Il Fidesz attacca il candidato alla presidenza del partito Tisza: «Rimarrà in carica solo fino a quando Péter Magyar non lo sostituirà con una dichiarazione»

Il capogruppo parlamentare del Fidesz ha sferrato un duro attacco contro András Baka, ex presidente della Corte Suprema ungherese, dopo che il Partito Tisza lo ha designato come prossimo presidente del Paese.
János Bóka ha dichiarato sabato che il Fidesz considera illegittima l’elezione di un nuovo capo di Stato, sostenendo che il mandato del presidente Tamás Sulyok sia stato interrotto dal Partito Tisza «in modo arbitrario e illegittimo». Il gruppo parlamentare del Fidesz boicotterà pertanto sia la procedura di nomina che quella elettorale, ha annunciato Bóka in un post su Facebook.
«L’ultimo presidente legittimo dell’Ungheria si chiama Tamás Sulyok»,

Il Fidesz definisce la nomina di Baka una «procedura illegale»
Bóka ha accusato Baka, eminente giurista ed ex presidente della Corte Suprema, di aver preso parte a quello che ha definito un processo illegale e di aver contribuito a costruire ciò che ha definito «il regime arbitrario di Péter Magyar».
Il politico del Fidesz ha inoltre fatto riferimento alla controversia legale di Baka con lo Stato ungherese, sebbene non abbia citato esplicitamente il caso in questione. Egli ha affermato che Baka aveva già citato in giudizio l’Ungheria dinanzi a un tribunale internazionale per una «controversia di entità significativamente minore» rispetto a quella che, a suo avviso, è stata ora causata dalla destituzione di Sulyok da parte del Partito Tisza.
A quanto pare, Bóka si riferiva al ricorso presentato da Baka dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Nel 2016, la Corte di Strasburgo si era pronunciata a favore di Baka, ritenendo che fosse stato destituito prematuramente dalla carica di presidente della Corte Suprema attraverso una normativa specificamente concepita per intaccare la sua posizione, dopo che egli aveva criticato pubblicamente misure che minacciavano l’indipendenza giudiziaria.
Il caso di Baka è successivamente diventato un esempio di grande rilevanza nelle discussioni sull’indipendenza giudiziaria e lo Stato di diritto in Ungheria.
«Baka sarà un burattino della maggioranza di Tisza»
Bóka ha concluso la sua dichiarazione con una previsione particolarmente incisiva sul futuro presidente.
«András Baka manterrà la sua carica solo fino a quando Péter Magyar non lo sostituirà con una dichiarazione. Sarà il burattino della maggioranza di Tisza, e deve esserne consapevole».
Il capogruppo del Fidesz ha inoltre affermato che il suo partito ha dichiarato resistenza politica contro ciò che considera un governo arbitrario. Ha promesso che il Fidesz sosterrà quelli che ha definito i «circoli della libertà» e si adopererà per ripristinare il costituzionalismo.
Le dichiarazioni sono state rilasciate poco dopo che il gruppo parlamentare Tisza aveva annunciato di aver scelto Baka come proprio candidato alla presidenza tramite votazione a scrutinio segreto:

Anche Mi Hazánk respinge la candidatura di Baka
Il Fidesz non è stata l’unica forza di opposizione a criticare la nomina. Anche il Movimento Mi Hazánk ha dichiarato Baka inadatto alla presidenza. Il leader del partito, László Toroczkai, ha sostenuto che le dichiarazioni rilasciate da Baka negli ultimi anni lo rendessero inadatto a ricoprire tale carica.
Toroczkai ha definito la nomina «ironica», sostenendo che Baka in passato si era opposto proprio a quel tipo di legislazione personalizzata e retroattiva che, a suo avviso, il Partito Tisza sta ora perseguendo.
Mi Hazánk continua a sostenere l’esperto di diritto energetico Máté Tóth come proprio candidato preferito alla presidenza. Il partito afferma che egli potrebbe contribuire a instaurare controlli e contrappesi più efficaci nei confronti di un governo che abusa del proprio potere.
Si prevede che Baka diventi il prossimo presidente dell’Ungheria
Nonostante le critiche, l’elezione di Baka dovrebbe rivelarsi in gran parte una formalità. Il Partito Tisza dispone di un gruppo parlamentare composto da 141 membri, il che gli garantisce una maggioranza superiore ai due terzi necessaria per eleggere il presidente. Fidesz e KDNP hanno già annunciato che non parteciperanno all’elezione.
Il voto del Parlamento per l’elezione del nuovo presidente è previsto per martedì 11 agosto.
Se eletto, Baka dovrebbe assumere la carica il 19 agosto, secondo la procedura costituzionale in base alla quale il presidente neoeletto entra in carica l’ottavo giorno successivo all’annuncio del risultato elettorale.
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