Da oggi l’Ungheria ha un nuovo presidente

L’11 agosto il Parlamento ha eletto András Baka, ex presidente della Corte Suprema, a presidente della Repubblica, dopo che era stato candidato dal gruppo di governo Tisza. Baka è stato eletto dai deputati con voto segreto, con 140 voti a favore e 6 contrari; il partito di opposizione Fidesz e i Democratici Cristiani (KDNP) non hanno preso parte alla votazione.
Da oggi il Presidente dell’Ungheria è András Baka
In linea con la risoluzione parlamentare relativa all’elezione, il nuovo capo di Stato entrerà in carica il 19 agosto e, conformemente al 17° emendamento alla Legge fondamentale, il suo mandato durerà fino all’entrata in vigore della nuova Costituzione, ma non oltre cinque anni, come riporta l’agenzia MTI.
Il Parlamento ha eletto un nuovo Presidente della Repubblica poiché, a seguito del 17° emendamento alla Legge fondamentale, il mandato di Taműs Sulyok come capo di Stato è scaduto alla mezzanotte del 20 luglio. Le sue funzioni sono state temporaneamente assunte dalla presidente del Parlamento Ágnes Forsthoffer.

Il precedente presidente non si è dimesso
Péter Magyar, presidente del Partito Tisza, ha esortato il presidente Sulyok — e diversi altri alti funzionari statali nominati dall’ex governo Orbán — a dimettersi dai propri incarichi la notte delle elezioni del 12 aprile, che hanno visto la vittoria con i due terzi dei voti del Partito Tisza e la sconfitta della coalizione Fidesz-KDNP al potere dal 2010.
Ha ribadito tale richiesta in diverse occasioni, fissando il 31 maggio come termine ultimo per le dimissioni, e ha precisato che, in caso di mancato dimissioni, Sulyok sarebbe stato destituito dall’incarico in virtù dei poteri loro conferiti. Il capo dello Stato non ha ottemperato alla richiesta.

Il 1° giugno, Magyar, accompagnato dal ministro della Giustizia, ha fatto visita al presidente della Repubblica e ha successivamente annunciato che, qualora Sulyok non si fosse dimesso dalla carica, la Legge fondamentale sarebbe stata modificata per destituirlo dall’incarico.
Il 4 luglio il governo ha presentato una proposta per avviare il 17° emendamento alla Legge fondamentale, in cui si stabiliva che: il giorno successivo all’entrata in vigore dell’emendamento, il mandato dell’attuale Presidente della Repubblica cesserà e il Parlamento eleggerà un Presidente della Repubblica che rimarrà in carica fino all’entrata in vigore della nuova Costituzione, per un massimo di cinque anni.
Manifestazione a sostegno di Sulyok tenutasi prima
Il Fidesz e il KDNP hanno protestato contro il previsto emendamento costituzionale e, il 9 luglio, hanno organizzato una manifestazione presso la sede presidenziale al Palazzo Sándor contro l’«instaurazione di un regime autoritario» e la destituzione del capo dello Stato.

Il 13 luglio il Parlamento ha approvato il 17° emendamento alla Legge fondamentale e, cinque giorni dopo, Sulyok ha annunciato che lo avrebbe firmato, pur esprimendo serie obiezioni sul suo contenuto e descrivendo l’emendamento come un grave e vergognoso esempio storico di abuso di potere politico.
La destituzione di Sulyok non è stata incostituzionale
L’8 agosto, il gruppo parlamentare Tisza ha designato Baka come candidato alla presidenza. Il partito di opposizione «La nostra patria» ha proposto per la carica Máté Tóth, avvocato specializzato in diritto energetico, ma il gruppo parlamentare, composto da sei membri, non è riuscito a raccogliere le firme di 40 deputati necessarie affinché la candidatura fosse valida.
I gruppi parlamentari Fidesz e KDNP non hanno preso parte all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, affermando di ritenere illegittima la destituzione di Sulyok. I due partiti dell’opposizione hanno inoltre presentato ricorso alla Corte costituzionale in merito al 17° emendamento alla Legge fondamentale, ma il 17 agosto la Corte ha respinto il ricorso dichiarandosi incompetente.
Il primo ministro Magyar ha augurato al presidente András Baka buona salute e «tanta umanità quanto possibile» nel suo operato in un post su Facebook, come ha riferito l’MTI.
Da non perdere: il nuovo presidente Baka potrebbe opporsi con fermezza al primo ministro Magyar – perché allora l’opposizione lo attacca in modo così feroce?

