Da settimane a sole 24 ore: le vittime ucraine della guerra ricevono a Budapest protesi che cambiano la vita

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Le persone ucraine che hanno subito un’amputazione a causa della guerra ricevono protesi su misura a Budapest in sole 24 ore grazie a un’importante iniziativa umanitaria internazionale che unisce i finanziamenti sauditi, le competenze ungheresi e le équipe mediche di volontariato.

Il programma, lanciato dal Centro di Aiuto Umanitario e Soccorso Re Salman dell’Arabia Saudita (KSrelief) in collaborazione con lo specialista ortopedico ungherese GYSGY REHA Kft., mira a fornire assistenza completa a circa 100 pazienti ucraini in Ungheria quest’anno.

I primi 20 beneficiari hanno ricevuto le loro nuove protesi mercoledì presso il Centro sanitario Pillangó di Budapest, dove gli organizzatori del progetto, i professionisti del settore medico e i diplomatici si sono riuniti per celebrare questo importante traguardo, secondo quanto riportato da Blikk.

Un processo che normalmente richiede settimane è stato completato in un solo giorno a Budapest

Uno degli aspetti più notevoli dell’iniziativa è la rapidità con cui i pazienti ricevono le loro protesi. Tradizionalmente, la realizzazione di una protesi su misura può richiedere da una a diverse settimane, con alcuni casi che necessitano di mesi di aggiustamenti e visite di controllo. Grazie a un’avanzata tecnica di laminazione diretta, tuttavia, gli specialisti coinvolti nel programma sono in grado di completare le misurazioni, la produzione e l’adattamento in un solo giorno.

Secondo Zoltán Unger, coordinatore ungherese del programma, questa procedura accelerata rappresenta un significativo passo avanti tecnologico.

«Il processo di misurazione e produzione avviene nello stesso giorno. Ciò ci consente di curare da 15 a 20 pazienti nell’arco di una sola settimana», ha spiegato.

Il metodo è supportato da un team composto da cinque o sei specialisti volontari provenienti dall’Arabia Saudita che utilizzano regolarmente questa tecnologia nel corso di missioni umanitarie in tutto il mondo. Anche tecnici e esperti ortopedici ungheresi contribuiscono a questo lavoro.

Tra i beneficiari non vi sono solo i soldati

Sebbene molti pazienti abbiano subito lesioni legate alla guerra, gli organizzatori hanno sottolineato che il programma non si limita al personale militare. Tra coloro che ricevono assistenza vi sono civili le cui vite sono state cambiate per sempre dal conflitto. Alcuni hanno perso arti in attacchi diretti, mentre altri hanno subito lesioni in incidenti o eventi il cui trattamento è stato reso più difficile dall’enorme pressione a cui è sottoposto il sistema sanitario ucraino.

Secondo quanto riferito, un paziente ha perso entrambe le gambe in un incidente ferroviario, mentre un altro ha perso una mano a seguito di un attacco sferrato da un drone russo. La guerra in corso ha aumentato drasticamente il numero di persone che necessitano di cure protesiche, riducendo al contempo la capacità delle strutture sanitarie ucraine di fornire riabilitazione a lungo termine e trattamenti specialistici. Di conseguenza, molti pazienti ricevono ora assistenza nei paesi confinanti.

Un sostegno completo che va oltre la protesi

Il programma umanitario va ben oltre la semplice produzione di protesi. Le organizzazioni partner in Ucraina individuano i pazienti idonei e organizzano il loro trasporto a Budapest utilizzando veicoli appositamente attrezzati. L’alloggio, l’assistenza medica, l’adattamento delle protesi, le visite di controllo e le regolazioni personalizzate sono tutti servizi forniti gratuitamente.

Gli organizzatori riferiscono che oltre la metà dei membri del primo gruppo ha già imparato con successo a camminare nuovamente utilizzando le nuove protesi. Ogni dispositivo viene progettato individualmente in base alle esigenze specifiche del paziente, tenendo conto del tipo di amputazione, delle condizioni del moncone e delle capacità fisiche del paziente.

Cooperazione internazionale con impatto globale

L’iniziativa di Budapest rappresenta la quindicesima tappa internazionale di un più ampio programma umanitario gestito da KSrelief. L’ambasciatore dell’Arabia Saudita in Ungheria, Majid bin Abdulaziz Al-Abdan, ha partecipato personalmente alla cerimonia di consegna e ha visitato l’officina in cui vengono prodotte le protesi. Ha ringraziato sia il team ungherese che quello internazionale per l’impegno profuso nel fornire un’assistenza rapida ed efficace a chi ne ha bisogno.

L’organizzazione umanitaria saudita ha già finanziato 30 progetti in Ucraina per un valore di quasi 94 milioni di dollari, concentrandosi principalmente sull’assistenza sanitaria e sul supporto medico. Il programma di Budapest proseguirà in altre quattro fasi nei prossimi mesi, con l’obiettivo di aiutare 100 ucraini che hanno subito un’amputazione a ritrovare la mobilità, l’indipendenza e la possibilità di ricostruire le proprie vite dopo una perdita devastante.

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