Gli analisti londinesi indicano quando l’Ungheria potrebbe entrare nell’eurozona

Secondo l’Eurasia Group, l’Ungheria potrebbe comunque adottare l’euro nel 2032, nonostante l’aggravarsi del disavanzo di bilancio e l’aumento del debito pubblico. La società di consulenza sui rischi prevede che i danni causati dalla siccità e gli shock geopolitici eserciteranno un’ulteriore pressione sulle finanze pubbliche nel breve termine, ma ritiene che il Paese possa entrare nel meccanismo di cambio dell’UE entro il 2030.

Il deficit di bilancio dell’Ungheria potrebbe salire quest’anno a circa il 7,7–7,8% del prodotto interno lordo (PIL), secondo una nuova valutazione presentata giovedì a Londra dall’Eurasia Group, una delle più grandi società di consulenza al mondo in materia di rischi politici ed economici.

La società di consulenza ha affermato che le maggiori pressioni sul bilancio, in particolare i prezzi elevati del petrolio e i danni causati dalla prolungata siccità, derivano da fattori che esulano dal controllo del governo ungherese.

Nel corso dell’ultimo mese i mercati hanno già iniziato a reagire alle previsioni di un deficit più elevato. Un’indicazione in tal senso è rappresentata dall’aumento del costo dei credit default swap (CDS), strumenti finanziari utilizzati per assicurarsi contro il rischio di insolvenza del debito sovrano, secondo l’analisi del gruppo.

Hungarian Forint To Euro X
Illustrazione realizzata tramite intelligenza artificiale.

Il debito pubblico ungherese potrebbe avvicinarsi al 77% del PIL

Eurasia Group prevede che il rapporto tra debito pubblico e PIL dell’Ungheria, che a metà anno si attestava al 75,6%, si avvicini al 77% entro la fine del 2026. Tuttavia, la società di consulenza ha osservato che anche la necessità di ricorrere al mercato per prefinanziare i pagamenti all’Unione Europea contribuirebbe a tale aumento.

Il primo ministro Péter Magyar è riluttante a introdurre misure politiche che avrebbero un impatto diretto sugli elettori. Di conseguenza, è probabile che privilegi l’introduzione di ulteriori imposte a carico delle grandi imprese, seguendo in linea di massima l’approccio adottato dal suo predecessore, Viktor Orbán.

La differenza fondamentale, secondo gli analisti di Eurasia Group con sede a Londra, è che Magyar presenterebbe tali misure come sacrifici temporanei necessari per garantire l’adesione all’eurozona.

Il suo obiettivo sarebbe quello di far aderire l’Ungheria al Meccanismo di cambio europeo II (ERM II) entro il 2030, un passo obbligatorio verso l’adozione dell’euro.

L’Ungheria potrebbe entrare a far parte dell’eurozona entro il 2032?

Eurasia Group ritiene probabile che l’Ungheria entri nell’ERM II entro il 2030. Se ciò dovesse verificarsi, si aprirebbe la strada all’adesione all’eurozona nel 2032, poiché i paesi devono trascorrere almeno due anni all’interno del meccanismo prima di adottare la moneta unica.

L’adesione all’ERM II entro il 2030 rappresenterebbe un «importante successo politico» per l’Ungheria, ha affermato la società di consulenza. L’adozione dell’euro nel 2032 contribuirebbe inoltre a «consolidare la posizione dell’Ungheria all’interno dell’UE», secondo la sua valutazione.

Il gruppo ha aggiunto che un simile calendario potrebbe avere effetti positivi sui mercati finanziari. Ad esempio, i rendimenti del debito sovrano ungherese denominato in fiorini ed euro potrebbero convergere ulteriormente, riducendo potenzialmente il costo del denaro.

Altri importanti analisti finanziari con sede a Londra hanno pubblicato valutazioni simili sulle finanze pubbliche dell’Ungheria in recenti rapporti.

Anche Fitch prevede un deficit elevato per quest’anno

L’agenzia internazionale di rating Fitch Ratings ha recentemente esaminato le finanze pubbliche e le prospettive macroeconomiche nell’Europa centrale e orientale. Nella sezione dedicata all’Ungheria del suo rapporto di 24 pagine, Fitch prevede che il disavanzo di bilancio del Paese raggiungerà quest’anno il 7,3% del PIL.

Tuttavia, l’agenzia prevede che il disavanzo scenderà al 5,8% del PIL nel 2027.

Fitch ha inoltre sottolineato l’impegno dell’Ungheria a soddisfare le condizioni per l’adesione all’eurozona entro il 2030, descrivendolo come un punto di riferimento fondamentale per i piani di risanamento fiscale a medio termine del governo.

Fonte: Agenzia di stampa ungherese (MTI)

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