È emersa una data precisa per l’adozione dell’euro da parte dell’Ungheria con la proposta di una nuova tabella di marcia

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È ora disponibile una data precisa in cui l’Ungheria potrebbe adottare l’euro, qualora il Paese soddisfi con successo i requisiti economici e giuridici necessari, secondo un possibile calendario delineato da Zoltán Kurali, vice governatore della Banca nazionale ungherese (Magyar Nemzeti Bank, MNB).

Un possibile percorso verso l’area dell’euro

Intervenendo alla conferenza «Back to Europe» organizzata da Portfolio, Kurali ha affermato che l’Ungheria potrebbe aderire al meccanismo di cambio ERM II nel 2029, con una decisione definitiva sull’adozione dell’euro prevista per il 2031. Il processo potrebbe iniziare già questo autunno, quando il governo dovrebbe presentare il proprio piano macroeconomico a medio termine. Se il piano si dimostrasse credibile e di successo, secondo Kurali non vi sarebbe alcun motivo per ritardare i negoziati sull’adesione all’ERM II.

L’armonizzazione normativa potrebbe iniziare nel 2027, mentre una relazione sulla convergenza del 2028 valuterà se l’Ungheria soddisfi i requisiti fondamentali, compresi gli obiettivi relativi all’inflazione, alle finanze pubbliche e al debito. L’adesione all’ERM II è normalmente richiesta per almeno due anni prima dell’adozione dell’euro, sebbene i paesi spesso rimangano nel meccanismo per un periodo più lungo.

Un obiettivo di inflazione più basso potrebbe essere d’aiuto

La Banca Nazionale Ungherese (MNB) ha recentemente abbassato il proprio obiettivo di inflazione dal 3% al 2,5%, con effetto a partire dal 2028. Kurali ha affermato che tale modifica potrebbe aiutare l’Ungheria a soddisfare il criterio di inflazione richiesto per l’adozione dell’euro, che potrà avvenire ufficialmente il 1° gennaio 2032.

Ha inoltre osservato che alcuni benefici potrebbero manifestarsi già prima dell’effettiva introduzione della moneta unica. Un piano credibile volto a soddisfare le condizioni necessarie potrebbe ridurre i rendimenti dei titoli di Stato, man mano che gli investitori acquisiranno fiducia nel percorso economico dell’Ungheria.

I rischi permangono

Tuttavia, l’adesione all’area dell’euro comporterebbe anche compromessi significativi. L’Ungheria rinuncerebbe a parte della propria politica monetaria indipendente, mentre le decisioni della Banca centrale europea in materia di tassi d’interesse non corrisponderebbero necessariamente alle esigenze economiche del Paese in ogni momento. Kurali ha inoltre avvertito che la scelta di un tasso di conversione finale inadeguato potrebbe creare problemi di competitività di lunga durata.

Anche gli economisti hanno messo in guardia dal voler affrettare il processo. Un percorso di convergenza più graduale potrebbe concedere più tempo per le riforme strutturali e gli investimenti, mentre la fiducia dei mercati potrebbe dipendere maggiormente da una tabella di marcia credibile piuttosto che da una data specifica di adozione. Per il momento, pertanto, il 2032 dovrebbe essere considerato come un obiettivo potenziale piuttosto che come una data certa per l’adozione dell’euro da parte dell’Ungheria.

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