circa 0,4 punti percentuali. Poiché i prezzi al consumo complessivi sono aumentati solo dello 0,2%, Virovácz ha osservato che i prezzi del resto del paniere dei beni di consumo sono risultati complessivamente inferiori, come riporta Telex.
I servizi, ad esempio, sono diventati più economici dello 0,5% rispetto ad agosto, sebbene fossero ancora più costosi del 4,9% rispetto a un anno prima. I prezzi dell’energia per le famiglie sono aumentati dello 0,2% su base mensile, mentre i prodotti del tabacco sono rimasti invariati.

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L’Ungheria potrebbe abolire il tetto massimo sui margini dei prodotti alimentari?
Gli ultimi dati sui prezzi dei generi alimentari potrebbero inoltre dare nuovo slancio al dibattito sul futuro del limite massimo dei margini nel settore della vendita al dettaglio di generi alimentari in Ungheria.
Il primo ministro Péter Magyar ha dichiarato all’inizio di questo mese che il governo potrebbe prendere in considerazione la graduale eliminazione della misura alla luce del basso tasso di inflazione e del calo dei prezzi dei generi alimentari.
Anche l’Associazione Nazionale del Commercio (OKSZ), che rappresenta le principali catene di distribuzione, ha sostenuto che l’attuale calo dei prezzi dei generi alimentari offre una buona opportunità per abolire il limite massimo di margine.
Secondo l’associazione, l’abolizione della misura non comporterebbe necessariamente un aumento significativo dei prezzi. Al contrario, i rivenditori potrebbero tornare a competere in modo più attivo attraverso sconti più consistenti e campagne promozionali.

